Non sarà un Congresso ma la celebrazione di un rito scontato in
ogni sua parte. Il Congresso è stato vinto dalla mozione che fa
capo ad Epifani con l'83 per cento dei voti. Una cifra metafisica
,assurda e contradditoria con la situazione di spaventevole crisi
dei lavoratori italiani . Questa situazione in condizioni di vera
agibilità democratica avrebbe animato un dibattito che
difficilmente si sarebbe concluso con una adesione "bulgara" alla
posizione della segreteria. Ma questo dibattito non c'è stato
perchè la mozione alternativa andata in schiacciata minoranza non
diceva niente di diverso e di particolarmente confliggente. Non ci
si può dividere molto sulle virgole! Possiamo quindi considerare
l'esito elettorale del Congresso un voto di rassegnazione. Un
corpo burocratico che si piega all'imput che viene dalla
segreteria in piena consonanza con le voglie del PD per un
sindacato plasmabile dalle esigenze del padronato italiano e
disponibile ad un forte dimagrimento del welfare.La storia della
CGIL non è tutta "gloriosa". La CGIL ha conosciuto momenti oscuri
di collaborazionismo subalterno con il potere. Sul finire dell'era
giolittiana le sue posizioni erano talmente moderate da
costringere Di Vittorio ad andarsene per fondare l'USI. Suoi
importanti dirigenti come Rigola e D'Aragona collaborarono con il
fascismo fino al punto di sciogliere l'organizzazione. La fase
attuale ha molti tratti in comune con gli anni venti. Avere
invitato al Congresso della CGIL la Presidente della Confindustria
ed il Ministro del Lavoro autore della teoria della complicità tra
le associazioni dei padroni e dei lavoratori e persecutore
accanito della CGIL nonchè autore assieme ad una folta schiera di
legulei e di giuslavoristi che stanno preparando il funerale allo
Statuto dei Diritti dei Lavoratori non è stata una buona idea.
Meglio discriminati da questo governo ed in lotta aperta con la
Confindustria che mettere sotto i riflettori dei massmedia una
cortesia istituzionale che nei posti di lavoro non ha alcun
riscontro. Mai la classe lavoratrice è stata sottoposta ad
attacchi tanto gravi! Non c'è alcuna apertura del padronato
italiano e del governo verso i bisogni dei lavoratori!
Confindustria e Governo vengono al Congresso della CGIL per
riscuotere. Sono venti anni, dagli accordi concertativi del 93 che
incassano la cessione di diritti. A Rimini verranno per incassare
il nuovo Statuto dei Lavori, la fine dell'articolo 18, la svolta
verso la sussidiarietà della grande CGIL che fuoriesce dalla
storia del movimento operaio per diventare una conglomerata di
servizi e di uffici. La fine della scuola pubblica e delle
municipalizzate.Esistono grandi ed irrisolti problemi di
democrazia e di libertà dentro la CGIL. Quasi tutto il suo
personale "tecnico" è stato precarizzato attingendo nel ricco
carniere dei fumus della legge Biagi. I sotterfugi del padronato
per privare dei diritti la gente come l'assunzione con contratti
atipici presso società che poi li cedono ai sindacati di categoria
ed alla stessa CGIL è largamente praticato. Troppi lavoratori
invisibili vengono occupati a sottosalario. La CGIL è esente dal
rispetto dello art.18 che non può essere invocato dai suoi
dipendenti. E' urgente una profonda riforma della struttura del
sindacato e la stipula di un contratto di lavoro interno che
garantisca i diritti ed il futuro. Un sindacato non lotta la
precarietà se la pratica largamente al suo interno. il PD preme
per tutelare le Coop (la Coop sei tu!) contro i suoi dipendenti ma
non bisogna assecondarlo ed il Congresso si dovrebbe esprimere sul
ddl Nerozzi-Marini che precarizza e riduce a tre anni il massimo
di aspettativa di stabilità dei lavoratori. Ma il Congresso non si
esprimerà. Oramai parla con i silenzi. Silenzi sulle guerre, sulla
pace, sul precariato, sulla Grecia, sull'internazionalismo che non
c'è etc..etc..Il Congresso avrà come scenario le macerie della
scuola, della sanità, dei teatri, dei diritti negati. In questo
scenario reciterà un incredibile peana alla propria forza, agli
iscritti che aumentano, al proprio straordinario avvenire di
importante potenza sociale.
Pietro Ancona
già segretario regionale della CGIL siciliana