La "manovra finanziaria" attualmente in discussione contiene
alcune norme sull'aumento dell'età pensionabile che sono state da
più parti oggetto di critiche e obiezioni. Pare sia mancata però la
più ovvia di queste possibili obiezioni, e cioè che c'entrassero le
pensioni con una manovra finanziaria, dal momento che la spesa
previdenziale non ha nulla a che vedere con la spesa pubblica,
poichè dipende interamente dai contributi versati dai lavoratori
sulla loro busta paga. Inoltre l'avanzo di bilancio dell'INPS nel
2009 è stato di sette miliardi (sì, miliardi) e novecentossessantuno
milioni di euro. Ognuno può condurre un piccolo sondaggio personale
per rendersi conto di quante persone siano a conoscenza dell'attivo
di bilancio dell'INPS, che pure costituirebbe un dato ufficiale.
Le teorie socio-economiche "complesse" crollano di fronte
all'evidenza delle menzogne istituzionalizzate su cui il sistema si
fonda, e di fronte alla constatazione che gli attivi di bilancio
dell'INPS sono trattati dai giornalisti quasi come un segreto di
Stato, senza il bisogno di alcuna "legge bavaglio". Dato che la
notizia degli attivi di bilancio dell'INPS, sebbene data di sfuggita
e subito seppellita, potrebbe comunque diffondersi, il sistema della
propaganda è pronto a fuorviare nuovamente l'opinione pubblica
narrandole di una popolazione anziana di pensionati in continuo
aumento, a fronte di una popolazione di giovani lavoratori in calo
costante. Da qui, secondo il luogo comune, deriverebbe il "pericolo
per i futuri conti dell'INPS". Si tratta di una campagna
propagandistica che fomenta l'odio tra le generazioni, per di più
sulla base di pretesti infondati.
In realtà i bilanci dell'INPS si presentano floridi non solo per il
presente, ma anche per il futuro, dato che i lavoratori immigrati -
che, al contrario di ciò che si fa credere, sono in grande
maggioranza regolari - versano mensilmente contributi pensionistici
senza alcuna prospettiva che questi un domani diventino per loro una
pensione di anzianità; e ciò per il semplice motivo che gli
immigrati tendono per lo più, dopo qualche anno, a ritornare al
proprio Paese, dando l'addio ai contributi già versati alla
Previdenza italiana. I contributi pensionistici dei lavoratori
immigrati si configurano perciò come una vera e propria tassa
sull'immigrazione, di cui l'INPS costituisce l'esattore.
Allora si potrebbe dire che i pensionati italiani attualmente
parassitano il lavoro degli immigrati? Nemmeno questo si può dire,
dato che il surplus di cui l'INPS dispone va oggi a finanziare le
imprese private. Costituisce infatti una pratica abituale degli
imprenditori il mettere ciclicamente in Cassa Integrazione Guadagni
- quindi a carico della Previdenza - una parte dei propri
lavoratori, per poi mantenere i livelli produttivi ricorrendo agli
straordinari, che beneficiano tra l'altro di un regime fiscale
agevolato. La pratica di mettere in Cassa Integrazione una parte dei
dipendenti per poi sfruttare maggiormente con gli straordinari i
lavoratori rimasti in azienda, sarebbe illegale, ma i governi non
solo si guardano bene dal sanzionarla, ma addirittura la premiano
con sgravi fiscali. I contributi previdenziali quindi sono usati per
contribuire all'abbassamento ulteriore del costo del lavoro per le
imprese: il solito assistenzialismo per ricchi.
Gli slogan fiabeschi sul capitalismo e sul mercato coprono perciò
una realtà molto più squallida, che vede i mitici e celebrati
"imprenditori" sempre pronti a rubare nel piattino del cieco.
L'individualismo avventuroso dell'imprenditore si rivela un altro
falso propagandistico, una leggenda dietro la quale
l'associazionismo imprenditoriale si esprime come una vera e propria
forma di criminalità organizzata dei colletti bianchi; una
criminalità che è ovviamente allevata e protetta dai governi.
C'è infatti un legame diretto e consequenziale tra il terrorismo
governativo sulle pensioni e la privatizzazione/precarizzazione
del Pubblico Impiego. Il pretestuoso terrorismo governativo sulle
pensioni ottiene un effetto piuttosto evidente, apparentemente
contraddittorio, che è quello di incentivare la scelta di
pensionamento anticipato da parte di molti lavoratori, intimoriti
dalla prospettiva di perdere diritti acquisiti; infatti gli stessi
governi terroristi poi mettono regolarmente a disposizione
"finestre" pensionistiche in cui i lavoratori possano infilarsi. Gli
organici del Pubblico Impiego tendono perciò a spopolarsi, ed i
governi possono appaltare funzioni e servizi a ditte private, che
usano per la maggior parte lavoro precario.
Uno dei settori del Pubblico Impiego in cui il prepensionamento
viene più incentivato è la Scuola, ciò in vista della sostituzione
del corpo insegnante dipendente dallo Stato con una nuova leva di
insegnanti assunti direttamente dal Dirigente Scolastico, il quale
diventerebbe il "manager" (in realtà boss/feudatario) non più di un
istituto pubblico, ma di una fondazione mista pubblico/privato. Il
ruolo degli insegnanti è stato abolito nel 1993, sostituito con la
dizione " insegnante a tempo indeterminato", ma, secondo i piani,
nell'arco di qualche anno, anche l'insegnante dipendente dallo Stato
dovrebbe diventare un ricordo. Lo scopo non è solo quello di abolire
una "libertà di insegnamento" che, probabilmente, non è mai
esistita, ma di trasformare le Scuole ex pubbliche in enti
appaltatori anche per ciò che concerne il loro principale servizio,
cioè l'insegnamento; infatti già si parla di agenzie private che si
occupino di "formare" e fornire i docenti.
Gli insegnanti che attualmente accettano di infilarsi nelle varie
"finestre" pensionistiche, non valutano il fatto che l'INPS rimarrà
un ente pubblico solo sin quando sarà necessario per compiere questa
liquidazione del personale del Pubblico Impiego. Ma non appena
l'operazione sarà completata, anche la privatizzazione dell'ente
previdenziale sarà posta all'ordine del giorno, secondo quanto hanno
già ordinato il Fondo Monetario Internazionale e la sua agenzia di
propaganda e psico-guerra, cioè l'OCSE. A chiunque è evidente che un
INPS trasformato in una SPA, non sarebbe in grado di assicurare
l'erogazione delle pensioni; anzi, non sarebbe neppure più tenuto a
farlo.
Quindi oggi la Previdenza serve a finanziare direttamente le
imprese, ed al tempo stesso a favorire le ristrutturazioni in senso
privatistico del Pubblico Impiego. In termini più diretti si può
dire che le imprese private rubano il denaro della Previdenza, per
servirsene anche per preparare ulteriori furti in un altro settore,
quello della spesa pubblica. Se si considera che l'INPS, nonostante
la pioggia di denaro che già riserva alle imprese, riesce anche ad
avere un grosso attivo di bilancio, si capisce perfettamente il
motivo per cui la privatizzazione della Previdenza venga ritenuta
una tappa ineludibile nell'avanzata della Civiltà Occidentale.
http://www.vocidallastrada.com/2010/07/linps-riconvertito-ad-ente.html