La segreteria della Cgil di Modena nega la
parola alla R28A - Lettera aperta a EpifaniDomenica 01 Novembre
Caro compagno
Epifani, come lavoratrici,lavoratori, iscritte/i e delegati della CGIL,
siamo convinti che l’orientamento di principio assunto dalla nostra
organizzazione sia quello giusto: rifiuto dell’Accordo truffa sulla
riforma contrattuale del 22 Gennaio e mobilitazione contro un governo
antipopolare e antidemocratico. Ma se la direzione intrapresa è quella
giusta, l’incisività e la continuità dell’iniziativa è stata debole.
Abbiamo dimostrato scarsa fiducia in noi stessi e nei lavoratori. Non
abbiamo inciso sull’agenda politica, non abbiamo rovesciato le priorità,
non abbiamo unificato le mille vertenze di un paese in crisi (dalle
fabbriche alla scuola), dentro un movimento generale fondato sul
conflitto e lo scontro frontale con le politiche di questo Governo.
(...)
Inoltre,sul piano propriamente
contrattuale, la linea generale dell’organizzazione non è stata
applicata con coerenza in tutte la categorie, inducendo i lavoratori alla
confusione.
Cosa dovremmo fare?
Semplicemente seguire coerentemente la bussola che ci siamo dati in
questi mesi:
• GENERALIZZARE E UNIFICARE LE LOTTE IN UN PROGRAMMA DI ALTERNATIVA
SOCIALE;
• RIFIUTARE IN TOTO IL NUOVO MODELLO CONTRATTUALE;
• PRENDERE LE DISTANZE DA CHI QUEL MODELLO L’HA PERSEGUITO E FIRMATO.
Le rotture consumatesi in questi mesi nel campo sindacale sono gravi e
irreversibili: in particolare la vicenda del contratto metalmeccanico,
grida vendetta. La firma dell’accordo separato contro la Fiom e un
milione e mezzo di lavoratori del settore, è stata una pugnalata nella
schiena contro tutta la Cgil e una moderna idea di democrazia sindacale .
CISL e UIL si caratterizzano sempre più come sindacati di Stato, di
Governo, di Regime , di Mercato. Sono la moderna versione del
sindacalismo giallo, che dentro al movimento operaio abbiamo sempre
combattuto in quanto arma padronale puntata contro i lavoratori
“dall’interno” del loro corpo sociale.
CISL e UIL si sono messe ormai da anni fuori dalla storia del sindacalismo
confederale: il loro profilo è tutto dentro i lucrosi affari degli Enti
Bilaterali, della privatizzazione delle prestazioni sociali, della truffa
del privato-sociale. Per loro rappresentanza, contrattazione e democrazia
sindacale sono ferrivecchi: soldi e poltrone, questi sono i nuovi
riferimenti del sindacato “complice”
Se questo è il quadro, chiediamo alla tua Segreteria, di dare maggiore
sostegno alle ragioni e all’iniziativa della Fiom.
Rompiamo a tutti i livelli i rapporti con Cisl e Uil e andiamo finalmente
dai lavoratori a denunciare il loro ruolo. In questa direzione va la
decisione assunta dalla Fiom di liquidare il Patto di solidarietà
interconfederale, che garantiva artificialmente a Cisl e Uil una
rappresentanza nelle RSu superiore al loro peso reale nelle fabbriche.
Ormai, la direzione è intrapresa e stavolta la logica del “passo avanti
due indietro” non sarebbe capita da nessuno. Se è vero, come diciamo,che
questo Governo programma una ristrutturazione autoritaria delle relazioni
sociali e sindacali, la nostra posizione non può che essere di totale
rifiuto di rapporti “unitari” con chi si presta a questo infame disegno.
Non seguiamo le sirene della malapolitica che ci spingono a “ricucire” o a
“ricomporre” (magari per assecondare qualche strampalato progetto di
“nuovo centrosinistra”…): il sindacato deve mantenersi indipendente dai
teatrini delle primarie e dalla guerra tra bande in atto nel piccolo mondo
politico italiano.
Non dobbiamo assumere atteggiamenti timorosi o titubanti, caro compagno
Epifani, rispetto alle sorti dell’ “unità sindacale”. Con Bonannni,
Angeletti e quei gruppi dirigenti nessuna unità sarà mai più possibile.
La vera unità sindacale si costruisce in mezzo ai lavoratori, ai delegati
di tutte le sigle, spingendoli sul terreno della democrazia e del
conflitto. L’epoca dell’ “unità sindacale” come l’abbiamo conosciuta in
passato, è definitivamente tramontata e nessuno la rimpiange.
Abbiamo molto lavoro da fare, molto credito da recuperare tra i
lavoratori, molte promesse da mantenere.
COERENZA NELLE CATEGORIE E NELLA PRATICA CONTRATTUALE, DEMOCRAZIA
SINDACALE, INDIPENDENZA DAI PARTITI sono l’unico terreno su cui la CGIL
potrà mantenere la sua unità, alla vigilia del Congresso più importante
della sua storia.
Avremmo voluto poter dire tutto questo ed altro ancora durante l'attivo
dei delegati alla tua presenza che si svolge oggi, 29 ottobre, qui a
Modena. Purtroppo la segreteria confederale CGIL della nostra città ha
ritenuto non opportuno un nostro contributo al dibattito in quanto area
legittimamente costituita e riconosciuta nell'organizzazione. Pertanto ci
è stato vietato di intervenire. L'episodio ci pare piuttosto spiacevole
specie mentre accusiamo, giustamente, gli altri sindacati di mancanza di
democrazia. Auspichiamo che questa non sia un'anticipazione del clima che
si respirerà durante il nostro imminente, importantissimo congresso. Da
una discussione serena, pacata, sul merito e sopratutto che garantisca a
tutti la possibilità di dire la propria, il nostro sindacato non potrà
uscire che maggiormente unito e rafforzato.
RETE28APRILE DI MODENA
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