Alcune precisazioni alla risposta scritta del compagno Scarpa, rivolta contro le critiche elaborate dalla Rete 28 Aprile al rinnovo del CCNL del Turismo.

Innanzitutto, alcune parole sulla questione del linguaggio espresso dal compagno Scarpa, nella premessa della sua risposta. Ritenere "infamanti" elaborazioni politiche che non si condividono, è purtroppo un vizio assai diffuso nella sinistra italiana e negli ambienti sindacali, ma soprattutto, questo modo di reagire alle critiche, ci conferma quanto sia enorme il problema della democrazia nella CGIL.

A suffragio di tale ragionamento, il compagno Scarpa, chiarisce nel periodo successivo del suo testo, di come lui intende rapportarsi con i compagni della Rete 28 Aprile in Filcams e con chi non la pensa come lui. Citazione dal testo di Scarpa: " Il volantino della Rete 28 Aprile, giunge addirittura dopo un mese, al termine dei congressi regionali di categoria, ed in alcuni casi anche confederali? C'e qualche collegamento con la definizione degli organismi dirigenti e dei delegati ai congressi delle istanze superiori?

Che tradotto significa: "come mai avete aspettato la fine dei congressi territoriali di categoria, prima di esprimere il vostro pensiero sul contratto del turismo? "se io avessi saputo prima il contenuto delle vostre critiche in merito all'accordo da me sottoscritto, avrei fatto di tutto affinché come Rete 28 Aprile, non avreste avuto rappresentanza negli organismi dirigenti di categoria e confederali."

Ci sembra abbastanza chiara la matrice "Staliniana" antidemocratica di Scarpa, che in linea con la sua "forma mentis", intende regolare i conti politici con chi dissente dal suo pensiero, utilizzando mezzi amministrativi. Detto ciò, entriamo nel merito delle sue controdeduzioni alle nostre critiche. Sulla questione del salario, Scarpa strumentalizza quanto da noi addotto facendo finta di non comprendere ciò che é scritto nel nostro testo che riportiamo di seguito: " Con la firma dell'accordo, costatiamo che malgrado l'aumento salariale sia superiore agli 86 Euro, richiesti dalle piattaforme di Fisacat Cisl e Uiltucs Uil, che sulla costruzione del salario, hanno rispettato pedissequamente il sistema di calcolo denominato IPCA, l'aumento ottenuto unitariamente, è inferiore alla già misera richiesta avanzata dalla sola Filcams".

L' interpretazione di quanto riportato sopra, è maldestramente fuorviante come le seguenti testuali parole dimostrano, Scrive Scarpa: " Ora intanto la conseguenza logica: O abbiamo "rispettato pedissequamente il famigerato calcolo dell'IPCA" ed allora abbiamo firmato ad 86 Euro" o "l'aumento salariale è superiore agli 86 euro" ed allora non l'abbiamo rispettato? In queste quattro righe qualcosa non torna.

E invece torna tutto, poiché come si evince chiaramente dal nostro testo, non mettiamo in discussione che l'aumento di 115 Euro sia superiore all'IPCA, ma che è nettamente inferiore alla rivendicazione salariale che la Filcams aveva presentato nella sua piattaforma e che era di 135 euro al 4° livello. Su quella rivendicazione, che veniva spalmata sul triennio, come Rete 28 Aprile, l'abbiamo contestata al momento della discussione sul salario, perché troppo bassa.

All'epoca, prefigurammo anche, (attraverso un volantino), che malgrado la presentazione di tre piattaforme separate, alla fine in Filcams, sarebbe prevalsa l'idea della mediazione al ribasso con Fisascat e Uiltucs sul salario. Mi sembra che purtroppo, abbiamo azzeccato in pieno la previsione. Inoltre, il padronato non è stupido, e non solo ha preteso ed ottenuto la spalmatura dell'aumento salariale in ben otto rate con l'ultima rata che sarà erogata ad Aprile 2013, dimostrando così che il superamento dell'IPCA, l'ha scambiato con l'aumento della flessibilità.

Per quanto concerne il calcolo dal quale si deduce chiaramente che le 115 euro portate a casa dall'accordo sia superiore del 33% al dato IPCA, al contempo però, si omette di dire che quella base di calcolo che è inserita nell'ultima pagina del CCNL del 2007, è la base di calcolo definita dagli accordi di Luglio 93. Contro questo accordo, si costituì in CGIL, l'area programmatica Lavoro e Società di cui Scarpa almeno a parole, ha condiviso la necessità politica di tale battaglia sul salario.

Se di quel sistema qualcosa si doveva salvare, era la durata degli accordi che dovevano rimanere biennali. Sulla questione dei 210 euro che scatterebbero nel secondo livello in caso di mancato accordo entro ottobre 212, ( che ovviamente è meglio questo che nulla), bisogna dire che il secondo livello di contrattazione nelle aziende federate con la CONFCOMMERCIO, si sviluppa principalmente su base territoriale e il salario è totalmente variabile in quanto è legato alla produttività.

Non mi sembra che per chi viene dalla sinistra sindacale, sia un merito pavoneggiarsi di accettare che il salario sia legato ad indici di produttività, come i padroni hanno sempre rivendicato ed ottenuto in questi anni.

Sulla questione della riparametrazione, è assolutamente risibile il seguente appunto condito da una bella dose di sarcasmo. Scrive Scarpa: " Non sapevo che anche la riparametrazione fosse oggi un crimine contrattuale. Poi potremmo anche fare una dotta discussione marxiana sulla figura del "gestore" come soggetto dell'accumulazione capitalistica."

Questa frase non ha alcun senso, il parallelismo da noi fatto, tra chi gestisce per conto del padrone la ricchezza e chi la produce, (sottolineando la forte discrepanza tra la remunerazione salariale di un direttore e un lavoratore), era in funzione della richiesta contenuta nella piattaforma della Filcams, dove si proponeva alle controparti, che per quanto riguardava il salario, non venisse riparametrato verso il basso in modo tale da non penalizzare quei lavoratori, che in maggioranza sono iscritti al sindacato, e che svolgono le mansioni più pesanti.

Invece, a proposito di legge 30, vogliamo ricordare a Scarpa, che prima dell'entrata in vigore della famigerata legge, l'interposizione di manodopera era vietata. Inoltre, appare evidente, che la cessione a terzi di settori produttivi di un'azienda con al seguito i lavoratori, ricalca completamente lo spirito della cessione del ramo di azienda. E non a caso il processo di cedere a terzi settori produttivi, si è sviluppato velocemente dopo l'entrata in vigore della legge e il successivo recepimento di tale possibilità per le aziende, nei contratti collettivi nazionali del Turismo.

Su questo aspetto, ricordiamo al compagno Scarpa, che tale capolavoro di contrattazione, fu realizzato nel precedente contratto di settore, dove vi è in bella vista la sua Firma.

Sul fatto che le leggi del lavoro valgono anche per i compagni della Rete 28 Aprile, è la scoperta dell'acqua calda, la differenza però su questo aspetto è rappresentato dal diverso approccio verso tale problematica, che è diverso tra noi e la maggioranza della CGIL e quanto sostenuto dal compagno Scarpa.

Se dobbiamo accettare supinamente nei contratti le leggi che peggiorano il rapporto di lavoro, non siamo sindacalisti ma semplici notai che si limitano ad apporre una firma su un pezzo di carta e così operando, saremmo completamente inutili, nel rappresentare le istanze del mondo del lavoro.

Se si continua ad accettare qualsiasi cosa, sui temi del lavoro, che provenga dai governi della borghesia, sia che essi siano di centro destra o di centro sinistra, senza opporre nessuna resistenza attraverso la lotta sindacale dei lavoratori, il padronato italiano avrà raggiunto il suo obbiettivo politico di aver completamente normalizzato il più grande sindacato d'Europa, alle logiche d'impresa e di mercato.

Rete 28 Aprile