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Lavoro e Società "Spiazzata"
dalla firma del Ccnl Chimico farmaceutico
E' con soddisfazione che vediamo
come anche Lavoro e Società sia esplicitamente critica verso l'accordo
contrattuale dei chimici. Il merito
della loro analisi è lo stesso espresso
sia dalla Rete28aprile che dal Documento congressuale alternativo al
prossimo congresso e diametralmente opposto ed alternativo al giudizio
di Epifani che di quell'accordo esalta invece le positive novità ....
Quello che manca nella presa di
posizione di LS sono però le conclusioni che allora andrebbero tratte.
Infatti sembra che Lavoro e Società tratti la conclusione contrattuale
dei chimici come un mero incidente e non come la manifestazione di quale
sia concretamente la linea contrattuale del documento congressuale
(quello di Epifani) che LS ha deciso di aderire.
Adesso però la smettano di
continuare a ripetere che il documento congressuale di Epifani è più
avanzato di quello di Rinaldini, Cremaschi, Podda, Moccia ecc..( ne va
della loro dignità) ... La prova ce l'hanno ora sotto il loro naso ...
un contratto che è un disastro e che pure loro non possono difendere.
Quello che però devono ora sforzarsi di capire è che non è il contratto
in se da respingere ma la linea sindacale che lo ha permesso e prodotto.
Se serviva ancora una prova di
quanto la burocrazia di LS sia ormai allo sbando dovrebbe bastare la
firma di questo contratto. Il congresso serve a questo, a chiedere alla
Cgil di cambiare linea ..... se LS non lo capisce vuol dire che a loro
il congresso serve per altre cose.
(nota del coordinamento RSU)
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Contratto chimici
Prime riflessioni dei compagni della Filctem di
Lavoro e Società |
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22.12.09
L'accordo per il rinnovo del CCNL chimica del 18 dicembre
è inaccettabile, in particolare per quanto pattuito su
salario, mercato del lavoro e bilateralità.
L'aumento salariale è solo apparentemente superiore ai
vincoli posti dall'accordo separato. In realtà è “pagato”
con l''eliminazione degli scatti di anzianità, trasformati
in ad personam per chi è in forza, che colpisce
particolarmente i nuovi assunti (l'impegno genericissimo a
discutere di classificazioni non può certo essere
considerato una contropartita).
Gli elementi che definiscono il valore punto sono quelli
dell'accordo separato, sia pure partendo dal valore
precedentemente negoziato. Non si fa riferimento esplicito
all'IPCA ma più genericamente all'inflazione con un
meccanismo che prefigura una sorte di automatismo, su un
valore ridotto, con riduzione dei futuri margini di
negoziazione.
In sostanza si tratta di un “accordo ponte” verso
l'applicazione dell'accordo separato.
In tema di mercato del lavoro, raddoppiando la durata del
periodo di prova senza contropartite, è stata concordata
una sorta di “avviso comune” che invita a legiferare nel
senso (pur senza dichiararlo esplicitamente) del
“contratto unico” su cui la Cgil ha espresso la sua ferma
contrarietà. Inoltre, eliminando il limite minimo della
durata dell'apprendistato professionalizzante, si consente
alle imprese un uso anomalo dell'istituto, anche al posto
degli interinali, consentendo di fatto di eluderne la
ratio formativa.
Viene introdotto l'ente bilaterale aziendale per il
sostegno al reddito (di fatto per le grandi aziende).
Anche con l'effetto che quello che contrattiamo oggi a
carico delle imprese, dovrà essere pagato con il
contributo dei lavoratori. Ciò proceduralizza e vincola la
contrattazione odierna del sostegno al reddito.
In realtà molti altri aspetti sono più che discutibili.
Nella prima parte del contratto sono stati inseriti
impegni generici di confronto che sostituiscono clausole
specifiche e operative riguardanti le retribuzioni di
fatto, l'organizzazione del lavoro, l'occupazione e le
tipologie contrattuali, l'occupazione femminile,
l'anagrafe degli RLS, ecc. con una filosofia che punta su
ambiti non negoziali, definiti “moderni”; nei parametri
per la contrattazione aziendale si fa ampio riferimento
all'assenteismo e alla presenza; c'è l'impegno a definire
una procedura di conciliazione e arbitrato in relazione
alle controversie inerenti il secondo livello di
contrattazione; ecc., ma ci siamo voluti concentrare sulle
questioni politicamente più rilevanti.
Tra queste c'è anche la questione del metodo usato.
Non è credibile dire che ci sarà la validazione da parte
dei lavoratori con voto certificato nelle assemblee perché
non è stata firmata l’ipotesi ma direttamente il rinnovo
del contratto (basta guardare sui siti delle altre OOSS la
prima pagina, omessa nel sito Filcem) e per la contrarietà
dichiarata delle altre OOSS ad effettuare assemblee
unitarie.
La trattativa è stata condotta esautorando completamente
il ruolo della delegazione trattante, del direttivo e
della stessa segreteria. A fronte di due sole plenarie (di
cui la prima di presentazione delle piattaforme), la
delegazione trattante è stata coinvolta nella discussione
sull’avanzamento della trattativa per dieci minuti al
termine della seconda plenaria in cui è stata comunicata
la possibilità, in sede di ristretta con le controparti,
di un approfondimento sulla tematica del superamento degli
scatti di anzianità e nel giorno prima della firma del
contratto stesso con la richiesta del mandato a firmare
sulla presentazione orale di solo alcune tematiche.
In sostanza alla delegazione trattante Filcem è stato solo
chiesto un voto di fiducia al Segretario Generale (la
delegazione Uilcem aveva i testi già dal giorno prima e i
testi sono stati pubblicati sul sito Filcem prima di
distribuirli alla delegazione).
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