Manager assediato per ore dagli
operai
Alla Benetton di Piobesi dopo l´annuncio
dei tagli: salvato dai carabinieri
«A Bruxelles hanno sequestrato tre manager
della Fiat per colpa di 24 licenziamenti? Almeno nel nostro caso
erano 143 persone a perdere il posto». Giuseppe Graziano,
segretario della Uilta-Uil piemontese, ora quasi ci scherza su.
Quelli che ha vissuto a Piobesi, nello stabilimento della
Olimpias, sono stati momenti tutt´altro che facili. Ancor meno
per Tullio Leto, direttore del personale dell´azienda tessile
del gruppo Benetton: quando hanno saputo che l´azienda non
avrebbe concesso la minima apertura, i lavoratori lo hanno
tenuto in assedio per tre ore e lui è uscito dallo stabilimento
attraverso una porta sul retro, grazie all´intervento dei
carabinieri.
È il 25 febbraio. Le trattative tra azienda e sindacati
proseguono ormai da settimane, ma sono del tutto insabbiate,
serve un ennesimo incontro. Di solito le aziende torinesi
conducono le trattative all´Unione industriale di Torino, in via
Fanti, ma la Olimpias è associata a Unindustria Treviso, città
in cui ha la sede principale. Quindi è necessario riunirsi
direttamente nello stabilimento di Piobesi. Alle 14 iniziano le
trattative, i 143 dipendenti cominciano uno sciopero spontaneo e
attendono novità appena fuori dagli uffici.
Gli animi sono caldi fin da subito. Dopo un paio d´ore i
funzionari dei sindacati escono e comunicano che l´azienda non
fa passi indietro: conferma i 143 licenziamenti, nega la cassa
integrazione per ristrutturazione e qualsiasi forma di
incentivo, concede un solo anno di ammortizzatore sociale. Ai
dipendenti è come se crollasse il mondo addosso. C´è chi urla,
chi piange, chi batte pugni suoi vetri. Entrano in massa
nell´ufficio delle trattative. In un attimo il direttore Leto e
il suo segretario sono assediati. «Una sensazione molto brutta,
una situazione del tutto anomala in una trattativa sindacale»,
ricorda Assunta De Caro, segretaria della Filtea-Cgil Piemonte.
La tensione raggiunge il suo apice verso le 18: «A un certo
punto abbiamo deciso di chiamare i carabinieri».
Dalla caserma di Moncalieri il capitano
Domenico Barone parte con una buona quantità di uomini:
«Arrivati sul posto - spiega il capitano - abbiamo cercato di
placare gli animi e abbiamo creato una cornice di sicurezza
attorno al direttore Tullio Leto. Nel frattempo sono volate
parole grosse ma non è successo nulla di grave». Ci vogliono due
lunghe ore di diplomazia prima che la situazione si sblocchi:
«Abbiamo creato un diversivo - racconta il capitano dei
carabinieri di Moncalieri - e abbiamo fatto uscire il direttore
e il suo segretario da una porta secondaria». È così, alle
22.30, finisce la lunghissima giornata di lavoro di Tullio Leto.
«L´episodio comunque ha cambiato il corso della trattativa -
dice il sindacalista Graziano - perché ha fatto capire
all´azienda che i lavoratori erano disposti a tutto pur di
ottenere qualcosa dalla trattativa». In effetti, così è stato.
Perché una serie di proteste all´insegna della civiltà, tra cui
un presidio davanti al negozio Benetton di piazza San Carlo,
hanno portato a un salvataggio in corner. La trattativa è stata
chiusa da pochi giorni: non un solo anno di cassa ma due, più un
incentivo per l´uscita e l´impegno della Olimpias a ricollocare
una parte dei dipendenti. Si chiude comunque, ma la disperazione
di quel 25 febbraio è un po´ più distante.
(10 aprile 2009) da Repubblica
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