Congresso Cgil: Bonanni, occasione per nuova unità

di Stefano Iucci

Non esiste alternativa a Cgil, Cisl e Uil e la speranza è che questo congresso possa rappresentare l’occasione per la ripresa di un cammino unitario. E non bisogna essere pessimisti, perché dal dopoguerra a oggi sono stati tanti gli alti e i bassi: e proprio il punto più basso può essere un’occasione per risalire. E’ un Bonanni dialogante quello che si è rivolto alla platea del XVI congresso della Cisl. Un intervento denso, che ha affrontato senza reticenze il tema dell’unità sindacale, delle regole per la democrazia e la rappresentatività sindacale, capitoli sui quali il leader ha aperto, suscitando anche qualche applauso tra i delegati.

Tra le novità una forte presa di posizione in favore dello sblocco delle elezioni delle Rsu nella scuola e alcune critiche molto aspre all’esecutivo sulla scure che da cinque anni si sta abbattendo sul nostro sistema d’istruzione, che “per questo ha diritto a un forte risarcimento”. “Anche se tutti siamo giustamente orgogliosi delle nostre identità – ha detto – e abbiamo idee diverse sulla democrazia nel processo contrattuale e su come si confligge o coopera con le controparti, Cgil, Cisl e Uil, insieme, sono il pilastro che ha reso possibile far nascere e sviluppare in Italia il più grande sindacalismo confederale europeo”. Basta dunque con le continue recriminazioni, “e ognuno si prenda le proprie responsabilità”.

Bonanni si è detto disponibile da subito a riprendere e a dare attuazione ai protocolli confederali su rappresentatività sindacale (“basta assumere, con qualche modifica specifica per il privato, il modello in vigore per il pubblico impiego”) e democrazia sindacale. Su questo punto, Bonanni ha implicitamente confermato il suo no al referendum tra i lavoratori, a favore di quella consultazione certificata da avviare però solo una volta che Cgil, Cisl e Uil siano tra loro d’accordo sul testo da mettere a consultazione: “E’ vero - ha sottolineato – che i nostri accordi valgono per tutti i lavoratori, ma dobbiamo prenderci le nostre responsabilità nelle decisioni, perché il confine tra plebiscitarismo e ‘monocratismo’ è molto labile, soprattutto in un momento in cui il populismo sembra travolgere tutto e tutti”.

Quanto al Piano del lavoro proposto da Epifani, il numero uno della Cisl ha osservato che “tutto ciò che rende possibili superare le attuali difficoltà va bene”, tuttavia il problema oggi non è solo quello di stanziare più risorse, ma anche quello di rendere più efficiente e svincolare da pastoie e farraginosità l’utilizzo delle risorse disponibili, non solo da parte del governo nazionale ma anche da Regioni e enti locali. Sui contratti, Bonanni non ha detto nulla.

Poco prima del suo intervento, però, conversando con i giornalisti aveva detto, rispetto alla possibilità di ridiscutere il modello oggetto di un accordo separato, di “non vedere nella realtà particolari problemi”, visto che tutti gli accordi, tranne quello dei metalmeccanici, sono stati siglati unitariamente. Anzi, ha aggiunto il leader Cisl, “sono sorpreso del fatto che Epifani non abbia esaltato proprio queste intese”. A partire da ciò, “gestiremo insieme gli accordi e poi andremo alle necessarie modifiche”. “L'importante – ha detto Bonanni concludendo la sua conversazione - è che ci si ascolti e rispetti reciprocamente anche nella diversità delle proprie culture”.