Scuola: no dei precari ai contratti di disponibilità
Le
indennità per i supplenti "non risolvono l'emergenza istruzione
del Paese, ma sono un palliativo che favorisce, solo per i prossimi 8 o
12 mesi, il parziale mantenimento del reddito di alcuni precari". Questa
la posizione espressa dai Cip, comitati insegnanti precari, secondo i
quali il provvedimento "invece di essere un ammortizzatore sociale,
diviene un detonatore per ulteriori conflittualità'.
Dal contratto di disponibilità verrebbero, infatti,
esclusi, evidenziano i comitati, coloro che hanno lavorato per l'intero
anno scolastico con incarichi dei presidi (e non con l'assegnazione
annuale come previsto dal provvedimento) e tutti quelli che hanno
maturato un anno di servizio cumulando più periodi in diverse scuole o
per vari insegnamenti.
Inoltre, insiste l'associazione di insegnanti, la
misura prospettata "altro non è che un sostegno al reddito, già in parte
disponibile, a carico dell'Inps, noto come disoccupazione ordinaria che,
di norma, viene erogata ai docenti disoccupati per la durata di 8 mesi
per un ammontare di circa 860 euro al mese".