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Patto per il lavoro del terziario, distribuzione e servizi.
Arrivammo a Roma in 20,000 da tutta Italia, riempiendo Piazza Navona, giunti stremati ma soddisfatti di avere portato a termine una lunga stagione di lotte riuscite, ricordo durante il comizio del segretario nazionale della cgil Guglielmo Epifani e il segretario nazionale della Filcams-cgil Franco Martini, le lacrime, le emozioni, l'entusiasmo, la gioia ma purtroppo tutto questo entusiasmo e questa gioia si e interrotta quando il giorno 22 giugno 2009 dopo lunghi mesi di silenzio, arrivo alle 06,00 del mattino al lavoro e vengo accerchiato dai delegati della Fisascat-Cisl, e della Uiltucs-Uil dicendomi: PAGLIACCI AVETE FIRMATO IL CONTRATTO NAZIONALE TALE E QUALE A QUELLO CHE AVEVATE RIFIUTATO UN ANNO FA' , NON SAI NULLA?? Rimasi di PIETRA, MORTIFICATO, mi misi subito in contatto con la Filcams e chiesi spiegazioni,risposta? è stato firmato un patto per il lavoro contro la crisi ci sarà un direttivo dei delegati il 25-6-09, allora pensai "cosa centra il ccnl?", vado al direttivo e ci viene presentato un testo di 3 pagine; comincia la lunga spiegazione concludendo che questo patto farà parte integrante dell ccnl siglato separatamente da fisascat e uiltucs il 18-luglio 2008, bene,collegai subito la presa in giro di quella mattina dei colleghi della fisascat e della uiltucs che mortificarono tutti i sacrifici delle lotte citate sopra dandomi come etichetta finale di" PAGLIACCIO", con l'aggiunta di "VI HANNO PRESO IN GIRO", beh dico io, non male come risultato. Al direttivo quella mattina ci fù il gelo, nessuno riuscì ad intervenire concretamente su un documento da analizzare in poche ore che avrebbe richiesto un'informazione preventiva prima di un confronto alla pari, in sostanza, fù una presa d'atto più che un confronto, ora sono già partite le assemblee sulla consultazione e votazione nei luoghi di lavoro per l'approvazione; penso che prima di fare questo si sarebbe dovuto fare prima un’assemblea nazionale dei delegati e delle delegate, degli iscritti e delle iscritte del settore che hanno lottato sul campo, come quella che aveva già bocciato il contratto separato,in sostanza mi sento di condividere a pieno alcune riflessioni e valutazioni della compagna Dora Maffezzoli (CD CGIL Nazionale). Dopo un anno, attraverso un accordo fra le parti, definito "Patto per il lavoro"la Filcams accetta ciò che un anno fa riteneva, a ragione INACCETTABILE. Nulla del Patto per il lavoro modifica il CCNL separato. Ne per quanto attiene il lavoro domenicale e ancor più GRAVE, NULLA DI NULLA SU APPRENDISTATO. E' cosi fondata questa affermazione, che se non bastasse il Testo del Patto, nel quale per quanto attiene ai 2 nodi (lavoro domenicale e Apprendistato) non vi e' alcunché che ci permetta di dire che qualcosa si e' modificato, che, una delle due organizzazioni firmatarie dell'accordo separato del 18 luglio2008, onde evitare confusione il giorno successivo alla firma del Patto, in un comunicato alla sue strutture dice chiaramente che nulla e' cambiato. Che vale integralmente il Testo sottoscritto il 18 luglio 2008. Sottolinea che anche per quanto attiene al lavoro domenicale il CCNL e' attivo senza alcuna modifica, arrivando a sostenere che lo spazio contrattuale di 2° livello per la discussione e l'accordo sul lavoro domenicale si e' esaurito trascorsi i 4 mesi dalla sottoscrizione dell'accordo del 18 luglio 2008. I datori di lavoro, che magari, sino ad ora non avevano rivendicato l'applicazione del CCNL sul lavoro domenicale, proprio per la non sottoscrizione della Filcams, ora applicano il CCNL, senza prevedere alcun confronto a livello di filiale, richiamandosi anche alla sottoscrizione del Patto. I contenuti del Patto per quanto attiene i nodi della crisi, contiene degli indirizzi positivi. Positivo e' l'impegno da parte delle imprese a fronte della crisi, a non attuare atti unilaterali, come e' condivisibile, auspicare per il lavoro dipendente un fisco più equo anche attraverso le detrazioni; non condivisibile, invece rivendicare la detassazione del salario legato alla produttività, cosi come non e' condivisibile richiedere una minor tassazione delle imprese. (ma l'evasione abbiamo dimenticato chi ne e' artefice? Non certo i lavoratori dipendenti visto che contribuiscono per l'85%delle entrate!). Dunque se Il patto per il lavoro può essere uno strumento per affrontare l'attuale crisi, esso , non doveva essere utilizzato quale strumento per rientrare nel CCNL del terziario, poiché non affronta realmente i problemi che videro la non sottoscrizione da parte della Filcams. Sarebbe stato, invece, utile per gli INDIRIZZI CONTENUTI NEI CONFRONTI DELLA CRISI, che esso fosse stato un PATTO PER IL LAVORO, sottoscritto tra la Confcommercio e Filcams-Fisascat-Uiltucs e da estendere a Tutti i settori che fanno riferimento a Confcommercio (turismo, Imprese pulimento, studi professionali ecc ecc.) i quali sicuramente subisco anch'essi gli effetti della crisi in atto. NON USATO, PER SUPERARE, LA NON SOTTOSCRIZIONE DEL CCNL DEL TERZIARIO DA PARTE DI FILCAMS-CGIL poiché come illustrato, non risolve i nodi che avevano impedito alla Filcams-Cgil il 18 luglio 2008 di sottoscriverlo. Rimangono
inoltre irrisolti i
nodi delle regole democratiche e la partecipazione dei
lavoratori e lavoratrici. il problema che sull'accordo sono tutti impegni quelli che si sono presi, e le parole pesano come pietre, (uno si può impegnare ma poi può anche non riuscirci, e quindi? applico quello che ho sul ccnl) speriamo che non finisca così sul modello contrattuale, bene, la cgil decanta sempre l'unità, perchè i lavoratori ce lo chiedono, i lavoratori non chiedono questo tipo di unità che ci ha accompagnato negli ultimi 15 anni, come mai sindacato unito ha diviso i lavoratori? SERIE A,B,C,D,E,F,G,H,I, guardiamo un pò, contratto a termine, interinali, tutti senza copertura se restano a casa, CONTRO I PRIVILEGIATI A TEMPO INDETERMINATO, riforma delle pensioni: I VECCHI AVRANNO UNA PENSIONE QUASI DIGNITOSA E I GIOVANI SARANNO MORTI DI FAME. Legge 30: FRANTUMA LA COLLETTIVITà CREANDO COMPETIZIONE E TERRORE. Legge biagi: RENDE I LAVORATORI UN PRODOTTO DA ESPORRE NEGLI SCAFFALI DOVE I PADRONI VANNO CON IL CARRELLO A FARE LA SPESA. Salari al 23 esimo posto in europa PER VIA DELL'ACCORDO DEL 93 CHE PERMETTE DI PAGARE GLI STIPENDI ANCORA IN LIRE MENTRE OGGI C'è L'EURO, TRADOTTO, STIPENDI DIMMEZZATI, tutto recepito, potrei andare avanti fino all'infinito, PENSIAMO CHE I LAVORATORI CHIEDEVANO QUESTO? I lavoratori nei posti di lavoro non chiedono unità, chiedono un sindacato forte che oggi non c'è. Oggi parlare di unità e soltanto ipocrisia dopo l'evidente complotto politico tra cis-uil confindustria e governo, tentando l'emarginazione della cgil, ancora c'è chi spera che tutto torni come prima, il sindacato unito va bene ma con gli stessi valori e ideali; bene,la cgil si è fermata al 4 aprile, le categorie allo sbando senza una linea comune SUL MODELLO CONTRATTUALE, penso che la cgil debba prendere una decisione, o diventare un sindacato di classe,o collaborativo all'insegna dell'unità,cito una barzelletta,(ci sono 2 matti che scappano dal manincomio, ci sono 100 cancelli da superare, arrivano al 99 e uno dice all'altro"sei stanco?" l'altro"si" "allora torniamo indietro"). Ecco,questo sarebbe meglio evitarlo. Speriamo di non arrivare al lavoro alle 6,00 del mattino e beccarmi questa volta un "IMBECILLE, AVETE FIRMATO IL MODELLO CONTRATTUALE CHE AVETE RESPINTO UN ANNO Fà".
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