Pomigliano:
vincono i si. Per un soffio
È finito alle 4 lo scrutinio del referendum
sull'accordo tra i sindacati dei metalmeccanici (ad
esclusione della Fiom) e la Fiat per lo stabilimento
di Pomigliano d'Arco. I sì sono stati 2.888, i no
1.673, le schede bianche 22 e quelle nulle 59. I sì
corrispondono al 62,2% dei voti, il no al 36 per
cento. Un verdetto molto al di sotto del 70%, la
soglia sotto la quale la Fiat è pronta a rimettere in
discussione l'investimento di 700 milioni per produrre
la nuova Panda. Un dato che potrebbe cambiare faccia
all'economia di una città di 47mila persone e
all'intera Campania. Un risultato, quello dei «no»,
molto al di sopra dei consensi che in teoria
sommerebbero la Fiom e lo Slai Cobas, il fronte
contrario all'intesa.
Dunque come titolano tutti i giornali on line
questa mattina, vince ma non sfonda il si' . I
sindacati si dicono soddisfatti del 63% dei consensi
circa conquistato dal si' mentre il ministro Sacconi
afferma che adesso il paese e' piu' moderno.
Ma nella fabbrica campana della Fiat sono tutti
consapevoli che a pesare nel prossimo futuro sara'
anche il 36% raggiunto dal fronte del no. Ora e' tutto
nelle mani della Fiat e qualcuno, come la Fiom, teme
che questo risultato possa non bastare al Lingotto e
che l'azienda possa giocare sulla percentuale negativa
registrata nella consultazione per tirarsi indietro e
negare gli investimenti, ovvero i 700 milioni per il
progetto nuova Panda a Pomigliano.
Poco dopo i primi scrutini, che in verita' sembravano
profilare una vittoria del si' con oltre il 76%, il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi aveva esortato la
Fiat a riconoscere che ''vi sono tutte le condizioni
per realizzare il promesso investimento in un contesto
di pace sociale''. C'e' poi l'altro fronte dei
sindacati con la Fim e la Uilm in primo luogo, che se
da un lato si dicono soddisfatte del successo
ottenuto, dall'altro chiedono alla Fiat di ratificare
presto l'accordo e, quindi, di tener fede agli
impegni. Saranno quindi giorni altrettanto decisivi
quelli che seguiranno al referendum di ieri.
Il sindacato piu' critico all'accordo, la Fiom, anche
stanotte ha ribadito il suo no all'intesa, ma secondo
quanto sottolineato dal segretario della federazione
napoletana, Massimo Brancato, ''se laFiat apre una
trattativa e si predispone ad una mediazione che
rispetti la costituzione, le leggi dello stato e il
contratto, ci sediamo a un tavolo e siamo disponibili
a fare un negoziato''. E a chiedere di riaprire le
trattative, quando il risultato gia' sembrava offrire
ai contrari all'accordo un risultato per cosi' dire
affatto deludente, arriva anche la vice segretaria
nazionale della Cgil, Susanna Camusso: ''la
partecipazione al voto era prevedibile come la
prevalenza del si' - spiega la sindacalista -
Chiediamo aFiat di avviare l'investimento e la
produzione della nuova Panda a Pomigliano e di
riaprire la trattativa per una trattativa condivisa da
tutti''.
E se il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, subito
dopo l'esito del voto sottolinea che in questo
referendum ''ha vinto il lavoro e il buon senso'', il
segretario della Uil Campania, Giovanni Sgambati mette
in evidenza come ''una percentuale cosi' elevata di
partecipazione non si era mai registrata in un
referendum sulla flessiblita' nel settore
metalmeccanico''. Un buon risultato, avvertono, anche
se stasera, all'uscita della fabbrica alcuni
lavoratori dello stabilimento, con in mano solo le
primissime proiezioni hanno comunque gia' avvertito:
''anche se vince il si' la lotta per i nostri diritti
continua''. (ansa.it)
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