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G.Cremaschi: “Da Melfi a Mirafiori: no al salario flessibile e alla filosofia dell’accordo separato sul sistema contrattuale” Nota stampa. Gli scioperi di Mirafiori, quelli di Melfi, gli altri che si stanno diffondendo in altri gruppi e aziende del Paese, hanno tutti lo stesso punto in comune: (...) il rifiuto della variabilità e della flessibilità
del salario. La Fiat, nonostante che vanti pubblicamente i
migliori risultati nel mondo dell’auto, ha deciso di tagliare i
suoi premi. Invece che i 1.000-1.100 euro distribuiti l’anno
scorso, oggi annuncia che non pagherà più di 500-600 euro. E’ un
brutale taglio dei salari, che si aggiunge alle Casse
integrazioni, al peggioramento delle condizioni del lavoro, al
licenziamento dei precari, all’attacco ai diritti. C’è una Fiat
dell’immagine, della propaganda, della santificazione del suo
amministratore delegato, e c’è una Fiat della realtà, nella
quale i lavoratori stanno pagando ingiustamente tutti i costi
della crisi. Gli scioperi di Melfi e Mirafiori dicono
chiaramente che, nonostante la crisi e le sue paure, i
lavoratori cominciano a ribellarsi e a rifiutare di pagare
tutto. Roma, 14 luglio 2009
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