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ATITECH
Sindacati assenti, lavoratori 48 ore in
assemblea
Se i sindacati sfuggono al rapporto con i lavoratori, beh, non è
che sia proprio tutto normale. Da due giorni, a Napoli, sono in
assemblea permanente i lavoratori dell'Atitech, una delle
storiche officine di manutenzione Alitalia. Stupefacente il
motivo: chiedono che i sindacati si presentino a spiegare - in
assemblea - come staino andando le cose per questo ramo
d'azienda che Cai non vuole, che Fintecna ha mollato e
Finmeccanica disdegna. Iniziata alle 15 di mercoledì, con
l'ingresso del turno pomeridiano, l'assemblea - indetta dall'SdL,
sindacato di base centrale in tutta la vertenza Alitalia - è
proseguita nella notte e nelle giornata di ieri, coinvolgendo i
lavoratori di tutti i turni. In mattinata c'è stato anche un
mini-blocco di via dell'Aeroporto, che ha fatto muovere subito
la polizia.
Nel volantino distribuito «I lavoratori chiedono, data la
drammatica situazione che stanno vivendo, un'assemblea generale
con tutte le organizzazioni sindacali al fine di stabilire tutte
le iniziative necessarie per il rispetto degli impegni assunti
dal governo, indispensabili per garantire un futuro certo
all'azienda. Il quadro che sta emergendo, anche a seguito
l'incontro di Palazzo Chigi del 24 aprile scorso, desta pesanti
preoccupazioni per il futuro dell'azienda e di conseguenza del
mantenimento dei livelli occupazionali, salariali e normativi.
Contrariamente da quanto previsto dagli impegni assunti dal
Governo, le soluzioni prospettate con la fuoriuscita di Fintecna
e il minimo impegno di Cai e Finmeccanica, fanno venire meno le
necessarie garanzie finanziarie e soprattutto industriali per un
reale sviluppo e consolidamento di Atitech che unitamente ad AMS
e la DMO di Fco, rappresenta un polo di eccellenza manutentiva
riconosciuto in tutto il mondo».
E i sindacati che dicono? Un loro comunicato attacca l'assemblea
come «controproducente» e rimanda qualsiasi ipotesi di
mobilitazione alla fine della «due diligence da parte dell'unico
interessato» ad Atitech. Alla fine, però, viene invocato anche
«il clima elettorale» che «concentra l'attenzione del paese su
altri fronti». Sembrerebbe una nuova teoria: quando ci sono le
elezioni, inutile interessarsi delle preoccupazioni dei
lavoratori.
5.6.09 |