Non esiste alternativa a Cgil, Cisl e Uil e la speranza è che questo
congresso possa rappresentare l’occasione per la ripresa di un cammino
unitario. E non bisogna essere pessimisti, perché dal dopoguerra a oggi
sono stati tanti gli alti e i bassi: e proprio il punto più basso può
essere un’occasione per risalire. E’ un Bonanni dialogante quello che si
è rivolto alla platea del XVI congresso della Cisl. Un intervento denso,
che ha affrontato senza reticenze il tema dell’unità sindacale, delle
regole per la democrazia e la rappresentatività sindacale, capitoli sui
quali il leader ha aperto, suscitando anche qualche applauso tra i
delegati.
Tra le novità una forte presa di posizione in favore
dello sblocco delle elezioni delle Rsu nella scuola e alcune critiche
molto aspre all’esecutivo sulla scure che da cinque anni si sta
abbattendo sul nostro sistema d’istruzione, che “per questo ha diritto a
un forte risarcimento”. “Anche se tutti siamo giustamente orgogliosi
delle nostre identità – ha detto – e abbiamo idee diverse sulla
democrazia nel processo contrattuale e su come si confligge o coopera
con le controparti, Cgil, Cisl e Uil, insieme, sono il pilastro che ha
reso possibile far nascere e sviluppare in Italia il più grande
sindacalismo confederale europeo”. Basta dunque con le continue
recriminazioni, “e ognuno si prenda le proprie responsabilità”.
Bonanni si è detto disponibile da subito a riprendere e
a dare attuazione ai protocolli confederali su rappresentatività
sindacale (“basta assumere, con qualche modifica specifica per il
privato, il modello in vigore per il pubblico impiego”) e democrazia
sindacale. Su questo punto, Bonanni ha implicitamente confermato il suo
no al referendum tra i lavoratori, a favore di quella consultazione
certificata da avviare però solo una volta che Cgil, Cisl e Uil siano
tra loro d’accordo sul testo da mettere a consultazione: “E’ vero - ha
sottolineato – che i nostri accordi valgono per tutti i lavoratori, ma
dobbiamo prenderci le nostre responsabilità nelle decisioni, perché il
confine tra plebiscitarismo e ‘monocratismo’ è molto labile, soprattutto
in un momento in cui il populismo sembra travolgere tutto e tutti”.
Quanto al Piano del lavoro proposto da Epifani, il
numero uno della Cisl ha osservato che “tutto ciò che rende possibili
superare le attuali difficoltà va bene”, tuttavia il problema oggi non è
solo quello di stanziare più risorse, ma anche quello di rendere più
efficiente e svincolare da pastoie e farraginosità l’utilizzo delle
risorse disponibili, non solo da parte del governo nazionale ma anche da
Regioni e enti locali. Sui contratti, Bonanni non ha detto nulla.
Poco prima del suo intervento, però, conversando con i
giornalisti aveva detto, rispetto alla possibilità di ridiscutere il
modello oggetto di un accordo separato, di “non vedere nella realtà
particolari problemi”, visto che tutti gli accordi, tranne quello dei
metalmeccanici, sono stati siglati unitariamente. Anzi, ha aggiunto il
leader Cisl, “sono sorpreso del fatto che Epifani non abbia esaltato
proprio queste intese”. A partire da ciò, “gestiremo insieme gli accordi
e poi andremo alle necessarie modifiche”. “L'importante – ha detto
Bonanni concludendo la sua conversazione - è che ci si ascolti e
rispetti reciprocamente anche nella diversità delle proprie culture”.