Scuola: no dei precari ai contratti di disponibilità

Le indennità per i supplenti "non risolvono l'emergenza istruzione del Paese, ma sono un palliativo che favorisce, solo per i prossimi 8 o 12 mesi, il parziale mantenimento del reddito di alcuni precari". Questa la posizione espressa dai Cip, comitati insegnanti precari, secondo i quali il provvedimento "invece di essere un ammortizzatore sociale, diviene un detonatore per ulteriori conflittualità'.

Dal contratto di disponibilità verrebbero, infatti, esclusi, evidenziano i comitati, coloro che hanno lavorato per l'intero anno scolastico con incarichi dei presidi (e non con l'assegnazione annuale come previsto dal provvedimento) e tutti quelli che hanno maturato un anno di servizio cumulando più periodi in diverse scuole o per vari insegnamenti.

Inoltre, insiste l'associazione di insegnanti, la misura prospettata "altro non è che un sostegno al reddito, già in parte disponibile, a carico dell'Inps, noto come disoccupazione ordinaria che, di norma, viene erogata ai docenti disoccupati per la durata di 8 mesi per un ammontare di circa 860 euro al mese".

09/09/2009