Accordo quadro regionale sugli ammortizzatori sociali in deroga: La Cgil Lombardia arretra…

L’accordo sottoscritto il 4 di maggio da CGIL-CISL-UIL lombarde sugli ammortizzatori sociali in deroga è del tutto insufficiente a fronteggiare l’attuale crisi economica (...)

L’accordo sottoscritto il 4 di maggio da CGIL-CISL-UIL lombarde sugli ammortizzatori sociali in deroga è del tutto insufficiente a fronteggiare l’attuale crisi economica che si è abbattuta, e si abbatterà, come” una valanga” sulle lavoratrici e sui lavoratori. Limita ulteriormente la contrattazione di secondo livello impedendo gli anticipi dell’indennità da parte delle imprese, dopo un accordo aziendale.

Non poteva essere altrimenti, considerando che si ispira alla legge 2 del 2009, fortemente criticata anche dalla CGIL nazionale.

L’estensione ad alcune categorie di lavoratori oggi esclusi (i somministrati, i soci delle cooperative, i contratti a termine) prevede, però, il vincolo di requisiti minimi che non garantiscono erga omnes la tutela di tutti coloro che in questi mesi hanno perso e perderanno il posto di lavoro, o occupati presso aziende in crisi. Inoltre i Co.Co.Pro., i lavoratori a progetto, che sono molti in Lombardia e molti rappresentano contratti subordinati mascherati, sono completamente esclusi!

Nonostante l’accoro siglato il 4 di maggio sia retroattivo, la copertura è a partire dal 1 di marzo. Ciò significa che tutte le lavoratrici e i lavoratori che sono stati oggetto di crisi aziendali nei primi due mesi del 2009 sono esclusi!
In origine la legge nazionale indicava la copertura dall’inizio dell’anno.

La durata biennale dell’accordo è negativa: siamo di fronte ad una crisi che non vede sbocchi nei prossimi mesi, il 2010 rischia di essere ancora peggiore e, dunque, questi strumenti rischiano di essere ancora più insufficienti.

Le risorse previste sono esigue. 1 miliardo e 500 milioni di euro potrebbero coprire solo 50 mila richieste di 12 mesi. Viene poi consolidata ed estesa la bilateralità, tanto criticata anche dalla CGIL nella riforma dei modelli contrattuali del 22 di gennaio, in quanto le risorse passano attraverso gli enti bilaterali. Proprio in questa fase dove la Cgil nazionale cerca di tenere la barra contro l’accordo sul nuovo modello contrattuale.

Per queste ragioni esprimiamo un forte dissenso: le lavoratrici e i lavoratori hanno bisogno, in questa fase, di risposte più efficaci.


Milano, 9 maggio 2009
Rete 28 Aprile/Lombardia