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G.Cremaschi - I nodi da sciogliere al prossimo Direttivo Cgil Martedì e mercoledì prossimo si svolgerà un Direttivo nazionale della Cgil di particolare importanza. E’ la prima riunione ufficiale dopo l’accordo separato sul sistema contrattuale ed è evidente che il gruppo dirigente della Cgil si troverà di fronte a un intreccio di decisioni da prendere di particolare importanza. Prima di tutto c’è da decidere cosa si fa dopo l’accordo. Nella Cgil si fronteggiano sostanzialmente due posizioni. Una è quella che ha avuto espressione concreta nella piattaforma unitaria degli Alimentaristi e in quella separata, ma unitaria nei fatti, delle Telecomunicazioni. In quelle piattaforme si entra dentro il sistema contrattuale sottoscritto da Cisl e Uil, cercando di condizionarlo dall’interno. La Segreteria nazionale della Fiom ha invece già annunciato che non intende rispettare un accordo che non ha sottoscritto e quindi si accinge a chiedere al Comitato Centrale il mandato di presentare una piattaforma biennale e non triennale e sulla base dell’impostazione contrattuale degli ultimi anni. (...) C’è inoltre il
tema della democrazia sindacale, che viene continuamente
sollevato dalla Cgil, ma che non ha sempre riscontro pratico nei
diversi comportamenti. Nella piattaforma unitaria degli
alimentaristi non è preivsto il referendum sull’accordo né ci
sono regole definite per dipanare democraticamente eventuali
dissensi tra i sindacati. Nel frattempo la grande informazione
continua la campagna, ispirata dal governo e dalla
Confindustria, sul referendum alla Piaggio dimenticando che
altrove, ad esempio alla Fincantieri o ancor di più nell’accordo
separato confederale, Cisl e Uil rifiutano di far votare i
lavoratori perché non hanno la certezza di vincere. La questione
della democrazia sindacale e della rottura delle regole da parte
di Cisl e Uil diventa sempre di più una questione non
riconducibile alla pura dimensione contrattuale. Gran parte
dell’organizzazione, soprattutto nel corpo dei militanti, vive
con grande fastidio la celebrazione del Primo maggio assieme a
dirigenti sindacali che ogni giorno insultano la Cgil. Inoltre,
è ripresa l’offensiva del Partito Democratico, tesa a imporre
alla Cgil l’unità a tutti i costi con Cisl e Uil. La questione
unitaria diventa quindi un altro nodo centrale della discussione
interna al primo sindacato italiano.
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