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La salute non è merce No ai fondi integrativi
La Filcams Cgil del Trentino e la Rete28Aprile del Trentino si dichiarano nettamente contrarie alla proposta del presidente Dellai di introdurre forme di assistenza sanitaria integrativa. Una simile proposta, oltre che essere una nuova tassa per i lavoratori, mette in discussione il diritto alla salute, inteso come diritto universale non disponibile, in quanto andrebbe a precostituire una divaricazione fra chi lavora e chi è disoccupato, fra il ricco ed il povero. La politica dei fondi integrativi introduce forme differenziate rispetto all'accesso ai diritti fondamentali come quello della salute o altri diritti erogati dallo stato sociale. Infatti, le forme integrative, se da un lato possono dare una parziale risposta al lavoratore occupato dall'altro precostituiscono uno scenario nel quale il lavoratore, quando perde il posto di lavoro, perde tutto. Dal salario ai diritti e quindi si costringe il lavoratore a ridursi la paga pur di non perdere anche diritti fondamentale come quello della salute. Dellai vuole ricalcare la logica americana delle assicurazioni che lo stesso Obama sta mettendo in discussione. La sola differenza fra i fondi integrativi e le assicurazioni è che i fondi, in Italia, sono cogestiti dal sindacato, riservati ai soli aderenti qualora occupati e paganti. Noi non possiamo accettare che diritti fondamentali, quali la salute e la pensione, siano legati all'andamento della borsa e quindi cessino di essere diritti universali, gratuiti ed esigibili da tutti i cittadini a prescindere dalla carta di credito. Lo stesso meccanismo che adotta il fondo integrativo per le pensione. Se a causa della crisi vieni licenziato o perdi il lavoro, non essendoci i previsti versamenti, perdi anche quota consistente della tua pensione. Non solo, ma l'introduzione dei fondi integrativi ha reso più debole il sindacato nella lotta per una pensione pubblica dignitosa e garantita. Noi riteniamo che oggi il diritto alla salute non può essere visto come un costo ma come un diritto inalienabile del cittadino. Se si vogliono fare risparmi la via da percorrere è la lotta agli sprechi ed alle varie baronie presenti all'interno del sistema ospedaliero. Diciamo NO ad una politica sanitaria che si fonda sul ceto sociale e quindi una sanità che rischia di esclude le fasce deboli della società, dagli immigrati ai disoccupati o quanti non possono permettersi un fondo integrativo perché hanno una paga da fame. Con questa proposta Dellai, dimostra che sul versante dello stato sociale, dei diritti e dei beni pubblici non è molto diverso dal suo omologo lombardo.
p la Filcams Cgil del Trentino - Ezio Casagranda p.la Rete28aprile nella Cgil del Trentino - Roland Caramelle
Trento, 25 marzo 2009
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