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Congresso Cgil: Quella vecchia volpe di Nicola Nicolosi ci ha scoperti: .... documento alternativo ??? ... solo per fare un dispetto ad Epifani - leggi L'intervista di Nicolosi al Manifesto
E' tipico del Gossip spiegare la realtà delle cose come il risultato di faide, dispetti, piccole vendette ecc. Non ci delude in questo neppure il compagno Nicolosi che di fronte alla presentazione di un documento congressuale alternativo, riesce a vedere chissà quali gelosie, rivalse personali, ripicche
E' pur vero che, da adulti e vaccinati quali presumiamo di essere, non siamo così stupidi da non sapere che in ogni congresso di formano aggregazioni al cui interno si compongono anche interessi particolari, piccoli opportunismi ecc..... Ciò è tipico delle organizzazioni dove persistono forti burocrazie, cosa questa che riguarda anche la cordata a cui si riferisce il compagno Nicolosi in difesa dell'attuale segretario generale della Cgil. Ma Nicolosi non si lamenta di questo. Se grida allo scandalo è perchè, secondo lui, a sostenere il documento alternativo si starebbero schierando anche alcuni sindacalisti "di destra", cioè moderati. Ma speriamo non sia così stupido da non vedere ed ammettere quanta destra sindacale si sia compattata attorno al documento che lui oggi difende. Poi ... è chiaro ... che a pesare nelle scelte di chi ragiona in chiave prettamente opportunista ci sia una forte preoccupazione di garantirsi "il posto" pensando che uno schieramento piuttosto che un'altro sia più efficace ed utile in questo senso, ma anche questo dovrebbe portarlo a vedere cosa succede nel suo schieramento che sicuramente non brilla per la presenza di sindacalisti disinteressati. Purtroppo parliamo di un congresso che investe (almeno per ora, fino a che la parola non passerà agli iscritti) una forte burocrazia, che ovviamente ha molto a cuore i propri interessi, e questo vale per Lui, come per Epifani, come per tutti gli altri .... Bisognerebbe ridurre il peso della burocrazia, battere l'idea che si può fare il sindacalista a vita, per mestiere, senza mai nessuna verifica dal basso se non quella che viene dall'alto (appunto dall'apprezzamento della cordata di appartenenza). Bisognerebbe in sintesi pensare ad un sindacato dei lavoratori e non che si dice per i lavoratori ... ma qui, almeno per ora, siamo alla fantascienza. Quindi sarebbe meglio che il compagno Nicolosi non faccia tanto il puritano visto che i problemi che denuncia sono presenti proprio e sopratutto nello schieramento che ha deciso di sostenere ma si limiti al merito. Se proprio vuole fare qualcosa contro la burocratizzazione del sindacato (ridotto a mestiere) non deve far altro che tornare alle origini dell'esperienza di "democrazia consiliare" quando i nostri, ancora fuori da ogni apparato, ancora semplici delegati, combattevano i rischi ed i difetti di burocratizzazione sindacale. almeno fino a che non ne sono stati poi risucchiati diventando sindacalisti di mestiere. Una condizione che purtroppo li ha da tempo sussunti nella logica della burocrazia. Una logica per cui da combattere non è una linea diversa ma combattere chi fa riferimento ad alleanze diverse dalle loro ai quali altro non si sa dire se non che ogni cosa che fanno la fanno per ripicca. .. per invidia .. ecc.
Ma veniamo al merito ... e lasciamo stare il Gossip. L'unica cosa interessante che Nicolosi dice nella sua intervista è la sua contrarietà all'idea di andare verso una maggiore coordinamento delle categorie sindacali (o maxi categorie come le chiama lui). In realtà detta così non vuol dire nulla, almeno che non si vadano a discutere le ragioni che sostengono questa necessità di maggiore coordinamento. Al di là della forma particolare che può assumere, è chiaro che oggi è urgente garantire un maggior coordinamento ed una maggiore unità e coerenza nelle risposte che il sindacato deve dare alle sue controparti. Quando parliamo di offensiva del capitale (oggi particolarmente aggressiva ed organizzata) parliamo di una strategia generale che richiede una risposta sindacale altrettanto generale, agguerrita ed organizzata, cioè tutto il contrario di ciò che ad oggi la Cgil è riuscita a mettere in campo. Per esempio ... Sul modello contrattuale è chiaro che ci troviamo di fronte ad una offensiva generale mirante a destabilizzare il contratto nazionale e ad asservire le organizzazioni sindacali (ancora più di prima) agli obiettivi di produttività e redditività di impresa. Una cosa che comporta l'assorbimento delle organizzazioni sindacali nel nuovo sistema di relazioni sindacali di stampo neocorporativo. In realtà, anche grazie all'assenza di determinazione a livello Confederale, ogni categoria sta andando per conto suo, ed invece di avere a cuore la messa in campo di una strategia generale che faccia saltare l'accordo separato voluto da Confindustria e Cisl-Uil, sembrano più preoccupate di cavarsela alla meglio cercando di non mettere in discussione i buoni rapporti con le controparti e con gli altri sindacati, in ciò contribuendo all'isolamento di quelle altre categorie che in Cgil hanno invece messo in campo una strategia vertenziale più esplicitamente contraria alla nuova deriva contrattuale. Se questa è la situazione è chiaro quanto sia naturale ed ovvio chiedere che, sia sul merito che sul piano organizzativo, si affermi un maggiore coordinamento categoriale. Certo che, per come la spiega Nicolosi, la cosa la si vuole fare apparire come un attacco al carattere confederale della Cgil, ma se si guarda invece alla realtà delle cose, ed alle condizioni dello scontro attuale la cosa appare invece ovvia e naturale, anzi urgente e necessaria, propria di un ruolo Confederale della Cgil.
Non serve che Nicolosi gongoli nel poter dire che Epifani ha accettato la sua proposta di aumentare la pressione rivendicativa sul salario se non dice prima di tutto che ciò può essere ottenuto in primis solo facendo saltare veramente (e non per finta) il piano neorporativo imposto dalle nuove regole contrattuali, e senza chiedere a questo fine un minore scollamento (quindi un più forte coordinamento confederale) nella pratica rivendicativa delle varie categorie. Altrimenti si rischia solo di fare folklore come quando ci si gongolava tutti nel 2000 quando si decise di concludere unitariamente il congresso perchè avevamo fatto scrivere a Cofferati che la Cgil era per un ritorno a tutele automatiche del salario .... poi abbiamo visto come è finita. Nicolosi ha però ragione a lamentarsi che oggi il documento alternativo non è riferimento di un'area programmatica (concordiamo con lui .... è un peccato) ma in fin dei conti, purtroppo, dove sono oggi le aree programmatiche congressuali in Cgil ??? Certo non lo è Lavoro e Società, ridotta ormai ad un gruppo autoreferenziale di sindacalisti ... una cordata appunto che deve difendere i propri posti nelle segreteria ed ambire a metterne uno in segreteria Cgil nazionale e che per far ciò si accontenta di dire ... tutto bene madama la marchesa. 7-11-2009 COORDINAMENTO RSU
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