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POVERA CISL, POVERI METALMECCANICI
Povera Cisl! È l'espressione che sorge spontanea a chi ha una tessera
della Cisl, dopo le ultime dichiarazioni di Bonanni, le vicende dei
metalmeccanici, le dimissioni del segretario generale dei pensionati,
Antonio Uda, che in più occasioni ha sollecitato una correzione del «tiro»
confederale e che ben pochi risultati ha portato ad una delle categorie
più esposte come i pensionati a basso reddito ed ai non autosufficienti.
Povera Cisl, troppo populista nel promettere ed assicurare gli iscritti,
troppo ambigua e rinunciataria quando negozia con il governo.
Nei fatti - non certo nei documenti congressuali - quella che si delinea è
una Cisl dai forti connotati neo-corporativi, che tanto piace al governo
Berlusconi ed al ministro del welfare Sacconi perché consente di bypassare
un serio confronto parlamentare sui temi sociali ed occupazionali,
liquidando con secchi no le proposte dell'opposizione, facendosi scudo del
consenso sociale dato dalla maggioranza dei sindacati confederali (ed è
forte il ruolo della Cisl). Un disegno neo corporativo che ritiene
secondaria la rottura sindacale con la Cgil e, fatto ancora più grave,
emargina l'opposizione parlamentare. La propaganda governativa ha però
l'ardire di accusare la Cgil di «autoesclusione» e l'opposizione
parlamentare di non avanzare nelle sedi dovute «serie proposte». Due fatti
non veri.
Povera Cisl, con gravi e grandi contraddizioni tra enunciazioni e fatti. I
fondi europei in gran parte finalizzati al Mezzogiorno ed alle aree
sottosviluppate del paese sono stati riciclati per gli ammortizzatori
sociali ed ora si maschera tutto con la prima pietra per il Ponte di
Messina, a cui anche Bonanni e la «sua» danno l'assenso. I pensionati
hanno ottenuto la carità (per pochi e con discutibili modalità) della
Social Card, e sono rimasti con sole promesse per un tempo che verrà per
la rivalutazione delle pensioni, il finanziamento del fondo nazionale per
gli autosufficienti. La categoria dei pensionati (Fnp-Cisl) ha alzato la
voce in due o tre occasioni, attraverso il suo segretario generale che, in
questi giorni, ha presentato le sue irrevocabili dimissioni dall'incarico
e dal Consiglio generale.
La catena è lunga, nella nostra rubrica in filigrana citiamo recenti
notizie apparse sul sito (www.cisl.it). Forse il successo bulgaro ottenuto
al Congresso di Rimini, pochi mesi fa, ha convinto il segretario generale
della Cisl Raffaele Bonanni di ... seguire il metodo propagandistico del
premier Berlusconi con la variante dell'etichetta - per l'uno di
«comunisti» per l'altro di «ribellismo ed antagonismo» - contro tutti
coloro che organizzano proteste e/o esprimono ferme critiche.
Noi - iscritti da lungo tempo che non intendiamo lasciare la storica
tessera - diciamo «povera Cisl» ma l'accusa che sale sempre più, dentro e
fuori la Cisl, è ben più tagliente. Non bisogna demordere, serve seguire
la strada unitaria e pagante degli alimentaristi che, con il loro
contratto unitario, hanno ottenuto molto di più e creato nelle aziende una
situazione migliore dei metalmeccanici, serve seguire il faticoso percorso
di ricucitura dei sindacati regionali del Piemonte della scuola per
cercare un rimedio ai tagli disastrosi del ministro Gelmini. Serve il
coraggio di far votare i lavoratori e non solo gli iscritti. Serve nella
Cisl aprire gli occhi, ma anche la bocca.
di Toni Ferigo, Adriano Serafino
Alberto Tridente
21-10-09
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