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Barilla - Un pericoloso cedimento della Flai-Cgil Intervista a Alberto Signifredi, Rsu Flai Barilla, Parma (...)
Leggendo il testo della piattaforma, la prima grossa anomalia che
salta all’occhio riguarda il fatto che si doveva rinnovare il biennio salariale
del precedente contratto, mentre invece la piattaforma riguarda, oltre alla
parte salariale, anche la parte normativa. Inoltre, il periodo contrattato non è
più biennale, ma triennale recependo così l’indicazione dell’accordo separato
sul modello contrattuale. L’aumento salariale previsto è di 173 euro. Un aumento
già insufficiente e che verosimilmente scenderà ulteriormente al tavolo delle
trattative con Federalimentare. Anche se l’aumento non è stato calcolato in base
all’indice proposto dall’accordo separato, è comunque sotto i parametri che
avevano ispirato i rinnovi contrattuali precedenti, ma soprattutto è legato alla
produttività delle aziende essendo stata attribuita maggiore importanza alla
contrattazione integrativa. Tra l’altro è in atto un ulteriore tentativo di comprimere la democrazia nei luoghi di lavoro, anche con la riforma del modello contrattuale. Qual è la tua esperienza di delegato a questo proposito? Dopo il mio intervento in assemblea dove ho chiesto ai lavoratori il voto contrario sull’accordo separato criticando al tempo stesso la piattaforma sul contratto di categoria, c’è stato un incontro unitario tra le Rsu delle quattro più importanti aziende alimentari di Parma: Barilla, Parmalat, Plada e Nestlè. In quella occasione funzionari della Cgil mi hanno detto che le posizioni da me espresse e, in generale, le posizioni della Rete 28 Aprile, di cui faccio parte, sono incompatibili con la Cgil. Di conseguenza sono stato invitato a dimettermi dalla Rsu della Barilla. A me la cosa è sembrata inconcepibile perché è nei diritti di un delegato il fatto di dissentire. Secondo te cosa sarebbe necessario fare per conquistare la Cgil ad un ruolo più combattivo? La Rete 28 Aprile è molto forte nella Fiom, ma quasi del tutto assente nelle altre categorie e questo rende molto difficile questa battaglia. Se prendiamo ad esempio tutte le Rsu di tutti gli stabilimenti Barilla presenti in Italia, io sono l’unico delegato della Rete. Credo che per prima cosa sia necessario costruire delle relazioni unitarie fra tutti i delegati che non accettano la logica concertativa. In questo modo ci si potrebbe muovere in modo coordinato ed uscire dalla corrente d’opinione a cui siamo condannati e cominciare a costruire situazioni in controtendenza nei luoghi di lavoro. In secondo luogo, la Rete 28 Aprile avrebbe bisogno di una strategia nazionale per potersi radicare anche nelle altre categorie.
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