Breve nota sul CD nazionale CGIL

Nel Direttivo Nazionale della Cgil del 21 e 22 aprile si è avviata la discussione verso il prossimo congresso. (...)

Guglielmo Epifani ha aperto i lavori con una relazione fiume sulla situazione economico/finanziaria internazionale contrastando le posizioni di Confindustria sulla fine della crisi. Epifani ha proposto di convocare il 18 e 19 maggio l’assemblea nazionale delle Camere del lavoro e ha indicato giugno come mese in cui si terrà l’Assemblea di programma. Ha poi toccato altri temi all’ordine del giorno, come il rinnovo dei contratti e il percorso di presentazione delle piattaforme non dando però chiare indicazioni di comportamento a chi li dovrà definire. Sul congresso ha confermato i tempi previsti, indicando luglio come mese in cui si riunirà il direttivo per eleggere la commissione che darà il via al percorso.

Vari interventi hanno chiesto maggiori indicazioni sui rinnovi contrattuali e sulle iniziative che la Cgil dovrà organizzare per contrastare l’accordo separato del 22 gennaio. Giorgio Cremaschi ha sostenuto che siamo in un regime e quell’accordo va contrastato in modo netto perché è parte di quel sistema. Sbaglia - ha detto, facendo un chiaro riferimento alla piattaforma degli alimentaristichi - chi pensa che presentando piattaforme unitarie si possa indebolire la posizione di Cisl, Uil e Ugl e del governo.

Lo stesso tema è stato ripreso da Gianni Rinaldini che ha specificato che sarà difficile evitare che nella stesura del testo dell’eventuale accordo degli alimentaristi non ci siano riferimenti all’accordo separato.

Nicola Nicolosi, Lavoro Società, invece, la pensa in modo diverso, rompendo nei fatti l’alleanza che si era determinata con Fiom e R28A: ha infatti sostenuto che gli alimentaristi hanno fatto bene a presentare una piattaforma unitaria.

Carlo Podda, segretario generale della FP, ha marcato in modo netto la sua posizione, facendo anche un’auto critica sugli errori fatti nel passato dalla Cgil e soprattutto sul protocollo sui cortei a Roma, che - ha detto - non va nella direzione giusta, anzi giustifica alcuni atteggiamenti repressivi di queste ultime settimane. La Cgil deve cambiare linea e consolidare il percorso contro l’accordo e contro le decisioni autoritarie del governo Berlusconi.

Nelle conclusioni Guglielmo Epifani ha sostenuto, tra le altre cose, che la Cgil non firmerà un accordo che fa rimandi anche generici all’accordo separato del 22 gennaio.
Sul documento conclusivo le compagne e i compagni della Rete 28 Aprile hanno chiesto che fosse tolto ogni riferimento alla piattaforma unitaria di maggio che non può rappresentare un elemento determinante per la definizione delle piattaforme. Sulla stessa linea, ma con alcune differenze, Gianni Rinaldini ha sostenuto che la piattaforma non può diventare l’unico riferimento per i rinnovi contrattuali. Alla fine la presidenza ha accolto le richieste della Fiom e però non ha soddisfatto del tutto quelle della Rete 28 Aprile e quindi le compagne e i compagni si sono astenuti.

A cura di Carlo Carelli

Roma, 23 aprile 2009