Contratti, accordo separato anche per gli artigiani
Nuova firma senza la Cgil, questa volta per i
dipendenti delle imprese artigiane. Ok da Confartigianato, Cna,
Casartigiani, Claai e da Cisl e Uil alle regole del Protocollo
del 22 gennaio. Camusso (Cgil): “È un’intesa peggiorativa
Prosegue la corsa dell’accordo separato sui modelli
contrattuale, e con essa la divisione tra i sindacati. Oggi
(23 luglio) è stato il turno degli artigiani a dire addio alle
vecchie regole. Imprese e sindacati del settore hanno infatti
firmato un’intesa che mettere in pratica il nuovo modello
basato sul Protocollo di Palazzo Chigi del 22 gennaio scorso:
a siglare il nuovo documento c’erano Confartigianato, Cna,
Casartigiani, Claai e da Cisl e Uil. Non la Cgil, che continua
a ritenere inopportuno assecondare regole che a suo giudizio
peggiorano le condizioni dei lavoratori.
I rinnovi contrattuali, dunque, anche per i
dipendenti delle imprese artigiane verranno effettuati sulla
base del nuovo indice previsionale dell’inflazione (Ipca)
depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici
importati e costruito sulla base di un parametro europeo.
“L’obiettivo - si legge in una nota sul sito web di
Confartigianato – è quello di mettere le imprese al riparo
dagli incrementi degli oneri derivanti dalle impennate del
costo dei prodotti energetici e, nel contempo, di migliorare i
salari dei lavoratori, contenendo le spinte inflazionistiche”.
L’accordo attuativo, spiega ancora la nota,
“conferma la contrattazione di secondo livello, valorizzando
il livello regionale”. Così “si aiuteranno i territori a
distribuire ricchezza dove viene prodotta e a fronteggiare
meglio le situazioni di crisi attraverso una contrattazione
mirata”. Viene inoltre avviato inoltre un processo di
semplificazione dei contratti esistenti che passano, fin dalla
prossima tornata contrattuale, dagli attuali 16 a 9 aree
contrattuali.
Come spiega Giorgio Merletti, vicepresidente
vicario di Confartigianato, il welfare verrà affidato agli
enti bilaterali: “Il nuovo modello – sottolinea – è in grado
di attuare finalmente il federalismo contrattuale e di
valorizzare la bilateralità per costruire un nuovo welfare ‘a
misura’ della nuova realtà sociale, economica ed occupazionale
e delle esigenze dell’artigianato e delle piccole imprese”.
auspicando “un ripensamento della Cgil “considerato che –
afferma ancora –l’accordo firmato oggi contiene molti aspetti
condivisi anche dalla stessa Cgil”.
IL NO DELLA CGIL. “Un’intesa peggiorativa del
modello contrattuale artigiano”. Con queste parole Susanna
Camusso, segretario confederale Cgil, commenta l’intesa che il
sindacato di corso d’Italia non ha voluto firmare. “Una scelta
esplicitamente politica, di divisione delle organizzazioni
sindacali. L’assumere l’accordo separato del 22 gennaio
diverso dal modello artigiano e l’esplicito rifiuto a
scorporare la parte sulla bilateralità per trovare una
soluzione condivisa e coerente con precedenti accordi non
hanno, infatti, nessuna spiegazione, se non la volontà di
rottura”. Per questo, conclude, “suonano inutili appelli a
ripensare. Mediti chi pensa che la divisione sia foriera di
buoni frutti”.
Del tutto diversa l’analisi di Paolo Pirani,
segretario confederale della Uil: “La contrattazione
regolamenterà la nuova bilateralità e diffonderà le nuove
tutele e prestazioni a tutti i lavoratori artigiani. A tal
proposito, tra le misure concordate, sono di particolare
rilevanza, la costituzione di un fondo sanitario integrativo,
e il contributo della bilateralità all’intervento pubblico in
materia di ammortizzatori sociali”.
23/07/2009 15:26
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