Fabio Sebastiani
Cremaschi: «Al congresso con un
documento alternativo»
"La crisi la devono pagare i ricchi". Linguaggio popolare e
obiettivi mirati: con questo slogan la "Rete 28 aprile" terrà
oggi a Milano la sua assemblea generale. Un appuntamento che va
ad ingrossare il già poderoso carnet delle iniziative
"precongressuali" della Cgil. La sinistra è alle prese ancora
con alcune manovre preliminari. Il nodo, sembra di capire, è
quello del documento alternativo o meno. «Faremo il documento
alternativo», dichiara Cremaschi. All'assemblea interverranno
sia Gianni Rinaldini (segretario generale della Fiom) e Nicola
Nicolosi, tradizionali alleati della "Rete 28 aprile", sia Carlo
Podda. Liberazione ha intervistato Giorgio Cremaschi, leader
della Rete 28 aprile.
Un congresso davvero difficile con un occhio dentro e uno fuori
la Cgil.
Il sindacato è sotto un attacco costituente teso a cambiare la
natura stessa del sindacato. Il Governo intende stravolgere
tutti gli articoli della Costituzione della Repubblica, dalle
gabbie salariali al contratto nazionale alla democrazia e
all'equa retribuzione. Del resto, l'accordo separato è un
modello di sindacato: aziendalismo di Stato sostenuto dal potere
pubblico e completato dagli enti bilaterali. La domanda da porsi
è se la Cgil ci sta o meno. Noi crediamo che il "No" debba
essere costituente e basato su conflitto, uguaglianza e
democrazia. Insomma, quanto accaduto in questi mesi in Cgil non
può e non deve essere considerato un semplice incidente di
percorso, corretto dal solito sindacalismo moderato pronto ad
agitare la bandiera del "siamo tutti sulla stessa barca". Il
sindacato non si può permettere di adottare il veltroniano "ma
anche".
Eppure la ricerca del confronto unitario non sembra cessare mai
del tutto.
Il Primo Maggio abbiamo toccato il fondo. Una unità di vertice
basata sulla moderazione e sulla accettazione della
destrutturazione sindacale dentro le linee dell'accordo separato
del 22 gennaio. Dentro quel perimetro non ci può essere una
unità organica. E su questo bisogna aprire uno scontro di linea.
E il congresso è una occasione per scegliere. Gli iscritti
devono essere messi in grado di scegliere sulle diverse
posizioni che ci sono in Cgil.
Non mi sembra però che la sinistra goda di ottima saluta in
quanto a linea.
Noi diremo esplicitamente che questo congresso si fa a mozioni
alternative. Non è possibile un congresso a tesi che poi vuol
dire un documento unico. Voglio ricordare che attualmente,
mentre la Flai ha presentato una piattaforma unitaria per il
rinnovo del contratto, la Fiom ne ha una alternativa. Questo non
è un congresso di principi e basta. Sarebbe disonesto esibirlo
in tal modo verso gli iscritti. Su tutto il resto siamo
disponibili a discutere. La piattaforma alternativa non deve
riguardare solo gli ultimi mesi ma gli ultimi anni, ovvero la
fase della concertazione il rapporto pubblico privato, il
salario e il welfare, e anche il reddito sociale. Insomma, una
piattaforma nuova. La dico in un altro modo,, così come c'è
stata una uscita da destra dalla concertazione, va rivendicata
una uscita da sinistra.
La sinistra era partita un mese fa con uno schieramento diciamo
inclusivo, poi mi sembra che sulla precarietà si sono registrate
posizioni diverse.
Siamo contrari al contratto unico. Bisogna andare verso un nuovo
sistema dei diritti ma senza nessuna strizzatina d'occhio alla
riduzione degli stessi, tipo articolo 18. La storia ha
dimostrato che se si riduce da una parte non è detto che poi
dall'altra ce ne sono di più. La miriade di contratti precari va
superata ma l'articolo 18 non si tocca.
Non credi che il rischio di questo congresso sia ancora una
volta tutto politico. Cioè, davanti ci sono le elezioni
politiche.
Il collateralismo con il Pd deve finire. Non considero positiva,
per esempio, l'operazione che la Cgil sta facendo sul quotidiano
l'Unità. L'indipendenza della Cgil dalla politica è centrale. E
poi aggiungo che c'è un problema di gruppi dirigenti, ovvero il
congresso deve elaborare un gruppo dirigente in grado di
scontrarsi sul serio.
15/05/2009 - da Liberazione