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METALMECCANICI
di Francesco
Piccioni 3-12-09
Da imprese e Fim-Uilm un «avviso» al governo Con le
richieste Fiom
È certamente - come dice il segretario della Fim Cisl, Giuseppe Farina -
un fatto di «grande originalità» che associazioni di imprese
(Federmeccanica e Assistal) e sindacati (Fim e Uilm) convochino una
conferenza stampa unitaria per render noto un «avviso comune» con cui
chiedere al governo «interventi urgenti» contro alcuni effetti della crisi
sui lavoratori. Così «originale» da affondare nei lontanissimi ricordi di
un'«economia corporativa» scomparsa con la nascita della Repubblica nata
dalla Resistenza. L'idea di fondo è che imprese e lavoratori debbano agire
«insieme». Il più sincero nel proporre questo schema è il presidente di
Federmeccanica, Luigi Ceccardi, prototipo dell'imprenditore perbene e
convinto che tutti gli imprenditori siano altrettanto tenaci difensori
dell'integrità delle loro società (poi uno pensa a Eutelia-Agile-Omega e
mette a fuoco una realtà un po' più complessa).
L'«avviso comune» prende atto della crisi e del pericolo imminente che
altre centinaia di migliaia di posti di lavoro vadano persi, espellendo
dal ciclo definitivamente competenze che tornerebbero utili quando la
«ripresa» dovesse ripresentarsi; ma soprattutto che si comprima ancora di
più il ciclo dei consumi di massa, in un circolo vizioso depressivo. La
soluzione è affidata al governo, con un mix di proposte già avanzate dalla
Cgil e dalla stessa Fiom (lo fa notare ai nervosissimi segretari di Fim e
Uilm persino il giornalista del Sole24ore), ovvero: aumento dei massimali
degli assegni di cassa integrazione, prolungamento del trattamento al di
là delle normali 52 settimane (stanno per finire), erogazione tempestiva
degli assegni per evitare che siano le aziende ad anticiparli di tasca
propria. In attesa di poter discutere «interventi a carattere strutturale»
come la riduzione dell'Irpef sui redditi da lavoro dipendente e
l'esclusione del costo del lavoro dall'imponibile Irap, l'«avviso» chiede
di agire subito sulla detassazione della stessa cig (con i conguagli di
fine anno) e delle tredicesime.
L'altro tema del giorno è però la ratifica del contratto dei
metalmeccanici. L'«ipotesi di accordo» raggiunta un mese e mezzo fa,
escludendo la Fiom Cgil, è stata sottoposta - spiegano Farina e Antonino
Regazzi, segretario della Uilm - a «referendum tra gli iscritti» ai due
sindacati. Ma dal modo in cui sono andate le assemblee hanno ricavato la
«sensazione» che l'accordo sia stato gradito «dal grosso dei lavoratori».
Peccato che tutti gli altri - che pure dovranno subire quel contratto -
non abbiano potuto partecipare, vien da dire. I due non ci stanno,
comunque, a far la parte di chi non vuol far votare i lavoratori e
annunciano prossime proposte su democrazia e rappresentatività; ma non si
riesce a saperne di più.
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