Il lavoro è la priorità della CGIL, tradotta nel 16° Congresso nella
proposta del Piano per il lavoro.
Per il lavoro ci siamo mobilitati; alla FIAT abbiamo chiesto un
piano industriale per aumentare la produzione nel nostro Paese e
dare una risposta positiva agli stabilimenti, a partire da quelli
meridionali.
In questo quadro abbiamo sostenuto e sosteniamo che per Termini
Imerese si debba trovare una soluzione industriale nell’auto per
dare futuro allo stabilimento e al suo indotto.
Così come abbiamo lottato perché ci fosse una nuova missione
produttiva per Pomigliano a salvaguardia dei cinquemila lavoratori e
di tutto l’indotto.
A Pomigliano, nel territorio e nella provincia non vi sono
alternative alla vita di quello stabilimento e del suo indotto.
Per questo è essenziale che si dia corso all’investimento annunciato
dalla FIAT ridando certezza al territorio.
Per questo insieme alle istituzioni, alle forze sociali del
territorio ci siamo spesi e abbiamo chiamato i lavoratori allo
sciopero e alle manifestazioni.
Nel territorio servono occupazione, sviluppo, investimenti, serve
che la FIAT decida senza ulteriori rinvii.
Dal lavoro deve partire il nostro giudizio, in coerenza con quanto
affermato e praticato in questi anni.
Per la CGIL l’utilizzo degli impianti, la produttività e la
flessibilità sono stati temi sempre negoziati, come dimostrano le
proposte fatte dalla stessa categoria e gli accordi che, nel tempo,
abbiamo sottoscritto in tutti i settori e in tutte le aziende.
Se il lavoro e l’occupazione sono il primo punto di responsabilità
per il giudizio della nostra organizzazione, la Segreteria della
CGIL dice sì alla difesa dell’occupazione e al futuro dello
stabilimento e sì alla necessità di rendere pienamente produttivo il
futuro investimento.
Nel documento consegnato alle Organizzazioni sindacali dalla FIAT
vengono, alla fine, introdotti temi che coinvolgono diritti
individuali che non possono essere contrapposti al lavoro.
La CGIL fa propria l’esigenza di affrontare l’eventuale assenteismo
e di ridurlo ai minimi fisiologici e conferma che gli accordi
sottoscritti impegnano sempre tutta l’organizzazione al loro
rispetto integrale.
Le norme proposte dall’azienda aprono invece profili di
illegittimità in materia di malattia e diritto di sciopero.
La CGIL chiede alla FIAT di riflettere come una proposta di accordo
possa violare leggi e Costituzione.
La clausola relativa al diritto di sciopero è illegittima perché
pretende di trasformare in illecito, passibile di licenziamento,
l’esercizio individuale di sciopero, sancito dalla Costituzione.
Ogni firma eventualmente apposta a questa clausola non è
semplicemente invalida, è inefficace e inesistente.
Sull’insieme di queste valutazioni, tocca alla categoria dei
metalmeccanici promuovere la discussione, innanzitutto coinvolgendo
gli iscritti, ed individuare le corrette forme per il giudizio da
parte dei lavoratori.