Congresso Cgil e Marxismo da osteria.

 

C'è da rimanere basiti nel leggere sull'ultimo bollettino di Lavoro e Società di Firenze l'intervento del compagno Taddei.

Più che un intervento sembra voler essere una lezione per spiegare le recenti scelte di Lavoro e Società come scelte lungimiranti ricavate da una elevata analisi che poggia addirittura sui fondamentali del Marxismo-Leninismo.  Con cotanta analisi della realtà sembra voler spiegare ai comunisti duri e puri che il documento congressuale di Epifani è quanto di meglio possa esserci oggi per rappresentare i compiti di classe dei Comunisti.

 

Si potrebbe pensare che il compagno Taddei avesse in cuor suo una gran voglia di dar sfoggio di una sua preparazione sui grandi temi che angosciano questo secolo ed i secoli che verranno di fronte al modello di produzione e riproduzione capitalistico .... se è così concediamoglielo ... in fondo tutti hanno il sacrosanto diritto di presumere se stessi come meglio desiderano.

Il fatto è che tutto il suo intervento risulta irresistibile nella sua comicità sopratutto se si confrontano le ambiziose premesse con le conclusioni.

La partenza del suo intervento è infatti micidiale ...... una vera lezione a tutti i comunisti

Il Partito Comunista (se ci fosse) ha il compito di collegare i problemi anche particolari .... ( ... )..... ad una prospettiva generale di trasformazione della società che non può prescindere (soprattutto oggi) dalla proposta ai lavoratori e al paese di un nuovo tipo di sviluppo economico e sociale che vada nella direzione del superamento dell’attuale sistema di produzione e riproduzione capitalista .......

Praticamente ci informa (informa i Comunisti) che non esiste soluzione a nessuno dei nostri problemi (salariali, occupazionali ecc) se non sappiamo inserire la nostra lotta in un processo che si ponga l'obiettivo di un rivolgimento sociale, di un superamento del capitalismo.

Di questa preziosa informazione lo ringraziamo

Con ancor più convinzione ci spiega poi che un rivolgimento sociale non può che avvenire (ovviamente) attraverso lo svolgimento di una lotta di classe .....

I comunisti non possono non avere coscienza e consapevolezza che tutto il percorso si determina con i rapporti di forza sociali e quindi con la lotta di classe, la quale appunto è lotta fra classi sociali contrapposte

subito dopo però aggiunge la perla che gli permetterà di arrivare a concludere in maniera palesemente contraddittoria e contraria a quanto fino ad ora affermato ......

......, e quindi è fatta (la lotta di classe) di tappe sulle quali attestarci per poi ripartire.

Un .. e quindi .. non messo a caso. Infatti il senso che ne esce è il seguente:

Noi siamo Comunisti duri e puri siamo per la rivoluzione, (non quelli del documento alternativo). La rivoluzione si fa con lo scontro di classe. Ma diciamo queste cose giusto per far vedere quanto siamo duri e puri perchè in realtà (cioè .... e quindi).. dobbiamo accontentarci di ciò che passa il convento.

 

Un .. e quindi .. che serve solo per aprire un tortuoso ragionamento per giustificare l'adesione di LS al documento Epifani a cui LS vuole riconoscere un chiaro e forte impianto di classe.

Certo la presunzione non è facile da sostenere a fronte delle palesi contraddizioni che l'attuale maggioranza della Cgil snocciola quotidianamente. Una contraddizione che Taddei risolve con l'osservare che il documento di Epifani è certamente un documento avanzato, di lotta, di classe, ma che purtroppo subisce l'inaffidabilità dei suoi sostenitori, in primo luogo i riformisti della Cgil (Epifani) che predicano bene ma razzolano male.

 

L'esempio preso è quello del contratto dei chimici (osannato da Epifani) e criticato anche da Lavoro e Società (oltre che dalla sinistra sindacale Cgil). Un esempio sul quale Taddei si esibisce nella più stupenda rappresentazione del "non senso" ......

L’area “LavoroSocietà” contestando quell’accordo ha operato in questa direzione (ossia la critica ad Epifani perchè Epifani non fa concretamente ciò che Epifani scrive nel suo documento congressuale). È vero, in questi anni era necessario fare di più.  Ma quella strategia, francamente, a me – da comunista – sembra politicamente l’unica realistica.

A questo punto forse si accorge di aver detto una castroneria ed allora tenta un recupero dicendo .... mica è colpa nostra ..... infatti conclude con

Il problema vero non è “LavoroSocietà”, la questione vera è la mancanza del PCI.

Così la conclusione ci aiuta a capire il senso del discorso di Taddei ..... e cioè ...... "smettete di criticarci perchè stiamo con Epifani. Noi siamo di sinistra (vedete che bei paroloni del vocabolario marxista-leninista utilizziamo ? vedete che abbiamo criticato il contratto dei chimici ?) se poi le cose vanno come vanno, se stiamo con Epifani che colpa abbiamo noi ?.... la colpa è che manca il PCI".

 

Alla fine poi si capisce quale è l'obiettivo ultimo di Lavoro e Società ...... fare un accordo con la maggioranza di Epifani, stare dentro al suo progetto, vendendo la cosa come unica possibilità di condizionare il comportamento dei moderati in Cgil.

Affermare, come leggo nella nota del coordinamento RSU, che è meglio il documento alternativo (fra l’altro, se permettete, discutibile sul piano della concezione di classe) invece che attestarsi sulle posizioni strategiche confederali e di “classe” (ripeto: nella situazione data) quali sono stati i deliberati congressuali degli ultimi due congressi e riproposti nell’attuale documento di maggioranza, significa che i comunisti rinunciano ad aprire uno scontro sulla coerenza dei gruppi dirigenti riformisti nei confronti dei deliberati congressuali e non operano per far giungere a saturazione le contraddizioni all’interno di quel gruppo dirigente oggi maggioritario.

Non abbiamo mai detto, come coordinamento RSU, che il documento alternativo sia rappresentativo di una adeguata concezione di classe, ma ci vuole un bel coraggio a dire che Epifani, il suo documento, e la recente pratica contrattuale della Cgil (chimici in testa) rappresentino (questa si) una visione di classe dei compiti della Cgil.

Ma la realtà è molto più semplice di come la descrive Taddei.

Ci sono due documenti sindacali. Ma uno dice che non c'è nulla da cambiare e l'altro dice che c'è bisogno di cambiare e molto, ad esempio (e sopratutto) sulla politica contrattuale per non fare più pasticci come il recente CCNL Chimico.

Noi sosteniamo il documento alternativo, non tanto perchè di classe, ma come occasione per mantenere aperte le contraddizioni in Cgil e contrastare i rischi (ormai conclamati) di una sua deriva neocorporativa a cui Epifani ed il suo documento si dimostrano invece permeabili. Deriva che Taddei non sembra notare e non cita nella sua analisi.

 

La questione, in tutta la sua semplicità, non è sapere se Taddei è più comunista di noi ma quale strategia contrattuale deve avere la Cgil nei prossimi anni.

Per quanto riguarda il documento alternativo basta andarsi a leggere il punto 3 degli obiettivi programmatici, ma cosa in concreto pensa Taddei (sulla contrattazione) .... ci scusiamo ... non lo abbiamo capito ... salvo il fatto che lui è comunista (più di noi ovviamente) e che l'ultimo Ccnl chimico non gli piace ma che in fondo gli va bene così perchè lui (da comunista) pensa sia stata l'unica strategia realistica.

Siamo alla frutta ......

 

30-1-2010                                      COORDINAMENTO RSU