Mostrando un raro coraggio, senza timore di urtare il sindacato simbolo e anche uno dei più attivi e potenti, Epifani ha detto senza peli sulla lingua: “Dobbiamo sapere uscire dall’angolo in cui gli altri ci vogliono mettere”. Il segretaio della Cgil dimostra di non temere la folla rispondendo a una domanda sulla Fiom nel corso di un’intervista pubblica alla festa dell’Unità di Bologna.
“La Fiom deve fare di tutto per provare a chiudere i contratti, perché senza di lei si fanno i contratti peggiori. Noi non possiamo permetterci questo. Non è facile – ha detto ancora Epifani – perché il padronato del settore meccanico è anche il più duro. Non è vero che i padroni sono tutti uguali, è anche tra i meccanici ci sono i falchi e le colombe. Con le colombe abbiamo bisogno di dialogare e con i falchi dobbiamo dire che lungo la strada dello scontro non c’è nessuna convenienza, neanche per l’impresa”.
Insomma la Fiom deve abbandonare la linea difensiva e “avere la forza e il coraggio di trovare la strada per riconquistare un ruolo ai tavoli negoziali”. Epifani ha ricordato che la Fiom ”è soggetta ad un forte attacco. E quando sono in ballo i diritti dei lavoratori metalmeccanici, la Cgil fa propria la difesa di questi diritti e su questo non può esserci dubbio”, ha sottolineato ricordando che sarà proprio lui a chiudere la manifestazione indetta dalla Fiom per il 16 ottobre.
”La Fiom è il più grande sindacato metalmeccanico, non può essere lasciato fuori” ha concluso Epifani.
14 settembre 2010 - da Blitz Quotidiano