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Una nota del Coordinamento Rsu all'articolo
di Leopoldo Tartaglia
Aspettavamo un documento conclusivo dell'assemblea di Lavoro e
Società, ma sul giornalino online dell'area è uscito solo un articolo
a firma di un compagno che ha partecipato all'assemblea e che ne
descrive lo msvolgimento.
Non
vogliamo certo discutere sull'onestà del resoconto proposto dal
compagno ma è utile sottolineare come l'assenza di un voto formale, in
una assemblea così importante, con una decisione congressuale da
assumere, dimostri come il gruppo dirigente dell'area non ha fatto
l'assemblea per chiedere un mandato esplicito e formale ma solo per
presentare come unica e buona la decisione già presa ed attuata del
suo coordinamento nazionale.
Il perchè
non si è votato, o non si sia voluto far votare è cosa molto strana e
preoccupante ma aiuta a dimostrare come Lavoro
e Società abbia ormai perso anche i connotati formali di area
programmatica, ed abbia rotto definitivamente ogni relazione di
mandato-verifica formale con quel che resta della sua base la quale
non è più coinvolta ed ascoltata sulle decisioni importanti ma solo
chiamata a far numero per giustificare un apparato che ogni tanto deve
legittimare la sua immagine con iniziative pubbliche.
D'altra parte il compagno che ha scritto il resoconto dell'assemblea non
aggiunge molto a capire il perchè della scelta di stare con Epifani,
salvo l'affermazione che vanta come il documento di Epifani sia stato
fortemente condizionato dagli interventi di Lavoro e Società che ne
avrebbero aumentato la chiarezza e l'incisività.
Nulla da
obiettare su questa presunzione di avere effettivamente lavorato per
"migliorare" il documento di Epifani ma è lo stesso
compagno che ha redatto il resoconto a mettere in luce la genericità
di questo loro intervento.
Anche nel
2001 il congresso Cgil ribadiva il suo punto fermo in materia di pace,
ma questo non ha impedito alla Cgil, che solo 2 anni prima
giustificava i bombardamenti sulla ex Jugoslavia con l'assurdo della
"dolorosa necessità", di non citare nella conclusione congressuale la
minima autocritica.
Su
precarietà e su salari saranno almeno tre congressi che la Cgil cita
il bisogno di una svolta, ma la prassi conseguente (ed i risultati)
sono qui sotto gli occhi di tutti noi a dimostrare che non è cambiato
nulla ... anzi.
Sul modello
contrattuale si continua a celebrare la scelta della Cgil
di non firmare, ma senza dire cosa proporre di diverso, se non
ripetere il tormentone di questi mesi secondo il quale vanno bene le
posizioni di tutte le categorie ... ossia il pantano e l'assenza di
una strategia confederale ..
Ma il compagno che ha scritto il resoconto dell'assemblea deve
ammettere la presenza di interventi che denunciano l'assenza nel
documento congressuale di Epifani di questioni importanti, e li elenca.
In sostanza
la difesa della scelta di sostenere Epifani è contradditoria (riassumibile
nel solito ..si ...,
però...) e non è motivata adeguatamente nel merito. Ciò che emerge è
invece (come per altro anche in tutti gli interventi di Lavoro e
Società di questi mesi) la valutazione di opportunità dell'area si
stare sul documento di maggioranza (quindi una decisione tutta
tattica) per salvare il carattere Confederale della Cgil, come ad
accusare i presentatori del documento alternativo di volerne invece
lo sfascio.
Un po poco come analisi
20-11-2009 COORDINAMENTO
RSU
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La nostra assemblea nazionale
Verso il 16° congresso
567 compagne
e compagni, provenienti da tutte le regioni e di tutte le categorie
della Cgil hanno partecipato all’Assemblea nazionale dell’Area
programmatica Lavoro Società, svoltasi il 12 e 13 novembre scorsi
presso il centro congressi “Frentani” di Roma.
Alla relazione del coordinatore nazionale, Nicola Nicolosi, sono
seguiti gli interventi di oltre trenta tra compagne e compagni,
rappresentativi di tutte le realtà regionali e di categoria.
Nel corso dei lavori è intervenuto anche il segretario generale della
Cgil, Guglielmo Epifani.
I partecipanti all’assemblea hanno unanimemente condiviso il precorso
di partecipazione dell’Area alla costruzione, all’interno della
commissione politica eletta dal Direttivo della Cgil, del documento
programmatico per il XVI Congresso, intitolato “I diritti e il lavoro
oltre la crisi”.
Il metodo di elaborazione del documento, così come il parallelo lavoro
di preparazione del regolamento congressuale, hanno confermato la
natura confederale della Cgil e il valore del suo pluralismo interno,
basato anche sulla dialettica e la pari dignità delle aree
programmatiche.
Nel merito del documento, l’assemblea ha sottolineato punti rilevanti,
ascrivibili anche al positivo contributo della nostra area, a partire
dal documento elaborato lo scorso maggio e presentato, come contributo
alla discussione, all’avvio dei lavori della commissione politica.
Vanno sottolineati, in particolare:
- la pace e la pacifica convivenza come valori fondanti della Cgil.
Per questo si chiede di porre fine alla missione in Afghanistan, di
ritirare le forze militari straniere dall’Iraq, di dare finalmente una
soluzione positiva e negoziata al conflitto arabo-israeliano con il
riconoscimento dei due stati, Israele e Palestina;
- rafforzare la democrazia come partecipazione, valorizzando la
Costituzione della Repubblica, contro populismi e plebiscitarismi. La
democrazia nei luoghi di lavoro è costitutiva della democrazia del
paese e si sostanzia nel vincolo di mandato, nel voto certificato dei
lavoratori su piattaforme e accordi, in regole chiare per la
misurazione della rappresentanza. Si conferma l’obiettivo di una legge
sulla rappresentanza e sulla democrazia nei luoghi di lavoro;
- mettere al centro dell’iniziativa della Cgil il superamento delle
crescenti disuguaglianze indotte dal neoliberismo, che va
definitivamente sconfitto e abbandonato in favore di un nuovo modello
di sviluppo sostenibile basato sui diritti sociali, sulla conoscenza,
sull’economia verde che risponda all’emergenza ambientale;
- la riunificazione del mercato del lavoro, ponendo fine alla
precarietà, rifiutando la cultura e la pratica della contrapposizione
tra diritti dei lavoratori “stabili” e di quelli “precari” con la
graduazione temporale dei diritti e delle tutele. Centralità del
lavoro a tempo indeterminato; tetto massimo per contratto a termine e
in somministrazione; aggravio dei costi per tipologie diverse dal
tempo indeterminato; estensione dell’art. 18 alle catene del
subappalto e alle filiere produttive; inclusione dei “rapporti di
lavoro economicamente dipendenti”; riforma degli artt. 2094 e 2095 del
Codice civile; ricondurre al lavoro dipendente il socio-lavoratore
delle cooperative; universalizzazione a tutte le tipologie di lavoro,
a tutti i settori, a tutte le dimensioni di impresa degli
ammortizzatori sociali. Fermare i licenziamenti;
- riconquistare un forte sistema contrattuale, a partire dal rifiuto
dell’accordo separato del 22 gennaio 2009. Il contratto nazionale va
riconfermato nel suo ruolo fondamentale per i diritti dei lavoratori
su tutto il territorio nazionale e per l’incremento dei salari reali,
con l’obiettivo di riportare la quota del montesalari sul PIL
dall’attuale 42% a sopra il 50%. La contrattazione di secondo livello
va estesa, anche attraverso la contrattazione territoriale, di sito,
di filiera e distretto. La contrattazione sociale sul territorio è lo
strumento per intervenire sullo sviluppo e il welfare locali per
tutelare a tutto campo la condizione delle persone. Va sostenuta la
battaglia contro ogni accordo separato, a partire dai metalmeccanici,
e praticata una rigorosa democrazia di mandato su piattaforme e
accordi;
- rilanciare il welfare universale, sconfiggendo la logica del Libro
Bianco e la bilateralità sostitutiva. Sconfiggere i recenti interventi
del governo sulla previdenza, confermando la centralità del sistema
“pubblico” a ripartizione: ripristino della flessibilità in uscita,
evitando un impatto negativo di nuovi coefficienti; garantire un tasso
di sostituzione della futura pensione non inferiore al 60% dell’ultima
retribuzione, anche attraverso il ricorso alla fiscalità generale;
introdurre elementi di solidarietà come la copertura figurativa;
prevedere un sistema di perequazione delle pensioni che ne eviti il
progressivo impoverimento futuro; riconoscimento dei lavori usuranti.
Vanno introdotte maggiori garanzie nella previdenza complementare,
riducendo il rischio di mercato. Adeguato finanziamento dei Liveas;
reddito minimo di inserimento; adeguato finanziamento, dalla fiscalità
generale, del fondo per la non autosufficienza. Difesa dei beni
pubblici, che non vanno privatizzati, a partire dall’acqua;
- riforma fiscale, che riduca il peso delle tasse sul lavoro
dipendente (piena restituzione drenaggio fiscale, prima aliquota dal
23% al 20%, terza aliquota dal 38% al 36%); tassazione patrimoniale al
20%, includendo interessi, utili e dividendi; reale lotta all’elusione
e evasione fiscale; istituzione di una tassa sulle transazioni
finanziarie internazionali. Spostamento, per questa via, di almeno 2
punti di PIL a favore di lavoratori e pensionati;
- Regolarizzare i migranti; riformare le modalità di ingresso;
cittadinanza per i nati in Italia; diritto di voto amministrativo;
eliminazione del reato di clandestinità e di ogni norma di diritto
discriminante.
Questi punti qualificanti del documento “I diritti e il lavoro oltre
la crisi” costituiscono, secondo i compagni e le compagne presenti
all’assemblea, un terreno positivo e condiviso per il programma e
l’azione della CGIL nei prossimi anni.
Il ruolo della nostra area si caratterizzerà, come sempre, nella
iniziativa più larga possibile per favorire la partecipazione delle
lavoratrici e dei lavoratori e la coerente azione di tutta la CGIL nel
perseguimento degli obiettivi proposti, superando pigrizie e
burocratismi che non sono mancati e non mancano nel corpo
dell’organizzazione.
Per questo, in questa fase di mobilitazione contro la crisi, pensiamo
sia doveroso lavorare per una forte unificazione delle lotte, creando
le condizioni per la proclamazione delle sciopero generale.
Il ruolo della nostra area rimane confermato anche in relazione a
punti programmatici non presenti o non sufficientemente sviluppati nel
documento congressuale da noi sostenuto. Senza pretesa di esaustività
sono stati ricordati dall’assemblea: l’importanza della relazione e
dell’internità della Cgil ai movimenti pacifisti e altermondialisti, a
partire dai Forum Sociali europei e mondiali; la conferma
dell’obiettivo della riduzione degli orari di lavoro, anche in
relazione alle innovazioni tecnologiche, al modello di sviluppo e di
consumi; una maggiore possibilità di scelta dei lavoratori nel
destinare le quote previdenziali integrative e il TFR, includendo la
destinazione al montante contributivo pensionistico presso il proprio
fondo INPS.
Su questi e altri contenuti rimarrà un’autonoma iniziativa dell’area,
nell’ottica, che ci ha sempre caratterizzato, di favorire la
dialettica democratica e il confronto delle idee in tutta
l’organizzazione.
L’assemblea ha preso atto della presentazione di un secondo documento
congressuale, il cui primo firmatario è il compagno Moccia.
Conferma la piena condivisione di una dialettica interna basata su
posizioni programmatiche diverse e la ricchezza del dibattito per la
CGIL, in ogni fase della sua vita.
Tuttavia, ritiene che, anche alla luce del testo presentato – dove
pure vi sono proposte che rischierebbero di mettere in discussione la
natura confederale della CGIL in favore di modelli sindacali diversi,
da noi non condivisi – le differenze presenti, se non volutamente
forzate, avrebbero potuto portare ad un documento unitario.
Non condivide la richiesta avanzata in quel documento di una
“discontinuità”, della cui direzione i contenuti del documento stesso
non forniscono una proposta convincente e “alternativa”.
Il documento “I diritti e il lavoro oltre la crisi” indica uno
sviluppo coerente della linea della CGIL rispetto alle decisioni
unanimemente adottate negli ultimi mesi, a partire dalla mobilitazione
del settembre 2008, e che vanno sostenute con una azione collettiva e
continuata.
Nell’impegnarsi in una discussione aperta, franca, unitaria, priva di
asprezze a sostegno del documento “I diritti e il lavoro oltre la
crisi” l’assemblea di Lavoro Società fa appello a tutte le compagne e
a tutti i compagni della CGIL perché la discussione congressuale non
riduca l’attenzione dal necessario quotidiano lavoro collettivo per
organizzare i lavoratori contro la crisi, mantenere e intensificare la
mobilitazione della CGIL, allargare le alleanze e il consenso al
programma della CGIL per uscire dalla crisi con la difesa e
l’allargamento dei diritti e dei redditi di lavoratori e pensionati.
Leopoldo Tartaglia - Roma, 16 novembre 2009
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