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CONGRESSO CGIL
/SCONTRO SULLE REGOLE
La mozione Due si «autosospende»
Manifesto 28.1.2010
Si rischia la rottura tra le due mozioni che si contrappongono al
Congresso della Cgil: la causa è una decisione sulle regole congressuali
presa nella notte di lunedì dalla Commissione di garanzia. La mozione Due
- «La Cgil che vogliamo» - quella che ha tra i firmatari i segretari di
categoria Moccia (Fisac), Rinaldini (Fiom) e Podda (Fp), ha denunciato
ieri lo «strappo» consumato in Commissione: l'organo di garanzia - spiega
un comunicato - «ha assunto una delibera che modifica radicalmente le
modalità di elezione dei delegati da sempre usate in Cgil, falsando
irrimediabilmente il risultato finale del congresso».
Le regole sono state cambiate rispetto al peso attribuito allo Spi
(categoria dei pensionati) riguardo al numero di delegati che può inviare
al Congresso. Lo Spi conta la metà degli iscritti alla Cgil, ma non è
composto da lavoratori attivi e ha differenti regole relative alle tessere
e all'iscrizione: dunque fino ai passati congressi, si era stabilito che
una metà dei suoi delegati fosse «devoluta» alle camere del lavoro, che
poi avrebbero a loro volta soppesato la divisione dei delegati in base ai
risultati congressuali ottenuti nelle singole categorie. In questo modo,
insomma, si riequilibrava il peso degli attivi sui pensionati.
Al contrario, la Commissione di garanzia ha deciso che per l'attuale
Congresso, i delegati dovranno essere assegnati in base ai risultati
ottenuti nelle varie Spi territoriali: dunque il pallino torna
praticamente ai pensionati, e le categorie sono destinate a perdere peso.
Si sa tra l'altro che lo Spi è categoria al momento abbastanza assestata
sulla mozione Uno, quella che ha come primo firmatario Guglilemo Epifani.
Per protesta, i componenti la Commissione di Garanzia della mozione Due
hanno deciso di autosospendersi, e hanno indetto una assemblea, dopodomani
in Cgil, «per assumere tutte le iniziative necessarie a ripristinare
trasparenza e legittimità nelle procedure congressuali».
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