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Paura dello sciopero?
Epifani non cessa di stupirci. Prima proclama uno sciopero generale per il
12 marzo della sola CGIL sapendo che Cisl ed Uil non aderiranno perchè lo
hanno cancellato dalle loro opzioni. La Cisl e l'Uil si sono assestate
come sindacati collaborazionisti che stanno dentro la piccola nicchia
concessa loro dal Governo e dal Padronato e che riguarda essenzialmente la
gestione di servizi, magari comuni, con gli enti bilaterali che, secondo
il lungimirante disegno di Sacconi dovrebbero sostituire parti importanti
del welfare e coinvolgere i sindacati soltanto a valle delle politiche
decise unilateralmente dagli imprenditori. Sacconi la chiama "complicità".
Cisl ed Uil non faranno mai più uno sciopero generale e tendenzialmente
sono portati a ridurre ogni genere di sciopero. Hanno cambiato
profondamente il loro rapporto con i lavoratori, con gli stessi loro
iscritti che non è più quello di Carniti e Benvenuto ai tempi della
autonomia operaia e del "salario variabile indipendente". Il sindacato è
diventato un momento necessario all'organizzazione sociale che amministra
un potere sui lavoratori attiguo a quello dell'ufficio risorse umane delle
imprese e spesso in collaborazione con questo.
La CGIL quindi si accontenterebbe di 500 euro una tantum subito e di una
promessa di alleggerimento del prelievo fiscale. E' sconcertante come
questa miserabile mancia possa essere sufficiente per disdire uno sciopero
generale che certamente, anche se meritava ragioni assai più forti per la
sua proclamazione riflesse da una realtà sempre più tragica ma non accolte
nella "piattaforma", non può essere soppresso da quella che sembra una
precipitosa fuga dalle responsabilità.
Non so che cosa sia intervenuto a spingere il segretario generale della
CGIL a fare una offerta così umiliante al Governo. Probabilmente i soloni
del PD che si occupano di sindacato hanno protestato per la proclamazione
dello sciopero rendendosi conto che, sebbene animato con rivendicazioni
ridicole, la situazione del paese è talmente esplosiva e drammatica che
potrebbe diventare tutt'altra cosa e spingere finalmente verso quelle due
o tre cose che segnerebbero davvero una inversione di tendenza:
istituzione del Salario Minimo Garantito, abolizione della legge Biagi,
miglioramento generalizzato dei salari e delle pensioni. Le contraddizioni
sociali stanno diventando acutissime. Il Governo si rifiuta di mettere un
tetto agli scandalosi stipendi e benefict dei managers che valgono ognuno
di essi quanto il salario di mille o due mila operai e dall'altro ricatta
i lavoratori dipendenti con il baubau del debito pubblico che impedirebbe
qualsiasi miglioramento o addirittura richiederebbe una riduzione dei loro
salari.
Allo scandalo degli emolumenti dei managers pubblici e privati si accinge
quello del costo abnorme ed in crescita della politica. Oramai siamo a
cifre che vanno ben oltre i 100 miliardi di euro l'anno e tendono a
dilatarsi nel territorio. Basterebbe che il cinquanta per cento del costo
dei nababbi che vivono di politica fosse destinato ad un fondo per il
sostegno delle famiglie più provate dalla crisi, per la costruzione di
alloggi popolari e di scuole per alleviare la lunga notte dell'anno che è
appena cominciato sotto i peggiori auspici. Bisognerebbe inoltre operare
per ottenere un Minimo Salariale Europeo ed evitare le macellerie sociali
delle fabbriche che chiudono in Italia perchè in Serbia o in Polonia i
salari non superano i trecento euro mensili.
Può darsi che il Governo accetti la proposta di Epifani. Sarà una
sconfitta del Sindacato che si sarà accontentato di una modestissima
mancia. Può darsi che la respinga. In questo caso si cercheranno altre
ragioni per non fare uno sciopero che di giorno in giorno diventa sempre
più temuto dalle oligarchie politiche.
Se la CGIL e la sinistra continueranno a tenere un profilo basso la crisi
travolgerà tutto e tutti. La sconfitta dei lavoratori sarà la sconfitta
dell'Italia che diventerà sempre più iniqua e dequalificata.
1 febbraio 2010
Pietro Ancona |