Giorgio Cremaschi: Cancellate le elezioni delle RSU nel pubblico
impiego
Tecnicamente è un colpo di stato. E’ giunta
infatti notizia che nel Decreto legislativo attuativo della legge Brunetta
sul pubblico impiego, sarà stabilita la proroga delle Rappresentanze
sindacali unitarie per altri tre anni. Nella sostanza non si procederà a
rieleggere le Rsu alla loro scadenza, ma esse continueranno a operare
senza essere state votate. La prima scadenza che rischia di essere
cancellata è quella di fine anno, quando, guarda caso, si dovrebbero
rinnovare le Rsu della scuola. Cioè quelle nelle quali più si potrebbe
verificare il rifiuto della controriforma Gelmini e della subalternità ad
essa dei sindacati amici del governo, Cisl, Uil, Ugl e altri. (...)
Il 30 aprile è stata sottoscritta da Cisl e Uil l’intesa separata sulle
regole contrattuali per il pubblico impiego, un intesa che, se possibile,
peggiora le norme dell’accordo separato del 22 gennaio. Contemporaneamente
il governo cancella le elezioni delle Rappresentanze sindacali. E’
evidente quello che sta avvenendo: si sta costruendo un sistema
autoritario, un vero e proprio regime sindacale, nel quale la democrazia,
il diritto dei lavoratori a scegliere chi li rappresenta e a decidere
sulla contrattazione, è semplicemente abolito.
Gli accordi separati non sono stati sottoposti a referendum, da quelli
confederali a quello della Fincantieri. In un solo caso si è votato: alla
Piaggio, dove Fim e Uilm erano sicure di vincere. Ora non si dovrebbe
votare più per tre anni per le Rsu nei settori pubblici. E tutto questo
avviene nel sostanziale silenzio della stampa e dell’opinione pubblica,
come se il mondo del lavoro fosse già a parte e i suoi diritti democratici
estranei a quelli di tutti i normali cittadini.
E’ una situazione gravissima che nasce dall’accordo politico tra governo,
Cisl e Uil e Confindustria di gestire assieme la crisi, cancellando la
democrazia e la partecipazione sindacale. Chi nella Cgil continua a
illudersi sulla possibilità di ripristinare a breve l’antica unità, è
servito. Si può essere uniti con Cisl e Uil solo accettando di essere una
minoranza senza diritto di voto. E, soprattutto, accettando che siano il
governo e la Confindustria a decidere qual è la rappresentanza sindacale
dei lavoratori.
Roma, 6 maggio 2009