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Epifani: La strana strategia del ..... "vediamo cosa succede"
L'intervista di Epifani (formato Pdf) al Sole24 ore del 17.4.09
E' interessante leggere l'intervista di Epifani al Sole 24 ore. Ovviamente condivisibile l'impianto del suo ragionamento sulla democrazia come elemento validante delle scelte sindacali, ma estremamente preoccupante è il messaggio che manda sul come uscire dalla divisione sindacale in materia di contrattazione. Le ragioni ufficiali del diniego posto dalla Cgil alla firma dell'accordo separato sul nuovo modello contrattuale si basavano su alcuni aspetti importanti: - L'accordo produce una dinamica di riduzione e maggiore subordinazione del salario alle ragioni del profitto - L'accordo scardina il contratto nazionale e l'unitarietà della contrattazione aprendo alle deroghe contrattuali - L'accordo prefigura un modello sindacale di tipo neocorporativo
Se ciò è vero (come è) dovrebbe essere chiaro che una riforma dei contratti così caratterizzata andrebbe respinta e contrastata con la messa in campo di una proposta alternativa. In fin dei conti è pensando a questo che moltissimi lavoratori hanno partecipato alle manifestazioni ed al referendum nei luoghi di lavoro promossi dalla Cgil.
Nella sua intervista al Sole24ore Epifani, in realtà, gela queste aspettative. Nelle sue osservazioni non si vede traccia di una proposta Cgil, non si intravvede una linea ed una proposta confederale (generale) per l'insieme del mondo del lavoro, non si indica ai lavoratori ed alle categorie della Cgil un percorso coordinato di azione e di strategia.
Ciò che invece esplicitamente propone è di lasciar fare. Cioè .... "Adesso bisognerebbe lasciar lavorare le categorie, senza gabbie rigide e ingessature ...", cioè senza un coordinamento confederale. Se applichiamo ciò alle piattaforme già presentate unitariamente, come quella degli alimentaristi, il suo ragionamento si fa ancora più esplicito. Infatti, alla domanda del giornalista che gli fa notare esistere già una piattaforma unitaria (quella degli alimentaristi appunto) e che questa dovrà adattarsi, cioè fare i conti con i limiti posti dall'accordo separato sulla contrattazione, Epifani risponde ripetendo ancora ..... "Bisogna lasciare alle categorie spazi di adattamento, senza ingerenze ..."
Con buona pace per chi (come Lavoro e Società) difendendo la piattaforma degli alimentaristi (per altro già mediata su alcuni punti non secondari dell'accordo separato sul modello contrattuale) presume sostenibile questa ipotesi perchè inserita in un processo di "forte coordinamento confederale".
In realtà Epifani non sembra nemmeno sognarsi di proporre una strategia generale di riferimento, ma lasciando le categorie libere di gettarsi nella mischia contrattuale ognuna per conto suo, aspetta di vedere ciò che succede .... Come strategia sindacale fa accapponare la pelle e c'è da scommettere che (come già successo con la piattaforma unitaria degli alimentaristi) andrà bene anche a Cisl ed Uil. Rimarrà la Fiom, (la sola categoria che ha annunciato la sua autonomia dall'accordo separato) che in fin dei conti è l'unica categoria che Epifani aspetta di vedere in difficoltà, sperando di raccoglierne i cocci prima del prossimo congresso Cgil.
18.4.2009 Coordinamento Rsu
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