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Lavoro e Società e l'incubo
A proposto dell'ultima lettera di Nicola Nicolosi ... "Una Bolognina per la Cgil"?
In realtà ci aspettavamo che alla fine dell'assemblea nazionale di Lavoro e Società convocata il 12 e 13 novembre a Roma uscisse subito un documento, almeno per capire di cosa si fosse discusso, e come i delegati avessero preso l'originale idea di essere stati convocati a decidere cosa fare solo due giorni dopo che i loro funzionari avevano già deciso e concordato tutto con Epifani. Invece nulla (almeno per ora). Forse non si è trovato il tempo. In compenso, proprio in coincidenza dell'assemblea, il coordinatore dell'area L.S. trova tempo a iosa per ri-dire come la pensa lui sul documento alternativo.
La nota del coordinatore dell'area L.S. può essere riassunta in poche parole. In sostanza dice che il documento di Epifani è un poderoso argine contro l'offensiva padronale, mentre quello alternativo è una pericolosa svolta a destra (una Bolognina ... appunto). Quello di Nicolosi è un intervento così appassionato che lascia però trasparire un disagio evidente. Infatti, nel criticare il documento alternativo non argomenta utilizzando i contenuti del documento che lui sostiene assieme ad Epifani, ma argomenta con analisi e proposte che vanno ben più a sinistra, spiazzando così con posizioni ben più radicali, sia il documento di Epifani che quello alternativo. Domanda ..... Ma Nicolosi sa a quale documento ha aderito oppure il suo intervento prelude ad un terzo documento alternativo, ancora più radicale di quello già presentato ? La realtà è purtroppo peggiore della supposizione. L.S. sa bene quale è il documento a cui ha aderito ma, purtroppo, non lo ha letto. In fondo la sua adesione c'entra poco col merito delle cose ... è stata una scelta ... come dire ... di opportunità. Però non riesce a capacitarsi di non essere più considerata l'unica, vera, genuina area di sinistra in Cgil e continua quindi a ribadire il presupposto che essendo il documento proposto da Epifani sostenuto da L.S. è evidente che è questo il documento di sinistra ... non l'altro.
Proviamo quindi a svolgere meglio il discorso contenuto nella lettera di Nicolosi cominciando però con il liquidare subito la sua risibile preoccupazione che in Cgil chi ha presentato il documento alternativo voglia in realtà aprire uno scontro, così .... per cattiveria, o per far dispetto .. al solo fine di risolvere problemi di oligarchia. E' il classico argomento di chi pensa che dando un giudizio di valore sulle persone ne riesce a ridicolizzare le proposte di merito. Un argomento che non merita risposta alcuna se non il consiglio di guardare bene prima di tutto in casa sua che certo non brilla per assenza di interessi di poltrona o di carriera, anzi ...! E comunque parliamo di un congresso, dove è lecito che chi ha qualcosa di diverso, qualcosa di alternativo da proporre lo faccia .... Se non in un congresso ... quando ?? E visto che di un congresso difficile si tratta, proprio perchè la Cgil è oggi a rischio di isolamento più che mai, è ovvio (e necessario) che il confronto sia il più esplicito possibile. In fondo si tratta di decidere come affrontare una offensiva padronale e politica non indifferente. Qualcuno dice che va bene quel che già si fa e qualcun'altro invece propone e chiede una maggiore chiarezza ed incisività. Non paiono questi temi da scontro e da spaccatura della Cgil ma classici temi congressuali, tanto più che l'ultima parola sarà data dalla democratica e libera partecipazione degli iscritti. Fa più male alla Cgil chi ha paura del confronto esplicito e grida contro chi vorrebbe lo "scontro", che non chi mette le critiche e le proposte esplicitamente sul tavolo.
Ma veniamo alle questioni più di merito.
1 - CONTRATTAZIONE
Nicolosi vede nel documento alternativo il rischio di una omologazione della Cgil al mercato riuscendo a leggerci dentro una proposta di compartecipazione dei lavoratori alla vita societaria delle imprese che porterebbe ad una maggiore aziendalizzazione e perdita di confederalità. In realtà il documento alternativo parla di contrattazione e di democrazia industriale ma lo fa dicendo che ....
..... In definitiva, oggi, la contrattazione e i suoi obiettivi devono essere una leva di politica economica in mano alla libera determinazione e alla dialettica delle forze sociali. La fase nella quale obiettivi di sviluppo, di risanamento economico e finanziario, di miglioramento della competitività del sistema possano esclusivamente basarsi sulla moderazione salariale è finita. La stessa velocità dei cambiamenti economici,tecnologici e produttivi impongono capacità di adattamento e tempestività di intervento che vanno in questa direzione. E' necessario affermare a tutti i livelli l'autonomia contrattuale e della pratica rivendicativa del sindacato confederale.......
Cosa abbia letto Nicolosi non si sa, ma lui va oltre ed afferma che .... "La partecipazione alla vita societaria delle imprese porterebbe inevitabilmente i lavoratori a vivere come centrale l’impresa e di conseguenza tutte le compatibilità e le sfide del mercato, anche in contrasto con i lavoratori delle aziende concorrenti"
Qui si rimane allibiti. Forse Nicolosi non sa che è già ora così, e da tempo. La contrattazione di secondo livello che può discutere solo di salario variabile, collegato agli obiettivi di produttività e di redditività preventivamente condivisi tra impresa e sindacato ed infine erogato solo nella misura in cui questi obiettivi sono effettivamente raggiunti, che cosa è se non una forma esplicita di subordinazione salariale determinata dalla partecipazione dei lavoratori alla vita societaria dell'impresa, ai suoi obiettivi di redditività??. E non è forse questa una condizione che impone anche una concorrenza tra i lavoratori delle diverse imprese affinchè la loro impresa abbia i risultati migliori sul mercato?
Il fatto è che il documento alternativo propone di superare in qualche modo questa subordinazione, mentre il documento che sostiene Nicolosi accetta la contrattazione di secondo livello per come è ora, salvo l'ovvia richiesta di poterla estendere. Ora se Nicolosi è convinto della negatività di questa subordinazione dei lavoratori agli obbiettivi di redditività di impresa non ha che da dirlo ai firmatari del suo documento e non ai firmatari del documento alternativo.
Ma è il giudizio sulla politica rivendicativa di questi ultimi anni che infine non regge. Nicolosi infatti afferma che ....... "Bisognerebbe ricordarsi che se, sul piano contrattuale, i lavoratori italiani non sono riusciti a distribuire equamente gli incrementi di produttività, hanno almeno tenuto nei confronti dell’erosione dell’inflazione". Si dice cioè che la contrattazione nazionale (fino a ieri legata all'inflazione programmata) ha difeso i salari dell'inflazione. A che pro dire una cosa che lui stesso e l'insieme della Cgil smentivano fino a ieri denunciando che il potere d'acquisto delle retribuzioni è diminuito di almeno il 15% negli ultimi 10 anni? L'unico motivo che si vede dietro ad una affermazione così contraddittoria verso la realtà delle cose e verso quanto lui stesso diceva fino a non molto tempo fa è che in qualche modo deve giustificare il fatto che il documento sostenuto anche da lui difende la contrattazione così come la Cgil l'ha fatta fino ad oggi. Deve cioè affermare in qualche modo che questa è stata efficace. La sofferenza salariale, che poi comunque anche Nicolosi non può non ammettere, viene poi spiegata da lui così, cioè ... non è colpa dei CCNL ... ma "..La grande erosione del reddito dei lavoratori è avvenuta attraverso l’iniziativa dei governi, quindi attraverso una politica che non ha rappresentato gli interessi dei lavoratori (pensioni, trasferimento di reddito attraverso il fisco dai lavoratori alle imprese e ai padroni, precarizzazione dei rapporti di lavoro, ecc.)". Nicolosi non se ne accorge ma così conferma quel che proprio il documento alternativo dice e cioè che mentre nelle categorie almeno un po di contrattazione (bene o male, più male che bene) si è fatta e si fa, è mancata del tutto, e manca tutt'ora, una vera contrattazione confederale, nei territori, verso il Governo ecc. Si dovrebbe quindi dichiarare d'accordo col documento alternativo che chiede una maggiore confederalità, sia attraverso un maggior coordinamento (anche con accorpamenti organizzativi) della contrattazione categoriale che sul piano della capacità di fare "vertenze" e lotte sul piano confederale. E non basta dire, come fa lui, che "andrebbe" preparato uno sciopero generale. Dovrebbe dire che prima di tutto serve una vera piattaforma confederale, con obiettivi chiari, discussi e condivisi, sostenuta da una vera vertenza sindacale ... per capirci ... di quelle che se il Governo non concede, si sciopera fino a che non si ottiene ciò che chiediamo.
Sull'accordo separato, infine, giustamente rileva l'identità di vedute tra i due documenti nel dichiarare il disaccordo, ma si dimentica di dire che il suo documento pensa (si accontenta) di riportare le condizioni della contrattazione in un ambito simile a quello concertativo (cioè quello che ha permesso la riduzione delle retribuzioni negli ultimi 10 anni) mentre il documento alternativo propone di liberare la contrattazione da ogni vincolo se non quello di rappresentare i bisogni che il lavoro esprime concretamente. E' una bella differenza .....
2- PENSIONI Nicolosi lancia una denuncia condivisibile quando dice No ... "ai fondi pensione integrativi, dopo i guasti provocati nella finanza mondiale e dopo che non hanno dato risposta a quei giovani, attanagliati tra precarietà, bassi salari e sistema contributivo, per i quali, ipocritamente, erano stati proposti". Forse è vero che il documento alternativo sarebbe stato migliore se sui fondi si fosse detto qualcosa di più incisivo e critico, ma come fa Nicolosi a dire queste cose quando la linea previdenziale proposta dal suo documento indica esplicitamente nel sostegno e nello sviluppo dei fondi pensione integrativi uno degli obiettivi da perseguire ?? Se Nicolosi denuncia con tanta veemenza i guasti e l'ipocrisia dei fondi pensione, se li valuta ipocriti, perchè non prende le distanze dal suo documento congressuale che li sostiene ?
3- DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE Nicolosi non concorda con un sistema di individuazione dei gruppi dirigenti secondo l'ipotesi delle "primarie" (come proposto dal documento alternativo) e lo argomenta così ... "Incredibile, per un sindacato, la proposta di ricorrere alle primarie anche per l’elezione dei gruppi dirigenti.... (continua poi esprimedo anche un giudizio negativo per le primarie nei partiti).... Il rapporto con la stampa è decisivo nel selezionare le candidature e nei consensi, queste partono sempre dall’alto e mai dal basso. Hanno contribuito a dilatare la delega al leader e a far crollare la partecipazione di massa. Si costruiscono dei leader senza radici che si consumano rapidamente in base ai risultati a breve termine ottenuti. Un quadro chiarissimo che illustra bene come già oggi vengono decisi i gruppi dirigenti sindacali. Un po tutti (dai segretari ai funzionari) vengono indicati dall'alto, in ragione degli equilibri tra le varie correnti, già oggi la burocrazia sindacale tende a darsi una sua autoreferenzialità sganciata dai processi di partecipazione e di verifica, già oggi i vari leader e leaderini non hanno radici concrete nella base. Parliamo di una burocrazia sempre più motivata a rendere conto ai livelli superiori dell'apparato e sempre meno alla base che dovrebbe rappresentare. Ma se così già stanno le cose un qualcosa tipo le primarie permetterebbero almeno di legare la nomina di un dirigente anche al consenso reale che questi ha nella base che dovrà andare a rappresentare, e quindi si porterebbe il dirigente a rendere un po meno conto ai superiori nella scala burocratica ed un po di più alla sua base. Però, se le primarie non gli piacciono (la parola in se può anche non piacere a molti di noi), se teme che le primarie non risolvano i rischi di burocratizzazione che lui denuncia nella sua lettera (e che già esistono) ... cosa propone, allora, di diverso? .. Questo non si è capito.
In conclusione ..... la lettera di Nicolosi è un "non senso". Nel dire anche cose condivisibili le usa tutte e solo per denunciare limiti (che pur ci sono ma che lui ovviamente esagera) nel documento alternativo, ma riesce stranamente a tacere sul documento che lui ha deciso di sostenere che invece nega una buona parte delle cose che lui afferma. Sembra quasi che in realtà l'incubo di lavoro e società sia quello di non volersi sentire scavalcata a sinistra (collocazione che lei rivendica come sua per diritto di nascita). Così succede che mentre nelle riunioni della maggioranza L.S. se ne sta allineata e coperta (avrà i suoi motivi ed i suoi tornaconti), appena si confronta all'esterno della sua area (che è ormai quella di Epifani) con chi dice le cose che avrebbe voluto dire lei (o che presume essere sua proprietà esclusiva) immediatamente si arrotola sul suo asse fino a negare e contraddire se stessa .... se non è un incubo questo.
Provando a semplificare, partendo dalla lettera di Nicolosi: Noi e Nicolosi siamo d'accordo che vanno superate tutte le subordinazioni che impediscono alla contrattazione di svolgersi senza vincoli di sorta Noi e Nicolosi siamo d'accordo nell'abbandonare la sciagurata esperienza delle pensioni integrative. Noi e Nicolosi siamo d'accordo a ridurre il peso di una burocrazia ormai esclusivamente indicata dall'alto ed ormai senza più relazioni concrete con la sua base.
Domanda ..... Chi ha sbagliato documento congressuale ????
14-11-2009 COORDINAMENTO RSU
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