La maggioranza ha depositato in Senato il testo del processo breve. Lo
hanno annunciato il capogruppo e il vicecapogruppo del Pdl, Maurizio
Gasparri e Gaetano Quagliariello. Il testo è stato sottoscritto anche
dal capogruppo della Lega Nord.
Il disegno di legge è composto da 3 articoli. Tra le
misure previste: l’estinzione dei processi in corso in primo grado per i
reati “inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione”, nel caso
siano passati oltre due anni senza che sia stata emessa alcuna sentenza
a partire dalla richiesta di rinvio a
giudizio del pubblico ministero.
L'articolo 2 del provvedimento prevede in generale l'estinzione del
processo penale per violazione dei termini di ragionevole durata fissati
in due anni per il primo grado, due anni per l'appello e due anni per la
Cassazione. L'estinzione dei processi con pene inferiori nel massimo a
dieci anni entrerà subito in vigore solo per i procedimenti in corso in
primo grado; dunque – si legge nel testo – “ad eccezione di quelli che
sono pendenti avanti alla corte d'appello o alla corte di cassazione”.
Se il provvedimento fosse approvato, si applicherebbe la prescrizione ai
i processi Mills e Mediaset nei quali è coinvolto il premier Silvio
Berlusconi. Le nuove misure valgono solo per gli incensurati e non si
applicano ai reati di terrorismo, mafia o di grave allarme sociale
(reati previsti dagli articoli 51, commi 3 bis e 3 quater, e 407, comma
2 lettera a del codice di procedura penale). Esclusi dal “processo
breve” anche i delitti “consumati o tentati” di incendio,
pedopornografia, sequestro di persona, atti persecutori, furto (quando
ricorrano le circostanze aggravanti), furto in appartamento o scippo, i
delitti commessi violando le norme sulla prevenzione degli infortuni,
igiene sul lavoro, circolazione stradale, immigrazione clandestina,
traffico illecito di rifiuti.
“Questo disegno di legge rientra nel piano complessivo che riguarda il
decalogo di interventi per una riforma della giustizia”, ha detto
Gasparri presentando il ddl. “Noi proponiamo - prosegue
Gasparri - una ragionevole durata che è di 2 anni per i diversi gradi di
giudizio. Mi pare che sei anni siano un tempo ragionevole. Nella legge
ci sono poi una serie di esclusioni: tutti quei reati che superano i
dieci anni di pena, i reati di particolare allarme sociale, la mafia e
il terrorismo”.
Sul disegno di legge che vuole introdurre il processo breve ci
sono “forti dubbi di costituzionalità”. Lo sostengono i vertici
dell'Associazione nazionale dei magistrati, spiegando in una nota che
con le nuove norme “gli unici processi che potranno essere portati a
termine saranno quelli nei confronti dei recidivi e quelli relativi ai
fatti indicati in un elenco di eccezioni”. “È impensabile - osservano il
presidente Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini - che il
processo per una truffa di milioni di euro nei confronti dell'imputato
incensurato si estingua, mentre debba proseguire il processo per una
truffa da pochi euro, commessa da una persona gi condannata, magari anni
prima, per altro reato”. Per il sindacato delle toghe “saranno destinati
invece ad inevitabile prescrizione tutti i processi per reati gravi,
quindi sarà sempre impossibile accertare i fatti”. Così, “truffatori di
professione, evasori fiscali, ricettatori, corrotti e pubblici
amministratori infedeli, che non abbiano gi riportato una condanna,
avranno la certezza dell'impunità. E lo stesso vale per chi sfrutta la
prostituzione, responsabile di maltrattamenti in famiglia o di aborti
clandestini”.
“Condivido lo spirito e il senso del ddl, che va nella direzione di
accelerazione dei processi”. Lo ha detto il ministro della Giustizia,
Angelino Alfano, rispondendo ai cronisti. “Legge ad
personam? No, è una legge che riguarda tutti”, ha dichiarato invece
Gaetano Pecorella.
Dall’opposizione reagisce duramente Anna Finocchiaro,
capogruppo dei senatori Pd, che in sala stampa a palazzo Madama –
riferiscono le agenzie di stampa - ha lanciato il testo del ddl contro
il muro. Per Finocchiaro “Così per il rom che ruba il processo rimarrà,
mentre processi come Eternit, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al
macero”.
Ma alla Finocchhiaro ribatte Daniele Capezzone,
portavoce del Pdl, che parla di “clamorosa figuraccia della senatrice
Finocchiaro, che ha subito detto il falso e farebbe bene a scusarsi. I
processi per reati gravi proseguiranno senza limitazioni temporali, così
come quelli relativi agli infortuni sul lavoro”.
L'Italia dei valori, invece, annuncia che chiederà il
referendum contro questa legge.
Sorgono però delle perplessità riguardo alla “convergenza” tra
Gianfranco Fini e Berlusconi, che avrebbe consentito la
presentazione del ddl. Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl a
Montecitorio, ha ribadito che la convergenza c’è. Ma il presidente della
commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, vicina a Fini,
parlando con l’Ansa si è detta stupita dalla “scelta di includere
nell'elenco dei reati di grave allarme sociale, come quelli di mafia e
terrorismo, l'immigrazione clandestina che è una semplice
contravvenzione peraltro punita con una banale ammenda”.
E mentre il Csm annuncia uno studio sugli effetti del ddl sul sistema
giustizia, il presidente emerito della Consulta Antonio
Baldassarre, considerato vicino al centrodestra, giudica il ddl
“incostituzionale” e “imbarazzante”. “E’ difficile
dubitare che il ddl non sia incostituzionale sotto il profilo della
parità di trattamento dei cittadini davanti alla legge”, dice
Baldassarre all’Ansa, aggiungendo che “il problema sta nell'esclusione
di alcuni reati che sono lievi e nell'inclusione invece di reati
gravissimi, come quelli contro la pubblica amministrazione. Parliamo di
corruzione e concussione, cioè dei reati più offensivi sotto il profilo
della legalità. E' impensabile che questi siano dentro mentre restino
fuori reati scarsamente offensivi”. Secondo Baldassarre un’altra
violazione del principio di uguaglianza è l’applicazione del
provvedimento ai processi pendenti solo in primo grado: ”O si applica
solo ai processi futuri o si deve applicare a tutti i processi in corso:
diversamente mi pare incostituzionale dal punto di vista della parità di
trattamento”.
“Il governo e la maggioranza si accorgono solo ora, con due anni di
ritardo, della necessità di affrontare il problema dell'efficienza della
giustizia e della riduzione della durata dei processi. Quello mostrato
da governo e maggioranza è un interesse peloso, legato esclusivamente
alla necessità di risolvere positivamente la sorte di alcuni processi”:
così Lanfranco Tenaglia (Pd). “Ciò avverrà – prosegue
il deputato del Pd - mandando al macero migliaia di procedimenti con
buona pace della sicurezza dei cittadini. Il provvedimento - prosegue -
è una amnistia mascherata perché produce gli stessi effetti del taglio
della prescrizione”.
La segreteria nazionale della Fiom, infine, “esprime
profonda preoccupazione”: “Se questo progetto dovesse tradursi in realtà
effettiva – si legge in una nota dei metalmeccanici -, ci troveremmo di
fronte a norme che metterebbero in crisi tutti i principali procedimenti
penali relativi a incidenti mortali sul lavoro, stragi comprese.” “Dal
processo per l’incendio alla ThyssenKrupp di Torino – prosegue la Fiom
-, a quelli per le morti all’Ilva di Taranto, alla strage di Viareggio,
a quelli per le morti causate dall’utilizzo di amianto, l’instaurazione
improvvisa della procedura del cosiddetto processo breve cancellerebbe
la possibilità di avere giustizia per le vittime e garantirebbe
l’impunità ai colpevoli.”