Sicurezza sul lavoro

Il governo cambia il Testo unico

Approvato il dlgs. Le “correzioni” del Cdm riguardano soprattutto le sanzioni alle imprese che non rispettano le norme di prevenzione e sicurezza. Le sanzioni saranno proporzionate al “rischio d’impresa”. Aumenta il ruolo degli enti bilaterali

di Paolo Andruccioli

 
Il Consiglio dei ministri ha dato oggi, 27 marzo, il via libera al decreto legislativo contenente disposizioni integrative e correttive al Testo unico e alla legge 626 che risaliva al 1994. Secondo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi "il provvedimento è all'interno della delega decisa dal governo Prodi, non abbiamo fatto nessuna forzatura, né stravolgimenti". Il ministro ha anche spiegato che per arrivare al traguardo della nuova normativa, dopo la prima lettura del Consiglio dei ministri (quella di oggi) si dovrà passare per la Conferenza Stato-Regioni e poi per l’esame delle commissioni parlamentari. Nel frattempo – ha precisato Sacconi – “continueremo con la consultazione delle parti sociali, che comunque sentiamo già da quattro mesi”.

Il testo, sempre secondo Sacconi, è quindi “aperto” a eventuali modifiche. Ma ovviamente il ministro ci ha tenuto a precisare che per il suo dicastero e per il governo già andrebbe bene così com’è. Per Sacconi infatti non è vero che si tratterebbe di uno stravolgimento o di una controriforma. L’arresto rimane per alcune fattispecie, mentre l’arresto viene tramutato in ammenda quando le violazioni non sono sostanziali ma solo formali, o “formalistiche”. Secondo il ministro, infatti, il vizio del Testo unico sulla sicurezza varato dal governo Prodi era proprio l’eccesso di formalismo.

Il governo Berlusconi tenta quindi la strada della semplificazione. Sacconi ha anche attaccato il governo Prodi e gli estensori del Testo unico: “Evidentemente – ha detto il ministro – molti degli errori che abbiamo trovato nel testo sono stati determinati dal clima pre-elettorale del periodo in cui è stato scritto. Sono stati confusi per esempio i milligrammi con i nanogrammi quando si parla di piombo”.
 
Per quanto riguarda le novità del testo, il ministro Sacconi, dopo aver spiegato il passaggio dal penale all’amministrativo per i reati solo formalistici, ha detto che il governo Berlusconi è interessato agli obiettivi (una maggiore sicurezza sul lavoro) e non alle regole eccessive. Sacconi ha precisato che il ruolo degli enti bilaterali sarà fondamentale. Le parti sociali si dovranno accordare (nella rispettiva autonomia) sul modello di organizzazione del lavoro. Le ispezioni dovranno essere indirizzate, anche perché spesso si controlla solo dove già c’è la luce. Nel buio non si guarda, dice Sacconi che afferma la sproporzione tra gli ispettori (circa 5000) e le aziende da controllare (circa 5 milioni). Le ispezioni dovranno essere mirate, quindi e non a tappeto. Un ruolo maggiore è previsto per l’Inail e anche questa è una novità, perché si spostano delle competenze del Servizio sanitario nazionale.

Il ministro ha detto anche che le sanzioni amministrative saranno aumentate in media del 50% rispetto a quelle previste della legge 626. In ogni caso i punti principali dello schema di decreto legislativo sulla sicurezza riguardano la semplificazione procedurale. Il documento contenente le valutazioni sui rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori non dovrà più essere depositato dal notaio, né servirà munirsi di posta certificata, in quanto la data potrà essere dimostrabile dalla firma dei soggetti coinvolti. Viene poi eliminata la notifica di costruzione di nuovo edificio all'organo di vigilanza se sono già state prodotte informazioni analoghe ad altre pubbliche amministrazioni.

Rispondendo a una nostra domanda il ministro Sacconi (che poi ha ceduto la parola a un direttore del ministero) ha detto che non verrà abolita la cartella sanitaria del lavoratore. Vengono però eliminate le informazioni che l’azienda doveva fornire alle Asl. “Ce lo hanno chiesto anche i medici del lavoro”, dicono i tecnici del ministero di Sacconi

Per quanto riguarda la vigilanza, i funzionari di vigilanza delle Asl e gli ispettori del lavoro potranno esercitare la vigilanza a pieno titolo, sulla base di un maggiore coordinamento territoriale
reciproco. Per l’assistenza emerge un ruolo maggiore per l’Inail perché verranno integrate le attività del Ssn e dell'Inail stessa finalizzate all'assistenza e alla riabilitazione dei lavoratori vittime di infortuni.

Per le visite mediche, il medico competente potrà verificare l'idoneità del lavoratore alla mansione anche prima dell'assunzione. Su questo il ministro Sacconi, durante la conferenza stampa, ha avuto un attimo di irritazione. Non siamo noi ad avere introdotto queste norme, c’erano già – ha detto – e poi non sono affatto “discriminatorie come qualcuno ci accusa”, ma caso mai puntano a una “maggiore sicurezza sul lavoro”.

Per le sanzioni, almeno per quanto riguarda la sospensione dell'impresa, il parametro della "reiterazione" viene sostituito con quello delle "plurime violazioni". L'organismo di vigilanza perde qualsiasi discrezionalità nell'applicazione della norma. Per le microimprese con un solo dipendente diventa possibile applicare unicamente le sanzioni ordinarie, senza obbligo di chiusura. La"prescrizione obbligatoria" viene estesa ai reati puniti con la sola ammenda o con la sanzione pecuniaria amministrativa. La sanzione penale varrà solo per la violazione di disposizioni sostanziali e non di quelle formali. L'entità delle sanzioni pecuniarie aumenta del 50% rispetto al decreto legislativo 626 del 1994. Per l'omessa valutazione del rischio nelle aziende a rischio incidente rilevante vale solo l'arresto e non l'ammenda.

La reazione della Cgil è stata subito molto negativa: "Questo norma - ha detto il segretario generale Guglielmo Epifani - è un grave errore che la Cgil non capisce e che il Paese fatica a comprendere".

Appena finita la conferenza stampa, due minuti dopo, il ministro Sacconi è rientrato in sala stampa a Palazzo Chigi e ha richiamato tutti i giornalisti. “Leggo che il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani sta già criticando il nuovo testo sulla sicurezza sul lavoro senza averlo letto. Questa è la dimostrazione del solito atteggiamento pregiudiziale”. “Io – ha detto Sacconi - ho cercato il consenso e lo cercherò ancora più ampio. Si escluderanno solo quelli che si vorranno auto-escludere. Ma a chi parla di stravolgimento devo rispondere chiaramente che noi siamo pienamente nell’ambito della delega del governo Prodi. Epifani è solo alla ricerca disperata di motivi per il suo sciopero. Parla senza aver letto i testi. Questa  - conclude Sacconi -non è la Cgil di Giuseppe Di Vittorio".

Il segretario generale della Cgil, Epifani, ha parlato di “una scelta che la Cgil non comprende e che il paese farà fatica a comprendere”. E ha ricordato la richiesta della Cgil di un tavolo di consultazione sull'argomento che però non è stato attivato, aggiungendo che di queste modifiche l’esecutivo dovrà assumersi la responsabilità.

Secondo la segretaria confederale, Paola Agnello Modica, con l’approvazione del decreto il governo “svela i contenuti della sua controriforma, dopo mesi di non applicazione, di rinvii, di modifiche e di veri interventi di boicottaggio. Infatti con lo schema di decreto approvato in prima lettura dal CdM il Governo tenta di svuotare il Testo Unico sulla salute e sicurezza. Il testo interviene pesantemente su tutti i capitoli fondamentali a partire dal Titolo primo, che pure era stato lungamente discusso dal precedente Governo con tutte le parti sociali, mentre l’attuale Governo, benché ripetutamente sollecitato, non ha mai consentito al sindacato e alle Regioni di discutere il testo che oggi ha varato”.

Secondo la Cgil, si riducono drasticamente le responsabilità del datore di lavoro e dei dirigenti, fino ad addossarle al lavoratore. Si interviene su ben due articoli dello Statuto dei Lavoratori, superando il divieto di visita preassuntiva da parte del medico competente (di fiducia del datore di lavoro) e limitando  fortemente le Rsu e il sindacato nella contrattazione delle condizioni di lavoro che hanno ripercussioni sulla salute e sicurezza. Le buone prassi e le norme tecniche potranno di fatto sostituire le norme di legge. La certificazione della corretta attuazione delle norme (“esimenti” della responsabilità amministrativa delle imprese) può essere esercitata anche dagli Enti bilaterali. Si riduce la tutela sanitaria delle lavoratrici e dei lavoratori, superando la cartella sanitaria di rischio e la relazione del medico competente alle Asl, facendo così anche scomparire di fatto la tutela dalle malattie di origine professionale. Si sposta l’asse dalla rappresentanza dei lavoratori, in particolare delle micro e piccole imprese, verso la bilateralità. Si riducono le tutele per i lavoratori –dipendenti e autonomi- delle imprese in appalto e in sub-appalto. Si riducono fino a dimezzamento le sanzioni, che però vengono aumentate a carico dei lavoratori. Per tutte queste ragioni la Cgil ribadisce il giudizio positivo sul Dlgs 81/08 e la propria contrarietà al suo svuotamento. Per questo promuove iniziative diffuse nel territorio, invitando alla partecipazione lavoratrici, lavoratori e Rls.

Il ministro fa sapere che, comunque, saranno consultate le parti sociali e che "il testo è aperto a modifiche". Sacconi ha aggiunto che non accetterà "un linguaggio esasperato e reagirò con molta forza". Poi, però, tornando sulle sanzioni ha spiegato che ci sono stati cambiamenti perché quelle di prima erano "irrazionali"

Aggiornato alle ore 16:20
 

27/03/2009 11:39