Più soldi alle paritarie. Mentre l'Esecutivo taglia 8 miliardi (e 134 mila
posti in tre anni) alla scuola pubblica il Parlamento impegna il governo perché
nei prossimi mesi aumenti i finanziamenti alle scuole private. I promotori delle
mozioni approvate dalla Camera durante la seduta dello scorso 6 maggio sanno che
il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, sta predisponendo la Finanziaria per
il 2010. Due delle tre mozioni che hanno incontrato il consenso dell'aula di
Montecitorio, nella sostanza, chiedono dapprima di restituire alle scuole
paritarie il "maltolto" (leggasi taglio effettuato con la legge finanziaria del
2009) e, successivamente, di allargare i cordoni della borsa.
Sull'esigenza di supportare le scuole paritarie, che vedono impegnata sul campo
la chiesa cattolica, si è realizzato alla Camera un accordo abbastanza largo che
ha coinvolto un pezzo dell'opposizione. La mozione che senza troppi preamboli
chiede al governo di "incrementare le risorse destinate al sistema paritario" è
quella sottoscritta da una trentina di deputati del Pdl (tra i quali Cicchitto e
Cota, due uomini molto vicini al presidente del consiglio Berlusconi), della
Lega e del Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo.
La questione viene affrontata partendo da molto lontano. Occorre "realizzare
interventi - si legge nel testo - volti a facilitare e promuovere le condizioni
per l'effettiva libertà di scelta educativa delle famiglie fra scuole statali e
paritarie". Una richiesta che potrebbe addirittura apparire legittima se non
determinasse il fatto che per "realizzare tali condizioni" bisogna
"incrementare, fin dal disegno di legge finanziaria per il 2010, le risorse
destinate al sistema paritario". Ma non solo. Per "facilitare la scelta
educativa delle famiglie" è necessario "uno specifico strumento legislativo che,
con risorse aggiuntive dello Stato, realizzi interventi speciali a sostegno
della libertà di scelta educativa" dei genitori italiani.
I deputati hanno le idee chiare in merito. La risposta è data da
"mix di strumenti quali: buoni scuola per la copertura, in tutto o in parte, dei
costi di iscrizione e di frequenza in scuole paritarie; detrazioni fiscali a
favore delle famiglie che iscrivono i figli presso scuole paritarie in misura
adeguata a ridurre significativamente gli oneri, calibrate a scalare per le
famiglie con i redditi più bassi". Sarà d'accordo Tremonti che l'anno scorso ha
fatto andare su tutte le furie i vescovi italiani tagliando 133,4 milioni al
sistema paritario, per poi dovere tornare sui suoi passi e restituirne 120?
Ma non basta: mancano all'appello 13,4 milioni ai quali le scuole paritarie non
intendono rinunciare. E con una formula piuttosto criptica i richiedenti
invitano il governo "ad adottare iniziative per recuperare le risorse mancanti
affinché la situazione dei finanziamenti alla scuola paritaria per l'esercizio
finanziario del 2009 ammonti sostanzialmente a quelli assegnati nell'esercizio
finanziario 2008": circa 500 milioni. Cifra che ai gestori delle paritarie
sembra insufficiente e che potrebbe essere incrementata di altri 100 milioni.
Anche l'Udc, con nove deputati, scende in campo a favore delle scuole paritarie
chiedendo al governo di "garantire la certezza dei finanziamenti e dei tempi di
erogazione delle risorse per le scuole paritarie" e "il ripristino integrale
delle risorse sottratte alle scuole paritarie dalla manovra economica". Ma non
solo: i deputati di Pier Ferdinando Casini battono cassa per centinaia di
milioni di euro. Occorre "ripristinare per il 2009 - si legge nella richiesta -
il finanziamento di 240 milioni di euro per il sistema di istruzione e
formazione professionale, recuperando, inoltre, i 440 milioni di euro relativi
ai due anni precedenti".
(11 maggio 2009)
- da Repubblica