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Nei chimici la Cgil accetta l’accordo separato, la
confederazione che dice?
di
Giorgio Cremaschi - L’accordo per il
rinnovo del contratto dei chimici è profondamente
negativo e divide il fronte dei lavoratori che si
oppongono all’accordo separato sul sistema contrattuale.
Il contratto firmato accetta totalmente lo schema della
riforma contrattuale sottoscritto da Cisl e Uil.
Compresa la conferma, di un istituto, che nei chimici
già c’era ma che assume nuovo valore negativo con
l’accordo separato, e cioè la possibilità di deroga
normativa al contratto nazionale.
Il testo dell’accordo poi rappresenta una concessione
senza precedenti negli ultimi anni sulla flessibilità
del salario e nel controllo dall’alto sulla
contrattazione. Il premio di risultato diventa
totalmente variabile e legato alle assenze sul lavoro.
Non solo quelle individuali, ma anche quelle collettive.
La contrattazione aziendale viene sottoposta a un rigido
controllo e ci si impegna a istituire la conciliazione e
l’arbitrato, la stessa che il Governo sta istituendo per
legge e sulla quale importanti personalità democratiche
hanno sollevato profonde obiezioni. L’incremento
salariale non fa esplicito riferimento all’Ipca ma,
nella sostanza, accetta la logica salariale dell’accordo
separato aggiungendo ad esso la pura soppressione
dell’istituto storico degli scatti d’anzianità, in
questo modo creando per il futuro una totale disparità
di trattamento tra vecchi e nuovi assunti. Si aumenta la
flessibilità del lavoro nei contratti a termine e negli
orari.
(...)
L’accordo dei chimici è stato raggiunto
senza neanche un minuto di sciopero, segno evidente di
una piena condivisione da parte della categoria della
Cgil di questa impostazione. Delle due l’una: o
Guglielmo Epifani e la segreteria confederale non
condividono questo accordo, e allora bisogna dirlo
perché esso contraddice totalmente quello che altre
categorie e altri lavoratori stanno facendo. Oppure lo
condivide, e allora questo vuol dire che si accetta
l’accordo separato sulla contrattazione che formalmente
si è rifiutato.
L’accordo dei chimici è la dimostrazione, comunque, di
una gestione inaccettabile della contrattazione da parte
della confederazione, di una vera e propria caduta di
confederalità, nella quale si può fare tutto e il
contrario di tutto, subendo le scelte della
Confindustria e del Governo. Il contratto dei chimici è
un segno di crisi della Cgil, che rischia di scivolare
verso una condizione di declino e irrilevanza.
Roma, 21 dicembre 2009 |