Sicurezza sul lavoro

Testo unico, le regioni bocciano Sacconi

Con la sola eccezione della Lombardia, la Conferenza delle regioni esprime parere negativo sulle modifiche alla normativa in materia di sicurezza sul lavoro. Norma salva manager, appello dei giuristi: non va riscritta, ma cancellata

 

Il decreto correttivo al testo unico sulla sicurezza sul lavoro elaborato dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi non piace alle regioni. Tutte, con l'esclusione della Lombardia, hanno infatti bocciato oggi in sede di Conferenza delle regioni il testo proposto dal Governo, esprimendo un parere negativo. Tra le motivazioni addotte ci sarebbe l'invasione delle competenze regionali.

Il presidente della Conferenza, Vasco Errani, ha spiegato che il parere negativo "si concentra principalmente sugli articoli 2 bis e 10 bis del provvedimento". "Il primo – spiega Errani - mette in discussione le competenze delle regioni e propone un sistema di controlli non credibile". Il secondo articolo è la norma salvamanager che, come denunciato dalla Fiom, scagionerebbe i vertici aziendali da responsabilità dirette in caso di gravi incidenti quando l'evento "sia imputabile" al fatto colposo del preposto, dei progettisti, dei fabbricanti, dei fornitori, degli installatori, del medico competente o del lavoratore. Le regioni hanno bocciato l’articolo, sottolinea sempre Errani, perché “attraverso un eccesso di interpretazione della delega, si costruisce un sistema che, di fatto, mette in discussione responsabilità anche precedenti come nel caso del processo Thyssen che si troverebbe in una difficile situazione".

Il decreto correttivo approvato dal Consiglio dei ministri il 27 marzo intacca profondamente la normativa varata dal governo Prodi (il Dlgs 81). Vengono modificati 136 articoli su 306. Gli interventi più sostanziali riguardano il dimezzamento delle sanzioni alle imprese non in regola, l’introduzione (già varata col dl milleproroghe) delle visite preassuntive (vietate dallo Statuto dei lavoratori), la limitazione delle Rsu e del sindacato nella contrattazione delle condizioni di lavoro che hanno ripercussioni sulla salute e sicurezza.

Per il momento l’unica marcia indietro del ministro Sacconi è proprio sulla norma salva manager. Il ministro si è impegnato a riscriverla, in seguito alle critiche dei familiari delle vittime della ThyssenKrupp e del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Stando a un appello lanciato da professori di diritto penale e di altre discipline giuridiche, però, quella norma “non può essere 'riscritta', ma che va completamente cancellata”. Altrimenti – si legge nell’appello lanciato da Giorgio Marinucci, “si stravolgerebbero i principi consacrati nel codice penale, spogliando i soggetti che rivestono posizioni al vertice dell'impresa del loro indiscusso ruolo di garanti della vita e dell'incolumità fisica dei lavoratori: cesserebbero i loro doveri di controllare le eventuali negligenze dei preposti e dei medici aziendali, e di scegliere con oculatezza e diligenza i soggetti esterni all'azienda”.

29/04/2009 15:47