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PENSIONI
Operai e cococò pagano per
vescovi e manager
Inps in attivo, ma i conti sono
iniqui
L'Inps, anche
nel caso di una decrescita del Pil del 2% nel 2009,
chiuderà l'anno con un attivo di esercizio di 2,9
miliardi.
Tutto bene quindi? Niente affatto: questo risultato
positivo nasconde enormi iniquità. Il sollievo
provato per questi buoni risultati, che sottraggono
motivazioni a chi vorrebbe ennesimi tagli al sistema
previdenziale, non deve costringerci in una
silenziosa difensiva. Infatti il risultato positivo
è frutto di un gigantesco trasferimento di risorse
da operai, parasubordinati, disoccupati e
cassintegrati verso i lavoratori autonomi. I fondi
degli autonomi sono idrovore fuori controllo.
Il fondo storico dei lavoratori dipendenti, quello
che rappresenta il 95,5% dei dipendenti, chiuderà
l'anno con un attivo di oltre 6 miliardi,
consolidando una serie positiva che dura dal 2004.
Nel comparto lavoratori dipendenti sono stati però
caricati fondi pensione (i cosiddetti «fondi
speciali») strutturalmente in passivo: dal 1996 l'ex
fondo trasporti, dal 2000 l'ex fondo telefonici ed
elettrici, e infine dal 2003 il fondo dei dirigenti
Inpdai. Questi fondi, cumuleranno un passivo
previsto in 7,5 miliardi di euro, oltre il 40%
determinato dal fondo dei dirigenti di impresa.
Il comparto dei lavoratori dipendenti, nonostante
l'appesantimento di questi fondi, chiuderà comunque
con un attivo di 4, 5 miliardi, grazie all'avanzo di
5,5 miliardi delle prestazioni temporanee (il fondo
nel quale i lavoratori versano i contributi
destinati alle cig, disoccupazione, malattia,ecc.).
Per la precisione grazie ai risparmi su
cassintegrati, licenziati e ammalati, tutto il
comparto dei dipendenti (fondo storico, fondi
speciali e fondo per le prestazioni temporanee) è in
attivo dal 2000 e sono stati persino «prestati» (un
eufemismo dei bilanci Inps) 35 miliardi ai fondi
passivi degli autonomi, che non restituiranno mai.
Sempre grazie al grande avanzo cumulato dalle
prestazioni temporanee pari a 184 miliardi di euro,
l'avanzo cumulato del comparto lavoratori dipendenti
è previsto in 60 miliardi di euro.
Dove è finito l'avanzo cumulato dai dipendenti e
dove finirà il loro attivo del 2009?
Esistono altri fondi in profondo rosso sui quali
esiste una straordinaria e sospetta disattenzione.
Parlo dei fondi dei lavoratori
autonomi,(coltivatori, artigiani e commercianti) che
si prevede chiuderanno l'anno con un passivo di
esercizio di 9,6 miliardi e un passivo cumulato
negli anni di 73 miliardi.
Un altro fondo in forte passivo (-1,7 miliardi) è
quello del clero.
Il passivo cumulato dai fondi degli autonomi e del
clero assorbe l'intero attivo dei parasubordinati
pari a 57,8 miliardi e circa 17 miliardi dagli altri
fondi, sopratutto dalle prestazioni temporanee dei
lavoratori dipendenti.
Insomma operai, parasubordinati, cassintegrati,
disoccupati e ammalati pagano le pensioni di clero,
artigiani, agricoltori, commercianti e dirigenti.
Solidarietà curiosa, limpido esempio di come lo
Stato in materia previdenziale ridistribuisca dai
più poveri ai più abbienti! Ma Tremonti non amava
presentarsi come un novello Robin Hood? Eppure la
legge concede a lui e a Sacconi il potere di
intervenire per riportare l'equilibrio.
Il comparto lavoratori dipendenti - con una pensione
media di 10.887 euro annui - col suo attivo sostiene
fondi con pensioni medie dai 25.000 euro di
telefonici ed elettrici, fino ai 48.686 euro (Inpdai)
e chi ha meno ancora, come i cassintegrati o
licenziati, reggono tutto il complesso. L'aspetto
più iniquo è che i meno abbienti pagano contributi
pari al 33% della retribuzione (lavoratori
dipendenti) o 25 % (parasubordinati) per sostenere
coloro che pagano il 20% su redditi dichiarati
irrealisticamente bassi, molto lontani dalla realtà,
visti i beni reali accumulati da certe categorie.
Quindi l'Inps avrebbe le risorse per rispondere alle
esigenze manifestate dai sindacati di sostenere con
normative estensive o migliori i cassintegrati e i
disoccupati, se i contributi versati dai lavoratori
per queste finalità non venissero utilizzati per
altri fini.
Inoltre nonostante gli allarmismi sulla crescita del
numero dei pensionati che giustificarono prima lo
scalone e poi lo scalino le pensioni si sono ridotte
di 18.500 unità. Anche qui però dimuinuiscono quelle
dei lavoratori dipendenti (- 81.000) e aumentano
quelle degli autonomi (+61.900).
L'Inps chiuderà l'anno con un patrimonio netto
cumulato negli anni di 46,4 miliardi. Sono soldi
disponibili per l'Inps? No, grazie alla tesoreria
unica, sono effettivamente del Tesoro che li usa nel
bilancio dello Stato. Il cerchio si chiude:
Berlusconi non mette le mani nelle tasche degli
italiani, ma in quelle dei lavoratori sì.
di
di Gian Paolo Patta
10-5-2009 (Manifesto) |