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Vedi anche articoli sul
Manifesto e sul Corriere della
sera
Rete28Aprile in Filcams: "Solidarietà ai lavoratori della Esselunga"
Urgente un chiarimento in Filcams
La Rete28Aprile nella Filcams esprime pieno appoggio e
totale solidarietà ai lavoratori della Esselunga in primo luogo di Milano,
Brescia, che sono in lotta contro l’autoritarismo aziendale che vuole
imporre nei modi più brutali il lavoro domenicale. (...)
(...) Nel corso della vertenza l’azienda ha prodotto un
testo, sottoscritto anche dal Segretario generale della Filcams-Cgil, che,
a suo parere, autorizzerebbe al lavoro domenicale senza alcun accordo
ulteriore.
Questo testo è stato esibito anche in Tribunale nel corso di un articolo
28 presentato contro l’azienda dalle organizzazioni sindacali milanesi.
Quanto è avvenuto è un fatto molto grave che richiede un chiarimento
totale:
1) è necessario che la Filcams nazionale assicuri pieno e
totale sostegno alla lotta dei lavoratori della Esselunga e che smentisca
formalmente il testo presentati dall’azienda;
2) è necessario un profondo chiarimento nella Filcams su tutta la vicenda,
e più in generale sulla gestione del contratto nazionale;
3) a tale fine la Rete28aprile nella Filcams ritiene indispensabile la
convocazione tempestiva del Direttivo nazionale della categoria.
Rete28Aprile Cgil nella Filcams
Roma, 10 novembre 2009
CGIL/LAVORO FESTIVO
Terremoto
Filcams: accordo contestato, segretario in
bilico
Sara
Farolfi
Una scossa di terremoto in casa
Filcams, la categoria del commercio Cgil,
proprio nei giorni di apertura del sedicesimo
congresso della confederazione. I fatti risalgono al 24 settembre scorso:
al tribunale di Milano si celebra un ricorso presentato dalle categorie
del commercio di Cgil,
Cisl e Uil contro
Esselunga per attività antisindacale, in
relazione al lavoro domenicale. L'azienda ha
'comandato' ai lavoratori le domeniche, i lavoratori hanno
rifiutato - sulla base del contratto aziendale che prevede il lavoro
domenicale solo su base volontaria - e per tutta risposta il gruppo fa
partire le contestazioni disciplinari. Immediatamente parte il ricorso
delle tre organizzazioni sindacali. Ma il 24 settembre, in aula,
Esselunga porta a propria discolpa un
documento firmato a fine giugno dai tre segretari generali di categoria in
cui si dice che «in relazione al Patto per il
lavoro, sottoscritto il 23 giugno 2009 le parti ribadiscono che lo stesso
conferma integralmente tutte le norme contenute nel contratto nazionale
del 18 luglio 2008». Quell'accordo, dice in
pratica l'azienda, ci autorizza ad avere il lavoro domenicale. Sollevando
un polverone, perché di quello stesso accordo nessuno era
al corrente. E ora - prima del direttivo di
categoria convocato appositamente il 24 novembre - c'è chi chiede le
dimissioni del segretario generale Franco Martini.
Facciamo
un passo indietro, fino al 18 luglio 2008: è il giorno del contratto
separato nel commercio, il primo della stagione. Tra le ragioni che
portarono il maggiore sindacato a non firmare c'era
proprio il nodo della domenica lavorativa, che nel contratto veniva messa
a completa disposizione delle aziende. Parte così la mobilitazione dei
lavoratori, seguita poi da un lavoro di ritessitura
delle relazioni sindacali. Il 23 giugno 2009, dopo mesi di trattativa, si
era arrivati a un accordo unitario - il «Patto
per il lavoro», appunto - ponte necessario per giungere, appunto il 18
luglio 2009, a un contratto nazionale unitario.
Il nodo del contendere - le domeniche - viene
risolto debolmente, non rinnegando la sostanza dell'accordo separato, ma
rimettendone la richiesta alla contrattazione di secondo livello. La
dichiarazione che porta pure la firma di Martini è del 24 giugno, il
giorno dopo la firma del «Patto»: «Una garanzia per arrivare senza intoppi
al contratto unitario», la definisce il segretario. In pratica, spiega
Martini, «alcune grosse aziende minacciavano di
ritirare la firma e hanno richiesto che l'accordo sulle domeniche fosse
ribadito da un'ulteriore dichiarazione, cosa che però non ha modificato in
nulla quanto già sottoscritto e che è decaduta immediatamente con la firma
del contratto unitario».
Nessuno però ne è stato
informato e la vicenda, dall'udienza di fine settembre, è stata resa nota
solo in questi giorni. Insomma, è l'accusa: così si mette in discussione
il principio di lealtà verso l'organizzazione. Antonio
Lareno, della camera del lavoro
di Milano, chiede le dimissioni di Martini: «Il
segretario ha raccontato balle a lavoratori e gruppi dirigenti e il resto
della segreteria, dal 25 settembre in poi, ha fatto finta di nulla». Da
Bologna, la segretaria di categoria Ramona Campari
lega la vicenda al congresso della confederazione: «È evidente che abbiamo
bisogno di una discussione profonda, che non possiamo
più procedere per aggiustamenti, ci siamo opposti al modello contrattuale,
di questo dobbiamo discutere e deve farlo anche la
Filcams».
Dal “corriere della sera” del 10 novembre 2009
Esselunga, la lettera Cgil
finisce in tribunale
Una
lettera segreta mette
in subbuglio il sindacato del commercio. «In
relazione al patto per il lavoro nel terziario sottoscritto
il 23 luglio 2009 (firmato da Cgil, Cisl e Uil,
ndr; ) le parti
ribadiscono che lo stesso recepisce e conferma integralmente il
contratto del terziario del 18 luglio 2008 (firmato solo da Cisl e
Uil, ndr; ) ». La
missiva è sottoscritta da Fisascat e Uiltucs. Ma
anche da Franco Martini, a capo della Filcams Cgil. Le dodici
righe portano la data del 24 giugno 2009, giorno successivo a quello
del Patto che sanciva la pace con la Cgil in cambio di miglioramenti
richiesti dal sindacato rosso su apprendistato e lavoro domenicale.
La nota di fatto chiarisce che il patto non modifica alcuna parte
del contratto. La lettera è stata esibita il 24 settembre scorso da
Esselunga in tribunale a Milano. L’insegna era stata chiamata in
causa dal sindacato per «comportamento antisindacale» per avere
applicato il contratto alla lettera sulle domeniche, senza le
modifiche del «Patto».
Ri. Que.
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