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Cgil e Fiom in teoria sono la stessa
organizzazione Ma sulla Fiat e sul futuro di
Pomigliano hanno idee opposte da Il Fatto Quotidiano
MOVIMENTISMO. L'indipendenza di Sabattini
costituiva un’ipotesi culturale e politica
attinta
alla storia “m ov i m e n t i s t a ” del
Pci e che ispirava anche una linea
sindacale. Ma che non ha mai trasformato il
rapporto dialettico
con la Cgil di Sergio Cofferati – che, come
Sabattini, viene eletto nel 1994 – in
scontro
irreversibile. La divergenza più dura
avviene proprio sul piano politico,
nel 1997, quando Cofferati apre alla riforma
pensionistica del governo Prodi e Sabattini
si mette di traverso scontrandosi nella Fiom
con l'ala riformista allora guidata
da Cesare Damiano e Susanna Camusso.
Sabattini è colui che porta la Fiom a
Genova nel 2001 alle manifestazioni contro
il G8 mescolando gli operai dell'industria
con le
culture giovanili, del non-lavoro, del
cattolicesimo radicale. Cofferati non c’era
ma recupererà un rapporto l'anno dopo nel
corso delle grandi lotte
contro la riforma dell'articolo 18 voluta
dal governo Berlusconi. In quell'occasione
Fiom e Cgil sono fianco a fianco e vincono.
Lo saranno anche in occasione
del referendum per l'estensione
dell'articolo 18 alle piccole imprese,
voluto da Rifondazione
nel 2004. Stavolta a guidarle, ci sono i due
nuovi segretari, Epifani alla Cgil
e Gianni Rinaldini alla Fiom. Ed è scontro
aperto, di nuovo e soprattutto sulla
politica.
Romano Prodi sta per vincere le elezioni,
Epifani ne sostiene il programma e si
accinge a fare
da supporto al suo governo. Il 4 novembre
del 2006 si tiene però la prima
manifestazione contro
Prodi, la Fiom sfila con Cobas e centri
sociali ed Epifani non apprezza . CONTRO EPIFANI. Poi c'è il congresso Cgil, il
primo gestito da Epifani e in cui Rinaldini,
con
la “sua” Fiom, si schiera assieme alla
sinistra interna di Cremaschi, presentando
delle tesi alternative. Va in minoranza e ci
resta, di fatto, fino a oggi quando al
recente congresso Cgil, la Fiom, assieme
alla Funzione pubblica e ai bancari,
organizza un documento alternativo
contrastando la volontà della Cgil di
ricucire il
rapporto con Cisl e Uil sulla riforma della
contrattazione collettiva. LA SFIDA CAMUSSO. Scaduti gli otto anni di
mandato – dopo i quali in Cgil si viene
sostituiti
– Rinaldini lascia a Landini. Il quale si
troverà tra pochi mesi a non dover discutere
più
con Epifani, anch’egli al termine degli otto
anni, ma proprio con quella dirigente
"riformista" che
dalla Fiom fu allontanata da Claudio
Sabattini, e cioè Susanna Camusso . |
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