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CONFERENZA STAMPA DELLA MOZIONE “LA CGIL CHE VOGLIAMO”
Perché non certifichiamo i dati nazionali
Si è svolta la conferenza stampa della mozione “La Cgil che vogliamo” sui risultati del congresso. Questa conferenza seguiva a quella organizzata dalla maggioranza congressuale che si è svolta venerdì scorso.
Rispetto ai dati forniti in quella sede e successivamente alla maggioranza, che vedono sostanzialmente 1.800.000 votanti e 310.000 voti per la mozione 2, pari al 17,07%, la mozione ha contestato il risultato complessivo, sottolineando che in molte realtà i dati non sono credibili.
Secondo le stime della mozione 2, l’aumento dei votanti non corrisponde a una tendenza generale, ma è concentrato in alcune regioni, soprattutto del centro-sud, e in alcune categorie. Paradossalmente le categorie nelle quali il congresso è stato più acceso e che hanno una maggiore tradizione di partecipazione, metalmeccanici, funzione pubblica, bancari, la partecipazione al voto non è cresciuta. Infine, il dato che ancor più colpisce è che la partecipazione al voto cresce enormemente solo nei congressi ove è presente la sola mozione 1, mentre nei congressi con la presenza delle due mozioni la partecipazione è molto più bassa. Nella sostanza, rispetto al congresso del 2001 i votanti aumentano in questo modo: di 600.000 e, rispetto a quello del 2006, dove già si registravano questi fenomeni di aumento concentrato in alcune realtà della partecipazione, i votanti aumentano di 400.000. Questo aumento dei voti non è fondato su alcun dato della realtà, e come tale è stato contestato. Le stime della mozione 2 dicono che sulla base di una partecipazione al voto omogenea in tutte le realtà, il dato reale della mozione sarebbe almeno del 25% tra tutti gli iscritti e di oltre il 30% tra gli attivi.
Per queste ragioni è stata rivolta alla maggioranza congressuale una richiesta su tre questioni di fondo: 1. Si chiede l’accesso a tutti i dati, cosa che oggi incredibilmente è concessa solo ai rappresentanti della maggioranza. 2. Si chiede che vengano separati i risultati del congresso delle realtà ove si è votato con due mozioni presenti, che secondo il responsabile dell’organizzazione sono il 52%, da quelli ove si è votato con la presenza di una sola mozione. Questi dati sono posseduti dall’organizzazione e per questo è sbagliato e poco trasparente non fornirli. 3. Si chiede una verifica a campione su l’andamento reale del voto su un numero definito di seggi in tutte le realtà del paese. Ove questo non avvenga la mozione non certificherà i risultati elettorali, che per la prima volta nella storia del congresso Cgil saranno validi solo a maggioranza.
Il 20 marzo è stata annunciata un’iniziativa nazionale della mozione con l’assemblea a Roma di tutte le delegate e i delegati eletti.
Roma, 1 marzo 2010 |
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