È una “vera e propria controriforma”. Così la Cgil definisce
nel documento approvato dal direttivo Il testo del governo sulle sicurezza sul
lavoro. “In sintesi - sottolinea il sindacato di Corso Italia - il governo
costruisce una normativa tesa a salvaguardare, a proteggere e a rinforzare gli
interessi e la centralità dell'impresa a scapito del lavoro”.
Nella lettura del direttivo, infatti, le modifiche al Testo
unico del 2008 riducono “le possibilità di tutela della salute e la sicurezza
dei lavoratori e delle lavoratrici” e “il senso dei corposi correttivi
proposti dall’esecutivo si pone in contrasto con ben tre capisaldi del
diritto: il codice civile, il codice penale e lo Statuto dei Lavoratori, con
la prevedibile apertura di diffusi contenziosi che potrebbero essere però
risolti in radice se dovesse passare la riforma del processo del lavoro,
quella che prevede che gli enti bilaterali possano certificare non solo la
qualificazione del rapporto di lavoro, ma anche i contenuti del rapporto,
inibendo a quel punto l'intervento del giudice”.
Le conseguenze di questa “manomissione”, si legge ancora nel
documento, “sono una limitazione grave dei diritti individuali dei lavoratori,
mettendone in discussione strumenti fondamentali di tutela; una limitazione
dei diritti collettivi e di rappresentanza; si snatura la funzione di
rappresentanza assegnandole compiti e funzioni improprie; una sostanziale
deresponsabilizzazione del datore di lavoro, si svuota il sistema
sanzionatorio”.
Tra i capisaldi 'contro-riformatori', prosegue la Cgil, ci
sono l'art. 2 bis e l'art. 15 bis della bozza di decreto correttivo. In
particolare, con il secondo “si dà una interpretazione restrittiva sia del
codice penale ('non impedire l'evento equivale a cagionarlo') che di quello
civile (art.2087), trasferendo le responsabilità dal datore e dal dirigente
verso gli altri soggetti (preposto, medico competente, progettista,
lavoratore, lavoratore autonomo) in modo tale che se anche questi ultimi non
dovessero risponderne penalmente, però assolverebbero i primi dalle loro
responsabilità”. La Cgil nota in particolare che “tale norma, se confermata,
essendo più favorevole agli imputati, sarà esigibile direttamente anche nei
processi in corso (Eternit, Tyssen, ecc.)”.
“Per questo insieme di ragioni - conclude il documento - il
direttivo della Cgil impegna le proprie strutture a mantenere alta la
vigilanza e ad operare per rendere esplicite ed efficaci le convergenze, che
già sono vive nel Paese, con altri soggetti”.