Dopo il referendum
Pomigliano, Fiat: “Avanti con chi ha firmato”
La nota del Lingotto: “Impossibile trovare
condivisione, lavoreremo con chi è d'accordo per attuare le
condizioni di governabilità della fabbrica”. La Fiom chiede di
riaprire la trattativa. Landini: “Cercare una soluzione condivisa,
no atti di forza”
“L'azienda lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte
la responsabilità dell'accordo al fine di individuare ed attuare
insieme le condizioni di governabilità necessarie per la
realizzazione di progetti futuri”. E' quanto si legge in un
comunicato diffuso oggi (23 giugno) dalla Fiat, che commenta
così i risultati del referendum su Pomigliano. L'accordo
separato - respinto dalla Fiom - sul futuro del sito non ha
ottenuto l'unanimità che auspitcava il Lingotto: 62,2% sì contro
36% no. L'investimento di 700 milioni di euro è confermato, ma
l'azienda lavorerà solo con Fim e Uilm per gestire una fabbrica
che ha espresso giudizio non unanime.
“La Fiat ha preso atto della impossibilità di
trovare condivisione - continua la nota - da parte di chi sta
ostacolando, con argomentazioni dal nostro punto di vista
pretestuose, il piano per il rilancio di Pomigliano. Apprezza il
comportamento delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori
che hanno compreso e condiviso l'impegno e il significato
dell'iniziativa di Fiat Group Automobiles per dare prospettive
allo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano”.
Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini,
chiede di riaprire il negoziato. “Cercare soluzioni
condivise è meglio che cercare atti di forza. Se vogliono andare
avanti ne prendiamo atto ma non credo sia la soluzione più utile
per i lavoratori e l'azienda”. Lo afferma in conferenza stampa.
“Se resta questo accordo non lo firmeremo - ribadisce -,
l'abbiamo detto in tempi non sospetti e non ci sono elementi che
ci fanno cambiare idea. Se tolgono dal tavolo, invece, tutte le
norme di violazione dei diritti e della Costituzione siamo
pronti da subito ad affrontare una nuova trattativa”. Invita
quindi l'azienda a riaprire il negoziato. In ogni caso, la Fiom
non farà boicottaggio: “Noi facciamo gli accordi alla luce del
sole e se non li troviamo scioperiamo: altre cose non ci
appartengono, nè nei linguaggi nè nei comportamenti”.
Assemblea nazionale delegati 1 luglio
La Fiom convoca per l'1 luglio una grande assemblea nazionale
dei delegati degli stabilimenti Fiat, e dei grandi gruppi
industriali italiani e del Mezzogiorno, a Pomigliano. Lo
annuncia lo stesso Landini, spiegando che servirà a discutere il
caso Pomigliano. Una vertenza, a suo avviso, '“che ha però
valenza generale, perchè questo episodio indica una tendenza ad
arretrare nei diritti dei lavoratori, mentre è invece necessario
investire per qualificare il lavoro”. Sarà l'occasione anche per
discutere “la difesa dei contratti nazionali”.
Bonanni, abbiamo fatto capolavoro
“La grande notizia di oggi è che la Fiat ha confermato
l'investimento su Pomigliano. Un grande successo, abbiamo fatto
un capolavoro”. Lo sostiene il segretario generale della Cisl,
Raffaele Bonanni, commentando la posizione del Lingotto. E
aggiunge: “Imparino tutti gli altri che hanno ciarlato come le
cicale a fare invece come hanno fatto le formiche, imparino che
l'Italia di domani sarà un'Italia positiva se ciascuno si prende
le sue responsabilità”.
Angeletti, conferma piano unica opzione
“Credo che l'opzione che si presenta per la Fiat sia esattamente
una, quella di confermare la validità dell'accordo e quindi
l'investimento da realizzarsi nei prossimi mesi per trasferire
la Panda a Pomigliano”. Lo aveva detto il leader della Uil,
Luigi Angeletti, a Sky Tg24 prima della nota dell'azienda. “Se
in Italia si dovesse sostenere la tesi che le cose si possono
fare soltanto se c'è l'unanimità - aveva aggiunto -, allora non
si farebbe nulla”.
Anche per Pier Luigi Bersani l'investimento
andava confermato. “Adesso bisogna che la Fiat proceda senza
tentennamenti, senza se e senza ma, e ribadisca l'investimento -
secondo il segretario del Pd -. Poi con calma, nei prossimi
mesi, si trovi un modo di comprendersi meglio. Avevamo visto
giusto nel dire che l'investimento deve essere fatto e che
c'erano dei problemi”.
23/06/2010 da Rassegna Sindacale |