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Giorgio Cremaschi - La rottura con la Cisl di Bonanni è strategica Il segretario della Cisl ancora una volta adotta il linguaggio antico del sindacalismo rinunciatario. Su Il Sole-24 Ore elogia il governo, si allea con le aziende, rifiuta qualsiasi manifestazione. Siamo al punto che la Cisl si rifiuta persino di scioperare con Cgil e Uil dopo la strage di Viareggio. (...) Con Bonanni la Cisl è diventata il sindacato più
moderato e remissivo d’Europa. La sostanza è che c’è un evidente
patto politico-sindacale che lega la presidenza della
Confindustria - meglio ancora la sua vicepresidenza –
Berlusconi, Sacconi e Bonanni. Questo mentre la crisi sociale si aggrava e le ingiustizie distributive crescono vertiginosamente, come dimostrano anche gli ultimi dati sugli stipendi dei grandi manager. E’ chiaro che a questo punto il conflitto sociale che si prepara e che sarà inevitabile, vedrà il più delle volte la Cisl non nel campo della lotta, ma sul banco degli accusati, per la complicità praticata con governo e Confindustria. Per la Cgil questo significa inevitabilmente la definitiva conclusione di una fase di rapporti unitari e la necessità di trovare un'altra strada, sia nel rapporto con le lavoratrici e i lavoratori, sia in quello con gli altri sindacati. Giorgio Cremaschi Roma, 2 luglio 2009
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