"Deroghe illegali e precari a tempo illimitato"

Un accordo separato tra azienda, Fim e Uilm impedisce la stabilizzazione di 168 lavoratori alla Ggp di Castelfranco Veneto (Treviso). Landini (Fiom Cgil): "Inaccettabile e illegale, sosterremo i precari". È l'inizio delle deroghe ai contratti nazionali?

di M.M. Rassegna Sindacale

Avevano maturato il diritto ad essere assunti a tempo indeterminato, come prevedono le leggi in vigore. Ma per 168 lavoratori della Ggp, azienda leader nella produzione di utensili per il giardinaggio, un accordo integrativo siglato dall’azienda insieme a Fim e Uilm (senza la Fiom) ha deciso il contrario: rimarranno precari ‘a tempo illimitato’, senza alcuno spiraglio di stabilizzazione. Eppure i loro diritti sono scritti nero su bianco dal Protocollo sul wefare e dal contratto nazionale delle tute blu.

Quanto stiamo raccontando accade in un grande stabilimento metalmeccanico di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, ma il timore è che tale pratica possa avere un seguito, viste le possibilità di deroga ai ccnl contenute nella riforma del modello contrattuale. “Quello della Ggp è un accordo illegittimo, una vera e propria porcheria che mette in discussione in modo retroattivo le regole vigenti”, afferma il segretario nazionale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, annunciando azioni legali: “Ormai è evidente come pur di firmare si firmi di tutto, ma questo caso è illegittimo sotto ogni punto di vista”.

LO STRAPPO.
Alla Ggp di Castelfranco lavorano circa 600 addetti a tempo indeterminato e altrettanti “stagionali”. La piattaforma unitaria di Fim, Fiom e Uilm all'inizio chiedeva un part-time verticale per i precari, che sono soprattutto donne e migranti. Così sarebbero stati tutti assunti a tempo indeterminato a lavorare sei mesi su dodici, con i vantaggi del contratto nazionale come la tredicesima e il salario aziendale. Soprattutto, dettaglio non trascurabile, dando la possibilità agli impiegati stranieri di ottenere il permesso di soggiorno. "Di fronte al ricatto dell’azienda di delocalizzare in Slovacchia", però, denuncia la Fiom, la piattaforma unitaria è saltata. Lo strappo risale al 30 marzo, quando la Ggp ha firmato un accordo separato con Fim e Uilm che impedisce di applicare la norma secondo cui, dopo 36 mesi di lavoro, si acquisisce il diritto alla stabilizzazione. Una regola fissata nel Protocollo sul welfare del 2007, contenuta anche nel contratto nazionale dei metalmeccanici del gennaio 2008 ed entrata in vigore il 1 aprile di quest’anno. Forse non è un caso che l’integrativo alla Ggp sia stato firmato proprio il giorno prima, cioè il 30 marzo. Ma anche se fosse pura coincidenza, il risultato è certo: 168 lavoratori convinti di passare a tempo indeterminato si ritrovano ancora precari, per di più senza avere alcuna garanzia sul loro futuro.

È L’INIZIO DELLE DEROGE?
L’episodio, a giudizio di Landini, è ancora più rilevante per la china che potrebbero prendere gli accordi separati: “Si dimostra che sono in qualche modo imposti dalle imprese, che così mettono in concorrenza tra di loro i lavoratori generando una specie di guerra tra poveri. È indubbio che la pratica degli accordi separati rappresenti un pericolo, non è reale la logica del ministro Sacconi che teorizza complicità per vantaggi reciproci". E così conclude il dirigente Fiom: "Il caso della Ggp mette in luce la palese contrapposizione tra gli interessi in gioco. Speriamo che non sia un altro passo verso la cancellazione dell’autonomia sindacale e contrattuale”.

14/04/2009 18:33