|
APPELLO IN SOSTEGNO AL DOCUMENTO “LA CGIL CHE VOGLIAMO”
Siamo lavoratori e lavoratrici delegati e delegate RSU-RSA della CGIL FILCAMS che hanno deciso di sostenere e di votare la mozione "la CGIL che vogliamo" nel 16` Congresso confederale. Lo abbiamo deciso per i seguenti motivi. 1) Per noi la CGIL deve considerare conclusa la fase della concertazione e deve ricostruire una libera capacità di contrattazione, senza vincoli di compatibilità né a livello nazionale né a livello aziendale. Una scelta di autonomia che ha lo scopo di aprire una grande vertenza per il salario a fronte di una drammatica perdita di potere d'acquisto prodottasi negli ultimi 20 anni, calcolata in circa 7 mila euro annui per ogni lavoratore. Come ribadiamo la nostra totale autonomia nei confronti dei governi siano essi formati da compagini partitiche di centro destra che di centro sinistra, colpevoli all’unisono, di aver realizzato la destrutturazione del mercato del lavoro attraverso il pacchetto Treu e la legge 30, di aver finanziato la guerra; di aver peggiorato il sistema pensionistico italiano con le riforme Dini, Maroni, Damiano. Occorre chiudere con la concertazione, occorre aprire un conflitto contro il Governo e contro la Confindustria e le altre associazioni padronali per una politica di ridistribuzione della ricchezza che faccia pagare chi ha accumulato enormi profitti, scandalose rendite finanziarie e patrimoni indecenti a scapito dei salari: questo è uno degli obbiettivi principali del documento che sosteniamo. Così come lo è la lotta contro l’accordo separato di Gennaio CISL-UIL-UGL-Confindustria sul "modello contrattuale" che programma di fatto la riduzione delle retribuzioni. Quel accordo non può essere emendato. Quel accordo va sconfitto. Noi rivendichiamo un reddito minimo o salario sociale per tutti i disoccupati e i precari che in questa situazione di grave crisi economica avranno sempre più difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro. 2) Siamo contro la precarietà e la legge 30. Vogliamo riunificare i canali di accesso al lavoro, ripristinando la centralità del rapporto a tempo indeterminato, generalizzando i diritti previsti dallo Statuto dei lavoratori. Va abolito il lavoro interinale e le collaborazioni. Nella nostra categoria va intensificata la lotta contro il lavoro nero, e per il rispetto delle norme su salute e sicurezza. Queste sono le proposte della mozione "la CGIL che vogliamo". 3) Siamo per la crescita della democrazia sindacale e siamo contro la burocratizzazione della nostra categoria. Denunciamo una pratica burocratica che nella Filcams CGIL rischia di soffocare la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori nella vita interna dell’organizzazione. Ad esempio, l’accordo del terziario ha visto una "consultazione" a cui ha partecipato il 2,31% dei lavoratori occupati nel settore, con assemblee convocate solo in alcuni territori, a volte "unitarie" con CISL e UIL, altre da soli, mentre i pochi dirigenti e delegati che si erano opposti sono stati diffidati dall’esprimere la loro opinione. Rivendichiamo il diritto per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori a potersi esprimere sulle piattaforme e sugli accordi attraverso referendum vincolanti e la partecipazione reale alle scelte sindacali. Rivendichiamo, perciò anche il diritto al pluralismo e al dissenso, il sale della democrazia! Vogliamo l'elezione delle RSU, in prospettiva in tutti i posti di lavoro. Basta alle nomine dall’alto delle RSA. Vogliamo l’eleggibilità dei delegati da parte di tutte le iscritte e di tutti gli iscritti! 4) Ribadiamo il nostro rifiuto della guerra, per il ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan. Su questo il documento di Epifani fa un pesante passo indietro rispetto alle posizioni unitarie degli ultimi congressi e vuole schierare la CGIL a favore del cosiddetto "multilateralismo militare", multilateralismo che finora ha sempre prodotto l'invio di ulteriori truppe, altre morti e altre stragi di civili e di militari. Noi delegati e delegate della Filcams sostenitori della mozione "La CGIL che vogliamo" riaffermiamo il valore della pace e della giustizia sociale come elementi fondativi di ogni ipotesi di alternativa.
Gioacchini Giuseppe -
RSU Farmacentro - Jesi (AN) Emanuela Pulcini – Rsa Servizi Aggiuntivi Beni Culturali – Filcams Roma Andrea Furlan – Rsa Albergo – Filcams Roma Po’ Claudio – Rsu Coop Estense – Filcams Modena Gasparre Parrinello – Rsu Esselunga – Filcams Brescia Nando Simone – Rsa Farmacap – Filcams Roma Matteo Dal Prà – Rsu/Rls Auchan Bussolengo – Filcams Verona Pasquale Panico - RSA Filcams Roma Onnis Omar – Rsa Caeb – Filcams Trentino Cappelletti Gilbertro – RLS Sait – Filcams Trentino Lullo Carmelo – Rsa Mercatone Uno – Filcams Trentino Paternoster Luca – Rsa Orvea – Filcams Trentino Bonatto Valentino – Rsa Autogrill – Filcams Trentino Omar Serra – Rsa Dussman – Filcams Trentino Zorer Maurizio – Rsa Sait – Filcams Trentino Giacomelli Lara – Unifarm - Cd Filcams Trentino Tenuta Swetlana – Rsa Orvea – Filcams Trentino Monegatti Fabrizio – Rsa Orvea – Filcams Trentino Mazzoleni Andrea – Orvea - Segr. Filcams Trentino Ferro Barbara – Rsa Coop Superstore – Filcams Trentino Guerretta Anna – Rsa Coop Superstore – Filcams Trentino De Pellegrini Daniela – Rsa Coop Superstore – Filcams Trentino Ravagni Paolo – Rsa Poli – Filcams Trentino Tamara Alfonso – Rsa Poli – Filcams Trentino Frizzera Daniel – Rsa Cavit – Filcams Trentino Lorandi Luciano – Rsa Sait – Filcams Trentino Segata Alberto – Rsa Orvea – Filcams Trentino Petrovic Zoriza – Rsa Dussman – Filcams Trentino Miori Laura – Rsa Poli – Filcams Trentino Frantoi Rita – Rsa Poli – Filcams Trentino Bonomi Agostina – Rsa Dussman – Filcams Trentino Plancher Afra – Rsa Dussman – Filcams Trentino Recarli Laura – Rsa Dussman – Filcams Trentino
|
|
|