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Sole24ore: allarme per le pensioni dei dirigenti....e i lavoratori? Sole24Ore, lunedì 5 ottobre 2009, pagina 5 - La quota assottiglia pensione e liquidazione di G.Tr. (...) La quota variabile assottiglia pensione e liquidazione Puntare tutto sul merito in busta paga rischia di provocare qualche brutta sorpresa su pensioni e liquidazioni dei dirigenti, anche per chi nei prossimi anni vincerà porterà a casa pagelle invidiate dà tutti i colleghi. Il diavolo si cela nei dettagli, e in questo caso il nascondiglio è nei meccanismi che governano il calcolo della previdenza pubblica. Per fissare l'importo dell'assegno destinato a chi è a riposo, la retribuzione che rappresenta la base di calcolo si divide in due: quella fissava nella quota A, pi pesante nei calcoli previdenziali, mentre le parti accessorie alimentano la quota B, che influisce meno sull'importo della pensione. Conseguenza: se la quota variabile cresce a scapito di quèlla fissa, pensioni e liquidazione dimagriscono. Proprio questo rischia di verificarsi nei prossimi anni del pubblico impiego, se nessuno correrà ai ripari con qualche correttivo ai meccanismi della previdenza pubblica. Il decreto Brunetta prevede che dal 2012 almeno il 30% dello stipendio dei dirigenti pubblici sia coperto dal «trattamento accessorio collegato ai risultati». Oggi questa voce dello stipendio viaggia a livelli molto pi bassi, che superano il 10% solo per i dirigenti che occupano gli scalini pi alti della gerarchia, per cui per arrivare a quota 30% nelle prossime due tornate contrattuali ci sono solo due strade: o rinnovi contrattuali ultra-generosi, che lo stato della finanza pubblica e la linea del rigore relegano nel libro dei sogni, o un aumento della retribuzione di risultato (quella leggera ai fini della pensione) a scapito della parte fissa (quella pesante ). Qualche cifra per capire, basata su uno stipendio da 9omila euro lordi: tenendo fisso il totale, ma alzando la retribuzione di risultato da 5mila a 2omila euro, la liquidazione perde oltre 33mila euro e la pensione lascia sul campo pi di 6mila euro l'anno: una punizione a vita, anche per chi in ufficio dimostra di meritare un premio. G.Tr.
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