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Della Valle licenzia ingiustamente un delegato FILTEA - CGIL ma il Giudice gli impone il reintegro
Tra rappresentante sindacale e datore di lavoro è
improponibile qualsiasi vincolo di subordinazione
Il Giudice del Tribunale di Ascoli Piceno dispone il
reintegro nel posto di lavoro di un Rappresentante
Sindacale della FILTEA CGIL , ingiustamente licenziato da
Diego Della Valle, patron della Tod's. Il rappresentante
sindacale si era “permesso” di criticare con toni caustici
e coloriti il comportamento del titolare della Tod’s per
il comportamento che egli aveva avuto nei confronti di
compagni di lavoro rivendicando rispetto per se e per i
colleghi. Dice il giudice: “le espressioni usate possono
certamente considerarsi esagerate e inopportune ma non vi
è dubbio che inserite nel contesto rappresentino una
orgogliosa rivendicazione del ruolo sindacale (si pensi
alla non accettazione del Bonus come regalia concessa dal
datore di lavoro e non invece come diritto acquisito
attraverso contrattazione collettiva) e della dignità dei
lavoratori” . Insomma ricordare che, nella sostanza, 'A morte 'o
ssaje ched''e?...è una livella, come ci ricordava Totò,
non può essere considerata una minaccia di morte ma
semplicemente un “richiamo all’umiltà” come dice il
giudice Emilio Pocci e che l’attività di rappresentante
sindacale “ si pone su un piano paritetico con il datore
di lavoro che esclude che sia proponibile un qualsiasi
vincolo di subordinazione” come dice la Suprema Corte di
Cassazione con la decisione dell’8 novembre 1995, n. 11436
come ci ricorda nella sua nota allegata Carlo De Marchis.
23-06-2009 - dal sito "Giuridico" della Cgil
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