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Per quanto riguarda le novità del testo,
il ministro Sacconi, dopo aver spiegato il
passaggio dal penale all’amministrativo per i
reati solo formalistici, ha detto che il governo
Berlusconi è interessato agli obiettivi (una
maggiore sicurezza sul lavoro) e non alle regole
eccessive. Sacconi ha precisato che il ruolo
degli enti bilaterali sarà fondamentale. Le
parti sociali si dovranno accordare (nella
rispettiva autonomia) sul modello di
organizzazione del lavoro. Le ispezioni dovranno
essere indirizzate, anche perché spesso si
controlla solo dove già c’è la luce. Nel buio
non si guarda, dice Sacconi che afferma la
sproporzione tra gli ispettori (circa 5000) e le
aziende da controllare (circa 5 milioni). Le
ispezioni dovranno essere mirate, quindi e non a
tappeto. Un ruolo maggiore è previsto per
l’Inail e anche questa è una novità, perché si
spostano delle competenze del Servizio sanitario
nazionale.
Il ministro ha detto anche che le
sanzioni amministrative saranno aumentate in
media del 50% rispetto a quelle
previste della legge 626. In ogni caso
i punti principali dello schema di decreto
legislativo sulla sicurezza riguardano la
semplificazione procedurale. Il documento
contenente le valutazioni sui rischi per la
salute e la sicurezza dei lavoratori non dovrà
più essere depositato dal notaio, né servirà
munirsi di posta certificata, in quanto la data
potrà essere dimostrabile dalla firma dei
soggetti coinvolti. Viene poi eliminata la
notifica di costruzione di nuovo edificio
all'organo di vigilanza se sono già state
prodotte informazioni analoghe ad altre
pubbliche amministrazioni.
Rispondendo a una nostra domanda
il ministro Sacconi (che poi ha ceduto la parola
a un direttore del ministero) ha detto che non
verrà abolita la cartella sanitaria del
lavoratore. Vengono però eliminate le
informazioni che l’azienda doveva fornire alle
Asl. “Ce lo hanno chiesto anche i medici del
lavoro”, dicono i tecnici del ministero di
Sacconi
Per quanto riguarda la vigilanza,
i funzionari di vigilanza delle Asl e gli
ispettori del lavoro potranno esercitare la
vigilanza a pieno titolo, sulla base di un
maggiore coordinamento territoriale
reciproco. Per l’assistenza emerge un ruolo
maggiore per l’Inail perché verranno integrate
le attività del Ssn e dell'Inail stessa
finalizzate all'assistenza e alla riabilitazione
dei lavoratori vittime di infortuni.
Per le visite mediche, il
medico competente potrà verificare l'idoneità
del lavoratore alla mansione anche prima
dell'assunzione. Su questo il ministro Sacconi,
durante la conferenza stampa, ha avuto un attimo
di irritazione. Non siamo noi ad avere
introdotto queste norme, c’erano già – ha detto
– e poi non sono affatto “discriminatorie come
qualcuno ci accusa”, ma caso mai puntano a una
“maggiore sicurezza sul lavoro”.
Per le sanzioni, almeno per
quanto riguarda la sospensione dell'impresa, il
parametro della "reiterazione" viene sostituito
con quello delle "plurime violazioni".
L'organismo di vigilanza perde qualsiasi
discrezionalità nell'applicazione della norma.
Per le microimprese con un solo dipendente
diventa possibile applicare unicamente le
sanzioni ordinarie, senza obbligo di chiusura.
La"prescrizione obbligatoria" viene estesa ai
reati puniti con la sola ammenda o con la
sanzione pecuniaria amministrativa. La sanzione
penale varrà solo per la violazione di
disposizioni sostanziali e non di quelle
formali. L'entità delle sanzioni pecuniarie
aumenta del 50% rispetto al decreto legislativo
626 del 1994. Per l'omessa valutazione del
rischio nelle aziende a rischio incidente
rilevante vale solo l'arresto e non l'ammenda.
La reazione della Cgil è stata
subito molto negativa: "Questo norma - ha detto
il segretario generale Guglielmo Epifani - è un
grave errore che la Cgil non capisce e che il
Paese fatica a comprendere".
Appena finita la conferenza stampa, due minuti
dopo, il ministro Sacconi è rientrato in sala
stampa a Palazzo Chigi e ha richiamato tutti i
giornalisti. “Leggo che il segretario generale
della Cgil Guglielmo Epifani sta già criticando
il nuovo testo sulla sicurezza sul lavoro senza
averlo letto. Questa è la dimostrazione del
solito atteggiamento pregiudiziale”. “Io – ha
detto Sacconi - ho cercato il consenso e lo
cercherò ancora più ampio. Si escluderanno solo
quelli che si vorranno auto-escludere. Ma a chi
parla di stravolgimento devo rispondere
chiaramente che noi siamo pienamente nell’ambito
della delega del governo Prodi. Epifani è solo
alla ricerca disperata di motivi per il suo
sciopero. Parla senza aver letto i testi.
Questa - conclude Sacconi -non è la Cgil di
Giuseppe Di Vittorio".
Il segretario generale della Cgil, Epifani, ha
parlato di “una scelta che la Cgil non comprende
e che il paese farà fatica a comprendere”. E ha
ricordato la richiesta della Cgil di un tavolo
di consultazione sull'argomento che però non è
stato attivato, aggiungendo che di queste
modifiche l’esecutivo dovrà assumersi la
responsabilità.
Secondo la segretaria confederale, Paola
Agnello Modica, con l’approvazione del
decreto il governo “svela i contenuti della sua
controriforma, dopo mesi di non applicazione, di
rinvii, di modifiche e di veri interventi di
boicottaggio. Infatti con lo schema di decreto
approvato in prima lettura dal CdM il Governo
tenta di svuotare il Testo Unico sulla salute e
sicurezza. Il testo interviene pesantemente su
tutti i capitoli fondamentali a partire dal
Titolo primo, che pure era stato lungamente
discusso dal precedente Governo con tutte le
parti sociali, mentre l’attuale Governo, benché
ripetutamente sollecitato, non ha mai consentito
al sindacato e alle Regioni di discutere il
testo che oggi ha varato”.
Secondo la Cgil, si riducono drasticamente le
responsabilità del datore di lavoro e dei
dirigenti, fino ad addossarle al lavoratore. Si
interviene su ben due articoli dello Statuto dei
Lavoratori, superando il divieto di visita
preassuntiva da parte del medico competente (di
fiducia del datore di lavoro) e limitando
fortemente le Rsu e il sindacato nella
contrattazione delle condizioni di lavoro che
hanno ripercussioni sulla salute e sicurezza. Le
buone prassi e le norme tecniche potranno di
fatto sostituire le norme di legge. La
certificazione della corretta attuazione delle
norme (“esimenti” della responsabilità
amministrativa delle imprese) può essere
esercitata anche dagli Enti bilaterali. Si
riduce la tutela sanitaria delle lavoratrici e
dei lavoratori, superando la cartella sanitaria
di rischio e la relazione del medico competente
alle Asl, facendo così anche scomparire di fatto
la tutela dalle malattie di origine
professionale. Si sposta l’asse dalla
rappresentanza dei lavoratori, in particolare
delle micro e piccole imprese, verso la
bilateralità. Si riducono le tutele per i
lavoratori –dipendenti e autonomi- delle imprese
in appalto e in sub-appalto. Si riducono fino a
dimezzamento le sanzioni, che però vengono
aumentate a carico dei lavoratori. Per tutte
queste ragioni la Cgil ribadisce il giudizio
positivo sul Dlgs 81/08 e la propria contrarietà
al suo svuotamento. Per questo promuove
iniziative diffuse nel territorio, invitando
alla partecipazione lavoratrici, lavoratori e
Rls.
Il ministro fa sapere che, comunque, saranno
consultate le parti sociali e che "il testo è
aperto a modifiche". Sacconi ha aggiunto che non
accetterà "un linguaggio esasperato e reagirò
con molta forza". Poi, però, tornando sulle
sanzioni ha spiegato che ci sono stati
cambiamenti perché quelle di prima erano
"irrazionali"
Aggiornato alle ore 16:20
27/03/2009 11:39 |