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In audizione veritas - Tre domande a Guglielmo Epifani
a cura della Redazione di "La Cgil che vogliamo"
Dall'intervento di Guglielmo Epifani in audizione presso la
Commissione XI incaricata di redigere un'indagine conoscitiva
sull'assetto delle relazioni industriali e sulle prospettive di
riforma della contrattazione collettiva.
Si tratta del secondo ciclo di audizioni, tra il 10 e il 25 febbraio
2009, dopo cioè la firma dell'accordo separato.
...ricorda ( Epifani) che la proposta della CGIL, che ha
visto la totale indisponibilità delle controparti, era quella di far
pagare l'inflazione energetica importata per un terzo allo Stato, per
un terzo ai datori di lavoro e per un terzo ai lavoratori.
Urge a questo punto una nuova serie di domande al primo firmatario
della mozione di presunta maggioranza ma anche al segretario generale
della CGIL. Insomma, qualcuno stavolta ci deve rispondere.
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E' lecito conoscere la proposta della CGIL (fortunatamente
respinta dalle controparti) dagli Atti Parlamentari?A proposito dei
deliberati votati all'unanimità ,quando mai negli organismi deputati
si è decisa questa posizione?
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Che proposta è?Perché mai i lavoratori dovrebbero pagare una
parte di inflazione importata in quanto lavoratori in aggiunta a
quanto già pagano della stessa in quanto consumatori?
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Nel caso in cui la proposta fosse stata accettata, avremmo
firmato l'Accordo del 22 gennaio?E' facile presumere di sì,
altrimenti uno le proposte di, diciamo così, mediazione che le fa a
fare? Il testo della mozione di presunta maggioranza recita:
"L'accordo separato del 22 gennaio 2009 ha segnato una rottura senza
precedenti tra le organizzazioni sindacali perché ha infranto le
regole costitutive del sindacato.Rappresenta un attacco alla
contrattazione e al ruolo del sindacato confederale." Davvero belle
parole, sulle quali non si può che essere d'accordo: come si
giustifica allora la disponibilità a infrangere una così determinata
radicalità di valutazione per un misero sconto ai lavoratori di 2/3
sull'inflazione importata?
Che alle parole non abbia mai fatto seguito un'azione conseguente
è, com'è noto, una certezza che abbiamo sempre avuto. E la recente
sottoscrizione del contratto del settore chimico ne è l'ulteriore,
palese, conferma.
22.01.2010 |