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Poste Italiane chiedono per il 2010 oltre 10mila tagli ai
posti di lavoro!
Poste italiane ha presentato un progetto di
revisione del servizio di recapito che prevede l’eliminazione di 10665
posti di lavoro.(...)
Come questo possa avvenire il documento non lo esplicita, in
compenso i tagli sono già definiti per zone territoriali.
Questo piano di Poste italiane, se applicato, sarebbe un massacro non solo
per i lavoratori del recapito e della logistica, ma soprattutto renderebbe
impossibile nella realtà italiana il servizio postale universale.
Poste giustifica questa riorganizzazione del servizio con il calo degli
invii, ormai strutturale e costante, dato senz’altro reale, ma che
quest’azienda intende fronteggiare solo con un calo del costo del lavoro.
Le organizzazioni sindacali hanno aspettato una settimana dopo la
pubblicazione del progetto, per inviare un comunicato unitario, nel quale
“esprimono forti riserve su un progetto che risulta al momento inadeguato
a rilanciare e sviluppare il servizio, a stimolare il mercato, a garantire
la tenuta dei livelli occupazionali”.
Infinita cautela e reticenza, in tutto il testo non si comunica il numero
dei tagli, quando negli uffici i lavoratori ormai sono consapevoli,
preoccupati e vorrebbero conoscere le effettive opinioni e scelte
sindacali, e possibilmente incidere e indirizzare queste scelte.
Sarmi, l’AD di Poste Italiane, per mantenere la pace sociale tra i
dipendenti e compiacere alcune organizzazioni sindacali, rilancia l’idea
di creare un canale privilegiato per l’assunzione dei figli dei postali,
un’idea di scambio clientelare e reazionario, che potrebbe illudere
parecchi lavoratori, e che deve vedere tutta la CGIL, denunciare questo
tentativo di riportare le lancette della storia indietro di sessanta anni.
Nelle prossime settimane dovremmo organizzare una forte e capace
resistenza a questi progetti di restaurare un’organizzazione del lavoro
riesumata dai regolamenti delle Poste Regie; i/le compagni/e postali della
RETE 28 APRILE, dovranno essere gli animatori, in tutte le sedi di lavoro
e sindacali, d’iniziative di dibattito e mobilitazione.
25.09.09
Delia Fratucelli SLC CGIL
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