di Antonio Sciotto

La Cgil si divide sui chimici. E intanto prepara lo «scioperone»


La mozione Due attacca il contratto Filctem: «Recepisce il patto separato». Stop generale forse in febbraio
La Cgil torna a dividersi, e questa volta sul contratto dei chimici: ieri l'ultimo Direttivo dell'anno è stato molto acceso, con diversi interventi della mozione Due - «La Cgil che vogliamo» - che hanno messo sotto accusa l'accordo siglato unitariamente dai sindacati chimici con le imprese qualche giorno fa. Il contratto ha ottenuto un aumento di 150 euro in tre anni, e dall'altro lato ha cancellato l'automatismo degli scatti di anzianità: ha inoltre introdotto un Fondo bilaterale aziendale per il sostegno al reddito dei cassintegrati. Su un altro fronte, la mozione Due non ha più presentato l'ordine del giorno sullo sciopero generale, perché esso viene previsto nel documento conclusivo, e quindi tutta la Cgil è ormai pronta alla piazza. «La Cgil che vogliamo» preme per farlo entro metà febbraio, in modo da agire sul decreto del governo che ripartirà i proventi dello scudo fiscale (tutta la confederazione è contraria allo scudo, ma tutti concordano che almeno i proventi vadano redistribuiti ai lavoratori); c'è però il rischio che, al contrario, lo sciopero possa slittare a fine febbraio-inizio marzo, dunque non più in tempo utile.
Tornando ai chimici, ci sintetizza le critiche la segretaria confederale Nicoletta Rocchi, firmataria della mozione Due: «Il contratto ha recepito in modo plateale l'impostazione dell'accordo separato del 22 gennaio. L'Ipca è stato superato, è vero, ma il beneficio sui minimi rispetto a questo sacrificio ha tuttoggi un'interpretazione variabile: 11 euro secondo i sindacati, 19-22 per le imprese. Ancora: si è creato un fondo alimentato dalla bilateralità, aziendale, che potrà integrare il reddito dei cassintegrati. Ma non tutte le aziende lo attiveranno, dunque si affida una parte del welfare - in piena filosofia Sacconi - a una variabile. Si reintroduce la conciliazione e l'arbitrato, su cui la Cgil non ha mai espresso posizione favorevole, e si sostituisce il premio di risultato con quello di "partecipazione", interamente variabile e legato anche all'indicatore della presenza. Infine, raddoppia il periodo di prova e si peggiora la legge attraverso l'aumento a 48 mesi per la stabilizzazione dei contratti a termine».
Per la Filctem Cgil, che ha siglato il contratto, parla il segretario generale Alberto Morselli: «L'aumento complessivo è di 150 euro, quando l'Ipca dava appena 102,5. Se stiamo solo ai minimi, abbiamo ben 135 euro; poi 10 euro vanno alla previdenza integrativa (cui aderisce oltre il 90% dei lavoratori), 3 al fondo sanitario e 2 a chi non fa integrativi. Sugli scatti, noto che nei chimici sono 5 in totale ogni 2 anni, ognuno dei quali è 14,5 euro: 72 euro in tutto, che oggi comprendo nei 150 euro, beneficiando così sia chi è già al lavoro come i neoassunti. Sul fondo bilaterale, Epifani ha detto che va esteso anche ai precari: mi sembra condivisibile e lavoreremo per farlo. Sul discorso del premio in base alla presenza, credo che sia giusto che il problema sia affrontato dove l'assenteismo è alto. In generale, il principio non penalizza gli assenti, ma fatta una media che garantisce tutti, prevede che chi la supera possa avere un premio più alto. Inoltre, abbiamo esteso il secondo livello dalle aziende sopra i 100 dipendenti a quelle sopra i 70. Chi sta sotto, potrà contrattare con una tabella che ha due indici: fatturato e presenza media».

23.12.09